La fermoteina, una mix a base di micoproteine ottenuta da fermentazione fungina, si impone nella fase di profonda trasformazione che il settore alimentare europeo sta vivendo. Recentemente questo ingrediente ha ottenuto un parere scientifico positivo dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), a conferma della crescente attenzione verso sostenibilità, sicurezza alimentare e innovazione tecnologica che sta favorendo lo sviluppo di fonti proteiche alternative. Ma di cosa si tratta e quali sono i vantaggi di questo prodotto? Dopo aver approfondito le peculiarità delle micoproteine, ecco come il settore si sta evolvendo, sulla spinta degli investimenti dell’industria alimentare e dal progresso delle ricerche.
Cos’è la fermoteina e come viene prodotta

Al mondo dei funghi si deve un’altra innovazione destinata ad ampliare le possibilità nel campo dell’alimentazione plant-based ad alto valore nutrizionale. Si tratta della fermoteina, una micoproteina derivata da microrganismi fungini. Nel caso specifico, l’ingrediente è ottenuto attraverso un processo di fermentazione industriale che utilizza il fungo Rhizomucor pusillus, capace di trasformare substrati nutritivi in biomassa ricca di nutrienti. Dal punto di vista nutrizionale, il composto è costituito principalmente da proteine e fibre alimentari, oltre a vitamine e minerali. Secondo i dati pubblicati durante la valutazione regolatoria, il prodotto presenta circa il 50% di proteine e il 35% di fibre, offrendo quindi un profilo nutrizionale interessante per applicazioni alimentari e nutrizione funzionale.
Questo tipo di ingrediente rientra nella categoria delle single cell proteins (SCP), ovvero delle proteine ottenute da microorganismi come batteri, alghe o funghi tramite fermentazione. Il processo produttivo, per certi aspetti, è simile a quello utilizzato nella produzione di altri alimenti fermentati, dei quali ci siamo già occupati nei nostri articoli. Il microrganismo cresce in bioreattori controllati e produce una biomassa che viene poi raccolta, trattata e trasformata in un ingrediente alimentare in polvere o pasta, molto versatile e utilizzabile in diverse preparazioni.
Via libera alla fermoteina: un nuovo ingrediente proteico nel panorama alimentare europeo
Il riconoscimento della fermoteina da parte dell’EFSA rappresenta un passaggio cruciale nel processo di autorizzazione come novel food e per l’intero panorama delle micoproteine. Si tratta di una categoria di alimenti o ingredienti che non esistevano o non erano consumati in modo significativo nell’Unione europea prima dell’introduzione della normativa specifica, avvenuta nel 1997. Tutti i prodotti di questo tipo, quindi, devono essere sottoposti a una valutazione scientifica prima di essere commercializzati, come precisa l’Autorità europea per la sicurezza alimentare.
Questo ingrediente è stato sviluppato dalla startup olandese The Protein Brewery, partendo dal concetto di biomassa fungina fermentata. Dopo oltre cinque anni di valutazione scientifica, l’EFSA ha concluso che il prodotto è sicuro per il consumo umano nelle condizioni di utilizzo proposte, aprendo la strada alla possibile autorizzazione definitiva da parte della Commissione europea e degli Stati membri. Un passaggio fondamentale, che segna un momento significativo non solo per l’azienda che ha sviluppato l’ingrediente, ma anche per l’intero settore delle proteine alternative e per i sostenitori della dieta vegana e vegetariana.
Il ruolo dell’EFSA nella valutazione della fermoteina

