Dorata, profumata e irresistibilmente semplice: la frittata è uno di quei piatti che mette tutti d’accordo. Si tratta di una pietanza facile da realizzare e antichissima, che alle uova vede spesso l’aggiunta di altri ingredienti e che può essere consumata in vari modi: come piatto unico, antipasto, secondo e persino per colazione. Ma non lasciamoci ingannare dalla sua apparente “umiltà”: la frittata è una regina della cucina di recupero, pronta a trasformarsi ogni volta in qualcosa di nuovo grazie a verdure di stagione, formaggi, salumi e un tocco di erbe aromatiche. In questo articolo ti porteremo alla scoperta delle sue origini fino ad arrivare ai consigli pratici per inserirla con successo nel tuo meal prep quotidiano.
La storia della frittata, tra antichi ricettari e leggende

La frittata è un piatto dalle origini antiche, che affonda le sue radici nell’epoca romana. Tra le prime testimonianze storiche di questa preparazione, troviamo quella risalente al I secolo d.C di Marco Gavio Apicio, celebre gastronomo dell’antica Roma, che nel suo trattato De re coquinaria descrive diverse frittate realizzate con vari ingredienti come lattuga, fiori di sambuco, petali di rosa e latte. Facendo un balzo avanti nel tempo, nel Medioevo, la frittata è un piatto comune che si adatta molto ai cambiamenti stagionali, variando gli ingredienti in base al periodo dell’anno: dagli asparagi all’ortica in primavera, fino ai funghi durante l’autunno, ad esempio. Inoltre, le erbe aromatiche giocano un ruolo importante nella cucina di questo periodo.
Parlando ancora di ricettari storici, troviamo la frittata citata nel Libro de arte coquinaria di Maestro Martino, risalente al Quattrocento, una delle opere più importanti della gastronomia italiana. In questo testo, la “frictata” viene descritta come una preparazione a base di uova sbattute con un po’ d’acqua e latte, per renderla più morbida, con l’aggiunta di formaggio grattugiato e cotta nel burro. Curiosamente, Maestro Martino sottolinea l’importanza di non girarla durante la cottura – al contrario di quanto si fa comunemente oggi – e di non cuocerla eccessivamente.
Oltre ai ricettari giunti fino a noi, esistono anche storie e leggende che fanno riferimento alla frittata. Un esempio emblematico è quello della celebre “Frittata delle mille uova”, ancora oggi celebrata a Padula, in provincia di Salerno, ad agosto. La leggenda è ambientata nel 1535, quando Carlo V, re di Spagna, reduce dalla vittoriosa Battaglia di Tunisi, fece sosta con il suo esercito presso la Certosa di Padula. In quell’occasione i monaci, pur nelle ristrettezze della loro condizione, riuscirono a procurarsi ben mille uova, con le quali realizzarono una frittata di dimensioni grandissime, che lasciò il re e i suoi soldati più che soddisfatti.
Le Vite di Giorgio Vasari, una serie di biografie di artisti pubblicata nel Cinquecento, riporta invece un curioso episodio che vede protagonisti Donatello e Brunelleschi. Secondo la narrazione, Donatello rimase deluso quando l’amico Brunelleschi paragonò il suo Cristo crocifisso a un contadino, così lo sfidò a realizzare qualcosa di meglio. Brunelleschi accettò la sfida e, una volta completata la sua opera, invitò Donatello a vederla. La scultura era così perfetta che Donatello, per la sorpresa, fece cadere a terra tutte le uova che portava con sé per il pranzo, facendo una “frittata”.
Quali sono le varianti regionali della frittata in Italia?

La frittata ha portato alla nascita di numerose varianti regionali nel nostro Paese, ognuna con ingredienti e preparazioni che riflettono le tradizioni locali. Ecco alcune delle più note:
- Campania – Frittata di pasta: parliamo di un classico della cucina di recupero, preparato con pasta avanzata (spesso spaghetti), mescolata a uova, formaggio e talvolta salumi, quindi cotta in padella fino a ottenere una crosta dorata. Una variante curiosa? La frittata di scammaro, pensata per il periodo di Quaresima, realizzata senza uova (ebbene sì, avete capito bene!) e condita con olive, uvetta, pinoli e acciughe.
- Piemonte – Frittata rognosa: una specialità piemontese che deve il suo nome all’aspetto rustico e irregolare della preparazione. In genere, oltre alle uova prevede salame e formaggio grattugiato.
- Basilicata – Rafanata: questa frittata tipica della tradizione lucana contiene uova, pecorino, patate e rafano, una radice dal sapore pungente e caratteristico.
- Toscana – Frittata con gli zoccoli: si tratta di una ricetta contadina, sostanziosa e saporita, che prevede l’inserimento di cubetti di pancetta al preparato a base di uova.
- Finta trippa (diffusa in diverse regioni): questa particolare preparazione simula l’aspetto della trippa di carne usando listarelle di frittata condite con salsa di pomodoro.
Come posso integrare la frittata nel mio meal prep moderno?

Come anticipato, la frittata può essere una scelta pratica e gustosa da integrare nel proprio meal prep (dall’inglese meal preparation), ossia la strategia che permette di pianificare e preparare in anticipo i piatti della settimana. Può essere una scelta valida specie se cerchi piatti nutrienti, versatili e facili da realizzare. Considera, infatti, che la frittata può essere consumata sia calda che fredda e che può permetterti di variare usando diversi ingredienti come formaggi, verdure e salumi, ad esempio. La puoi quindi cucinare anticipatamente – anche al forno – per poi suddividerla in porzioni pronte all’uso, considerando che in frigorifero si conserva per circa 2 giorni, chiusa in un contenitore ermetico. Un’alternativa può essere congelarla, ricordando di attendere che si sia raffreddata e suddividendola in piccole porzioni.
Quali sono i segreti per una frittata perfetta e gustosa?

Per quanto semplice, anche una preparazione come la frittata richiede alcuni “trucchi” e accortezze per essere davvero appetitosa. Ecco qualche suggerimento per una frittata perfetta:
- Le uova vanno sbattute delicatamente, usando una forchetta. Non andrebbero montate eccessivamente per non incorporare troppa aria, rischiando di rendere la frittata spugnosa.
- È importante versare il composto nella padella quando l’olio è ben caldo.
- Vuoi aggiungere delle verdure (ad esempio le zucchine)? In tal caso, è bene cuocerle precedentemente: questo infatti permette di eliminare l’acqua in eccesso, evitando che la frittata risulti acquosa.
- Preferisci la pancetta come ingrediente “extra”? Anche in questo caso dovrai farla rosolare separatamente e, solo successivamente, inserire il composto di uova.
- Quando la base è dorata e si stacca facilmente dalla padella, la frittata va delicatamente capovolta usando un piatto o un coperchio: questo consentirà di cuocerla anche dall’altro lato.
- Per una frittata più soffice, è possibile aggiungere un po’ di latte al composto.
Se vuoi saperne di più, ti lasciamo ai nostri consigli per una frittata davvero invitante!
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