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Expo 2015: cosa succede nei cantieri della scienza?

Silvia Trigilio

Sapori e odori provenienti dalle cucine di tutto il mondo saranno di grande richiamo all’Esposizione Universale. Che Expo 2015, tuttavia,  non sia una sagra (come ha osservato qualche mese fa il prof. Umberto Veronesi) ce lo auguriamo tutti: l’obiettivo di questo enorme e spettacolare evento è mettere su un proficuo cantiere di idee, che ci guidi verso un futuro privo di divari e povero di sprechi.

Cosa sta facendo concretamente Expo per giungere alle soluzioni che il mondo si aspetta? In questo articolo parleremo di Laboratorio Expo 2015, progetto nato con lo scopo di studiare le tematiche inerenti a Nutrire il pianeta. Energie per la vita, al quale partecipano 300 esperti provenienti da tutto il mondo. Voluto da Expo Milano 2015 e dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, il network di studiosi, già da dicembre 2013, è impegnato in un denso programma di workshop, incontri, momenti di riflessione e divulgazione. Il fine ultimo? Redigere una Carta di Raccomandazioni della Scienza per Expo Milano 2015: i suggerimenti del mondo della scienza per un futuro più sostenibile.

Laboratorio Expo

Come ha messo in evidenza il curatore scientifico del progetto, Salvatore Veca, Quando diciamo ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’ diciamo una cosa enorme. Per poterne discutere dobbiamo acchiapparne degli aspetti.

Laboratorio Expo li ha individuati, e a partire da essi ha sviluppato 4 percorsi di riflessione:

  • Sviluppo sostenibile
  • Antropologia
  • Agricoltura e alimentazione,
  • Sociologia urbana.

Perché proprio questi 4 percorsi? Perché in una società diversificata e multiculturale non è possibile parlare di sostenibilità senza parlare di equità e innovazione sociale, di cultura del cibo, di convivialità, di antropologia.
Al contempo, sappiamo bene che la sostenibilità è anzitutto basata su un delicato equilibrio tra uomo e ambiente, per questo era necessario che il Laboratorio Expo si interrogasse sul futuro dell’agricoltura, e su un nuovo rapporto tra città e cittadini, che abbia come primo obiettivo una più alta qualità della vita.

 Di questo hanno parlato e continueranno a parlare esperti di fama mondiale e giovani ricercatori nei diversi incontri, per i quali sono stati scelti diversi format: Colloqui (eventi annuali con ospiti internazionali, dedicati alle tematiche di Expo), Lectures, Workshops.

Infine, il format School, che ha dato la possibilità ad alcuni giovani universitari di assistere a delle vere e proprie lezioni di nutrimento del pianeta.

L’esperienza dei giovani ricercatori

La frase trita e inflazionata il futuro è in mano ai giovani acquista un senso, se qualcuno consegna ai giovani le chiavi del futuro. Laboratorio Expo ha cercato di fare questo: far partecipare le nuove leve della scienza al dibattito internazionale mettendo a disposizione dei bandi di selezione per partecipare ad Expo School. Grazie a questo progetto, alcuni giovani laureati/dottori di ricerca hanno avuto la possibilità di approfondire percorsi di ricerca tematici, assistendo a delle vere e proprie lezioni tenute dai maggiori studiosi delle scienze agroalimentari, sociali, urbanistiche e antropologiche.

Un’esperienza che qualcuno di loro ha raccontato in un video

La collana Laboratorio Expo

Il fine ultimo del Laboratorio Expo 2015 è la redazione di una Carta di Raccomandazioni della Scienza, una sorta libretto delle istruzioni in cui le menti più brillanti del pianeta indicano le retta via per giungere alla sostenibilità etica e ambientale.

E se in attesa di questa Magna Charta i laici della scienza volessero affacciarsi alle tematiche e gettare un’occhiata sui lavori in corso? La Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha creato per lo scopo due collane digitali:  Laboratorio Expo Thesaurus, che affronta le tematiche dell’Esposizione con scritti noti e recenti scoperte, e Laboratorio Expo Keywords, che in tempo reale offre argomenti di approfondimento sulle tematiche trattate.
Non ci resta dunque che sfogliare gli ebook gratuiti, per essere aggiornati sulle riflessioni portate avanti da Laboratorio Expo 2015.

 

Silvia Trigilio

Nata ad Augusta, in provincia di Siracusa, vive e lavora a Bologna. Il suo piatto preferito sono i profiteroles della mamma perché sono lo ying e yang della cucina... se bianco e nero, dolce e amaro possono fondersi in maniera così estatica, vuol dire che un mondo migliore è possibile. In cucina non può mancare: una connessione internet, un tirabusciò (o tire-bouchon) e dei buoni commensali.

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