Le migliori gelaterie d’Italia 2027: cosa raccontano i Tre Coni del Gambero Rosso

I Tre Coni del Gambero Rosso premiano le migliori gelaterie d'Italia 2027 e raccontano l'evoluzione del gelato artigianale tra ricerca e territorio.

Quando le temperature salgono e le città si svuotano, c’è una domanda che torna puntuale ogni estate: dove si mangia davvero il gelato migliore d’Italia? Tra consigli degli amici, classifiche di qualità, gusti e posti virali sui social e file davanti alle gelaterie più celebri, ognuno ha la sua risposta. Ma proprio in questo gioco di preferenze e scoperte si inseriscono le guide gastronomiche, che ogni anno provano a mettere ordine tra gusti e tendenze per tracciare una mappa aggiornata per orientarsi nel mondo del gelato artigianale.

In questo contesto si inserisce anche la guida alle Migliori Gelaterie d’Italia 2027 del Gambero Rosso. Giunta alla sua decima edizione, la pubblicazione rappresenta oggi uno dei principali punti di riferimento per orientarsi tra le migliori gelaterie del Paese, ma offre anche uno spunto interessante per osservare come sia cambiato il mestiere del gelatiere e quali valori contribuiscano oggi a definire la qualità di un prodotto simbolo dell’estate italiana.

Dieci anni di Tre Coni: la guida fotografa un settore in evoluzione

Davizro Photography/shutterstock

La nuova edizione della guida seleziona 583 insegne distribuite lungo tutta la Penisola, di cui 77 premiate con i Tre Coni, il massimo riconoscimento assegnato dal Gambero Rosso. Sono invece oltre 80 le nuove gelaterie entrate in selezione, un dato che restituisce l’immagine di un comparto dinamico e in continua evoluzione.

Si tratta, del resto, di un settore che continua ad avere un peso significativo anche dal punto di vista economico. Secondo le elaborazioni del Centro Studi FIPE-Confcommercio riportate dalla guida, nel 2025 il comparto ha generato un volume d’affari vicino ai 5 miliardi di euro, e sono circa 39 mila le attività tra gelaterie, bar e pasticcerie che servono gelato.

Orientarsi tra insegne e proposte distribuite lungo tutta la Penisola non è semplice. La guida del Gambero Rosso mira a far emergere le specificità e, contemporaneamente, a tracciare i trend per capire cosa significa fare oggi un buon gelato artigianale. Se nelle prime edizioni i Tre Coni premiavano soprattutto tecnica e qualità del prodotto, oggi il giudizio si è ampliato. Contano anche identità, trasparenza, continuità dell’offerta e capacità di interpretare il territorio. Un’evoluzione che emerge non soltanto dalle gelaterie premiate, ma anche dai criteri con cui vengono assegnati i Tre Coni e che offre una chiave di lettura interessante per comprendere come stia cambiando il settore.

Non basta più fare un buon gelato: cosa premiano oggi i Tre Coni

Kristi Blokhin/shutterstock.com

Tra le 77 gelaterie premiate con i Tre Coni figurano insegne ormai consolidate e nuove realtà che testimoniano il continuo dinamismo del settore. La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di gelaterie recensite e di insegne insignite del massimo riconoscimento, seguita da Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio. Ma, oltre alla distribuzione geografica dei premi, è interessante osservare quali caratteristiche accomunano oggi le realtà considerate d’eccellenza.

“Il gelato rappresenta una delle esperienze più autentiche del viaggio in Italia e, nelle sue espressioni migliori, racconta la straordinaria biodiversità del nostro Paese”, osserva Pina Sozio, curatrice della guida. “La guida 2027 testimonia la crescita qualitativa del comparto e mette in luce professionisti che investono in ricerca, formazione, sostenibilità e valorizzazione dei territori. A dieci anni dalla prima edizione, il panorama della gelateria italiana appare più maturo, consapevole e creativo che mai”.

