Milano Cortina 2026 contro lo spreco alimentare: il 100% del cibo non consumato verrà riutilizzato

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Il 100% del cibo non consumato ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 verrà riutilizzato. È l’accordo che Fondazione Milano Cortina 2026 ha siglato con Fondazione Banco Alimentare Ets per le regioni Lombardia e Veneto, e con TrentinoSolidale Odv per la Val di Fiemme. L’obiettivo è promuovere il recupero del cibo non consumato, riducendo lo spreco alimentare e mettendo a disposizione delle persone più fragili le eccedenze disponibili.

«Siamo molto grati a Banco Alimentare e a TrentinoSolidale Odv per la collaborazione avviata, che rende concreto il nostro impegno verso una maggiore sostenibilità dell’evento – ha affermato Gloria Zavatta, Sustainability & Impact Director di Fondazione Milano Cortina 2026 – Fondamentale è stato anche il confronto con le comunità locali dei territori coinvolti dai Giochi, dove da anni enti del terzo settore e partner pubblici lavorano insieme per sviluppare soluzioni diversificate e adeguate alle specificità di ciascun contesto».

Un impegno già presente nella fase di candidatura delle Olimpiadi, successivamente integrato nella Strategia Sostenibilità, Impatto e Legacy della Fondazione, che prevede il riutilizzo del 100% del cibo inutilizzato all’interno delle strutture e dei centri di produzione Food & Beverage.

Come funziona il recupero del cibo?

buffet
Ugis Bralens/shutterstock

Dal punto di vista operativo, il cibo recuperato riguarderà le eccedenze alimentari sicure, non gli avanzi già serviti. Verranno prelevati i pasti già preparati ma non distribuiti, oppure i prodotti prossimi alla scadenza che rispettano pienamente i requisiti igienico-sanitari. Banco Alimentare e TrentinoSolidale intervengono lungo tutta la filiera del recupero, occupandosi della raccolta, del controllo qualitativo, dello stoccaggio e della redistribuzione attraverso le proprie reti territoriali, che includono mense sociali, comunità di accoglienza ed enti del volontariato.

In questo modo, ciò che durante i Giochi Olimpici e Paralimpici potrebbe trasformarsi in surplus diventa un aiuto concreto per persone in condizioni di fragilità economica e sociale. Un modello virtuoso di economia circolare applicata al cibo, in cui il valore delle risorse non si disperde ma viene rimesso in circolo generando impatto sociale positivo. «Tutti possiamo realizzare insieme qualcosa di più grande di quanto faremmo da soli – ha spiegato Marco Lucchini, segretario generale di Fondazione Banco Alimentare Ets – I risultati ottenuti negli anni nascono da questa rete di solidarietà, costruita coinvolgendo aziende, istituzioni e chi già opera nel sociale. Il nostro “viaggio della fiamma” sintetizza questa esperienza: da due anni lavoriamo con Fondazione Milano Cortina curando ogni dettaglio, dal tipo di cibo alla logistica, per prevenire sprechi e garantire sicurezza igienico-sanitaria». L’Italia è all’avanguardia nella lotta allo spreco grazie alla Legge 166, che facilita la collaborazione tra donatori e donatari. E il resto del mondo?

Agenda 2030 e spreco alimentare: il contesto globale

colletta alimentare
Studio Romantic/shutterstock

A livello globale, circa un terzo del cibo prodotto viene sprecato. La riduzione dello spreco alimentare è oggi una delle sfide centrali delle politiche ambientali globali. In questo contesto si inserisce l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, riferimento per l’intero Movimento Olimpico e per il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che attraverso l’Obiettivo 12 punta a dimezzare entro il 2030 lo spreco alimentare pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo, riducendo al contempo le perdite lungo le catene di produzione e approvvigionamento.

Grazie al supporto delle due organizzazioni, Banco Alimentare Ets e TrentinoSolidale, da anni attive nel recupero delle eccedenze alimentari e del cibo ancora edibile, Fondazione Milano Cortina 2026 potrà sensibilizzare durante i Giochi tutti i soggetti coinvolti su una buona pratica ad alto impatto ambientale e sociale. Un’iniziativa che ha contribuito anche a celebrare la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, che si è tenuta il 5 febbraio scorso, e che punta a lasciare un’eredità concreta ai territori coinvolti dai Giochi, dimostrando come anche i grandi eventi possano diventare laboratori di sostenibilità e inclusione.

 

Immagine in evidenza di: kovop/shutterstock

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