Gonfiore addominale cibi da evitare

Alimenti che causano gonfiore addominale: cosa evitare a tavola

Ilaria De Lillo

Quando si accumula eccessivo gas nel tratto digerente, il fastidioso senso di pienezza, il meteorismo, i dolori e i rumori intestinali ci mettono a disagio. A volte il problema è legato a specifiche patologie (colon infiammabile, celiachia e altre intolleranze alimentari) ma anche lo stile di vita, le fluttuazioni ormonali, fattori psicologici come ansia, stress e depressione possono essere la causa di un fastidioso gonfiore addominale.
Masticare lentamente, bere molta acqua e svolgere regolare attività fisica possono aiutarci, ma ci sono anche reazioni dell’intestino che vengono causate dagli alimenti che ingeriamo, ecco allora quali sono i cibi da evitare (non eliminare) per combattere il gonfiore addominale.

Gonfiore addominale: i cibi da evitare

Ci sono alcuni alimenti che naturalmente predispongono al gonfiore addominale. Essi infatti provocano una fermentazione intestinale degli zuccheri e della cellulosa da parte della flora batterica maggiore rispetto ad altri cibi. Si tratta di alimenti FODMAP (Fermentabili Oligo-, Di- e Mono-saccaridi e Polioli), ovvero, tutti quelli ad alta capacità fermentativa. Nella lista degli alimenti al alto potere meteorizzante da assumere con moderazione ci sono:

  • Verdure crocifere (cavolo, broccoli, cime di rapa, senape, ravanello, rucola e rafano): buoni e versatili, protagonisti in cucina di tantissime ricette, eppure causa di flautolenze e dolori addominali. Senza eliminarli dal menù, ma limitandone le dosi, potremmo agevolare la digestione e nello stesso tempo acquisirne i tanti benefici: vitamina K, C, calcio e azione antitumorale.
    Verdure
  • Legumi: sono indispensabili nella nostra regolare alimentazione perché ad alto contenuto di fibre e proprietà nutritive come proteine e antiossidanti. Tuttavia ceci, lenticchie, fave, piselli e fagioli con facilità stimolano gas intestinali e flatulenza fastidiosi. Infatti, contengono gli zuccheri alfa-galattosidi che il nostro intestino non può digerire in mancanza dell’enzima. Così li manda al colon e vengono fermentati dalla flora intestinale. Per non privarcene del tutto è bene consumarne piccole porzioni (due – tre volte a settimana) così l’organismo si abituerà nel tempo, fino a che non li avrà “digeriti” definitivamente.
  • Bevande gassate e alcool: rinunciarvi sarà senz’altro meno faticoso rispetto ai cibi che abbiamo appena elencato (es: legumi e cavoli). Le bevande gassate e tutti gli alcolici contengono anidride carbonica e una volta ingerite provocano il rilascio di questo gas, causando meteorismo ed eruttazione.
  • Grassi: quindi dolci, insaccati e fritture. È risaputo che hanno un alto contenuto calorico e oltre a causare l’aumento di peso sono anche difficili da digerire. Questo perché la triade golosa è ricca di grassi e sale i quali, affaticando l’intestino, provocano la formazione di gas interni e gonfiore addominale. 

    Salumi

  • Cibi contenenti oligosaccaridi: principalmente aglio, funghi, carciofi, asparagi, finocchi, cachi, anguria, mele, pere, albicocche, prugne, frumento, segale, lattosio (formaggi freschi) e fruttosio.

Infine, in linea generale bisogna dire che tutti i cibi eccessivamente lavorati sono meteorici, perché fermentano a livello intestinale e rallentano il processo digestivo. Quindi è bene non fare rinunce frustranti a tavola ma usare sempre il criterio della moderazione.

Seguire una dieta leggera che includa alimenti non meteorici e cibi fondamentali per la nostra salute ci permetterà di ridurre il gonfiore addominale e tutte le conseguenze dell’accumulo di gas. Vi ricordiamo inoltre che attenersi ad un’alimentazione sana, come la dieta mediterranea ad esempio, è produttivo non solo per il proprio organismo, ma anche per salvaguardare il pianeta, come vi abbiamo già detto in questo articolo.

Ilaria De Lillo

Nata a Foggia, vive a lavora a Bologna. Per il Giornale del Cibo scrive di approfondimenti, eventi e scuola di cucina. Il suo piatto preferito sono le polpette al marsala di nonna Francesca, perché “più che un piatto sono un correlativo oggettivo di montaliana memoria: il profumo di casa, le chiacchiere con papà, la dolcezza di mamma che prepara da mangiare, le risate con mia sorella e i cugini. Insomma, un tripudio di ricordi ed emozioni a tavola”. Per lei in cucina non possono mancare gli ospiti, “altrimenti per chi cucino?”

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