Questa visione emerge anche dai  Premi Speciali assegnati dal Gambero Rosso. Il titolo di Gelateria dell’Anno va a Santo Musumeci di Randazzo, mentre Eleonora Pinzi, di Ele Gelati e Granite a Lucca, riceve il riconoscimento di Gelatiera Emergente. Il premio Gelato e Territorio è assegnato a tre realtà, Bar Ettore di Locri, Lolla Gelato di Viterbo e Gasparotto di Lacco Ameno, capaci di interpretare il legame con il patrimonio gastronomico locale. Al dialogo tra gelateria e cucina guarda invece il riconoscimento per il Miglior Gelato Gastronomico, assegnato a 100% Naturale di Sestri Levante, Capodilatte di Vicenza e Scilò Gelateria Contemporanea di Chieti. Completa il quadro The Rag di Atripalda, premiata come Novità dell’Anno.

Più che una semplice raccolta di indirizzi, la guida restituisce così l’immagine di un comparto che continua a evolversi. Tecnica e qualità del prodotto restano elementi imprescindibili, ma convivono sempre più spesso con valori e aspetti che sembrano ridefinire il concetto stesso di eccellenza nella gelateria artigianale italiana.

Sostenibilità, territorio e inclusione: le sfide della gelateria contemporanea

gelato latte e cacao
anmbph/shutterstock

Le caratteristiche che emergono dalla guida trovano riscontro anche nell’evoluzione del settore. Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata uno degli elementi che accompagnano la ricerca di qualità nelle gelaterie artigianali, insieme alla valorizzazione del territorio e all’attenzione verso nuove esigenze alimentari. Sul Giornale del Cibo abbiamo raccontato, ad esempio, l’esperienza di Valerio Esposito, tra i protagonisti della guida del Gambero Rosso. La sua idea di gelateria nasce dalla ricerca sulle materie prime, dall’attenzione agli sprechi e da una riflessione più ampia sulla sostenibilità, temi che oggi trovano spazio anche tra i criteri valorizzati dalla guida.

Questa evoluzione interessa l’intero comparto. Come emerge anche dal recente report dedicato al gelato confezionato, il tema della sostenibilità coinvolge oggi realtà molto diverse tra loro, dall’industria alle piccole gelaterie artigianali. Cambiano gli strumenti e le dimensioni delle imprese, ma cresce l’attenzione verso aspetti come la provenienza degli ingredienti, il packaging, l’energia utilizzata nei processi produttivi e la trasparenza nei confronti dei consumatori.

Accanto alla sostenibilità ambientale, trova sempre più spazio anche quella sociale. Negli ultimi anni sono nate infatti esperienze che hanno ampliato il concetto stesso di accessibilità del gelato, sviluppando prodotti pensati per persone con esigenze alimentari differenti. È il caso, per esempio, di IUPPI, progetto che abbiamo raccontato sul Giornale del Cibo e che mostra come inclusione e qualità possano convivere nello stesso, delizioso, prodotto. In questo senso, la guida del Gambero Rosso sembra fotografare una gelateria contemporanea che continua a investire nella tecnica, ma considera sempre più centrali anche il rapporto con il territorio, la sostenibilità e la capacità di rispondere ai cambiamenti della società.

Oggi, quindi, la guida del Gambero Rosso non si limita a suggerire dove mangiare un ottimo gelato. A dieci anni dalla sua prima edizione, racconta una gelateria artigianale che continua a evolversi e che interpreta la qualità attraverso una pluralità di elementi.

Per chi è alla ricerca di un buon cono durante l’estate, i Tre Coni restano un utile punto di riferimento. La guida Le Migliori Gelaterie d’Italia è consultabile gratuitamente in formato digitale attraverso le piattaforme del Gambero Rosso e rappresenta uno strumento utile per orientarsi tra le eccellenze del settore e scoprire alcune delle realtà che stanno contribuendo a ridefinire il panorama della gelateria artigianale italiana. Conoscete già le gelaterie premiate? Raccontateci nei commenti le vostre gelaterie preferite!

 

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