Piatti unici

Corrontzolu a brodu (e costeddos) zuppa di baccelli di fagioli borlotti e costine di maiale sottosale

LauraSardegna
  • Difficoltà: 1
  • Costo: 1
  • Preparazione: 2
  • Dosi: 4

La zuppa di bacelli di fagioli borlotti e costine di maiale salate è una pietanza tipicamente estiva del centro Nuorese, un piatto ormai in estinzione, vista la riluttanza dei giovani a mangiare certi cibi antichi. Il baccello dei fagioli e di tutti i legumi in sardo-nuorese è chiamato corrontzolu o corrinciolu/corrintolu/corritholu (th si pronuncia uguale alla t fiorentina). Naturalmente chi cucinava questa pietanza a base di baccelli di fagioli, fave o piselli, era il proprietario dell’orto che raccoglieva i baccelli quando erano ancora teneri e il grano era piccolo, infatti oggi è difficile trovarlo nei mercati. L’ortolano li raccoglieva per poter mangiare prima che diventassero veri e propri grani, per avere un raccolto in più e per poterli cucinare in diversi modi: fatti a zuppa, in umido o lessati con le patate da fare in insalata o fatti rosolare con la cipolla. Dopo i primi raccolti di baccelli teneri ne regalava anche ai parenti, amici e vicini; lo stesso facevano gli altri con lui. Alla fine dava la possibilità al grano del fagiolo di formarsi o maturare e così poteva mangiarli freschi (senza baccello) sia in umido o con pezzetti di lardo o nel minestrone, raramente con la carne secca o selvaggina. Ed infine li lasciava seccare sulla pianta, per conservarli in inverno e poi per poterli seminare nel periodo adatto. Be’ in seguito li seminava un’altra volta, per averne a disposizione (però secchi) tutto l’inverno, perchè rappresentava, uno dei piatti più importanti dell’alimentazione contadina. I fagioli insieme agli altri legumi, alle patate, pomodori secchi, erbe spontanee commestibili, frutta secca, lardo e carne secca (perchè si ammazzava il maiale, ma si producevano anche le salsiccie, il prosciutto, il sanguinaccio e il guanciale); il pane fatto con diverse farine o d’orzo o farro oppure d’avena o frumento, non mancava la farina di mais per fare la polenta e il formaggio erano i prodotti tipici locali del periodo invernale. Tornando al corrontholu a brodu può piacere o non piacere, nel senso che alla fine va messa nella zuppa la merca salata che gli dava un sapore caratteristico che a molti non piaceva e si consumava sia tiepido che freddo.

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