La fermoteina, come altri novel food, ha seguito l’iter del sistema normativo europeo, dove l’EFSA svolge un ruolo centrale nella valutazione della sicurezza. Quando un’azienda propone un nuovo ingrediente alimentare, deve presentare alla Commissione europea un dossier scientifico dettagliato. L’EFSA, quindi, analizza diversi aspetti:
- il processo di produzione;
- la composizione nutrizionale;
- la stabilità del prodotto;
- la possibile tossicità;
- il potenziale allergenico.
Solo dopo questa valutazione scientifica la Commissione europea e gli Stati membri decidono se autorizzare l’alimento sul mercato europeo. Nel caso della fermoteina, in particolare, il panel scientifico dell’EFSA ha stabilito che i dati disponibili sul processo produttivo, sulla composizione e sulla stabilità del prodotto non evidenziano problemi di sicurezza. Inoltre, gli studi analizzati non hanno mostrato effetti di genotossicità e il rischio di reazioni allergiche è stato considerato basso. Queste conclusioni rappresentano uno dei passaggi più importanti nel percorso regolatorio che precede l’ingresso di un nuovo alimento nel mercato europeo.
Un percorso regolatorio lungo e complesso
Il percorso che ha portato alla valutazione positiva dell’EFSA è stato piuttosto lungo: la domanda di autorizzazione è stata presentata nel 2020 e l’analisi scientifica è iniziata nel 2021. La valutazione complessiva, quindi, ha richiesto oltre cinque anni di studi, verifiche e richieste di informazioni supplementari. Questo tempo, ad ogni modo, non è insolito nel sistema europeo dei novel food, che applica il principio di precauzione e richiede evidenze scientifiche solide prima dell’immissione sul mercato di nuovi ingredienti alimentari. Il processo, peraltro, non termina con l’opinione scientifica dell’EFSA, perché Il passo successivo prevede che la Commissione europea e gli Stati membri votino l’autorizzazione finale, che consentirà l’inserimento dell’ingrediente nell’elenco ufficiale dei novel food autorizzati nell’UE. Solo dopo questo passaggio la fermoteina potrà essere commercializzata nei Paesi europei.
Applicazioni nel segno della transizione alimentare

La fermoteina, come abbiamo visto, si inserisce in un contesto più ampio di ricerca e sviluppo di proteine alternative. Negli ultimi anni, nella comunità scientifica come nell’industria alimentare sono aumentati gli studi e gli investimenti a favore delle fonti proteiche innovative, tra le quali possiamo menzionare altre fonti vegetali come alghe e microrganismi. Le micoproteine, nello specifico, rappresentano una delle soluzioni più promettenti, perché combinano valore nutrizionale, efficienza produttiva e minore impatto ambientale rispetto ad alcune delle più diffuse fonti proteiche tradizionali. A differenza dell’allevamento animale, infatti, la produzione tramite fermentazione richiede generalmente meno suolo e meno acqua, e può essere realizzata in ambienti controllati. Per questo motivo, molti ricercatori e aziende considerano queste tecnologie come parte della cosiddetta transizione proteica, cioè il progressivo cambiamento dei sistemi alimentari verso fonti più sostenibili e dal profilo nutrizionale ricco e completo.
Uno dei punti di forza della fermoteina, come accennato, è la sua versatilità tecnologica. L’ingrediente ha un gusto relativamente neutro e può essere incorporato in diversi prodotti alimentari e tra le applicazioni potenziali si possono contare:
- sostituti della carne o ingredienti per prodotti plant-based;
- prodotti funzionali per la nutrizione quotidiana;
- alimenti proteici e prodotti per sportivi;
- snack proteici e barrette nutrizionali;
- integratori alimentari.
Secondo i promotori della tecnologia, l’ingrediente potrebbe essere utilizzato anche in prodotti destinati a migliorare il senso di sazietà, e quindi appropriati per le diete dimagranti, grazie alla combinazione di proteine e fibre.
Innovazione alimentare e futuro dei novel food

L’approvazione scientifica della fermoteina rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione biotecnologica stia trasformando il settore alimentare. Tecnologie come la fermentazione microbica, già utilizzate in molti processi industriali, stanno oggi aprendo nuove possibilità per la produzione di ingredienti nutrizionalmente interessanti e potenzialmente più sostenibili. Allo stesso tempo, il sistema regolatorio europeo continua a svolgere un ruolo fondamentale nel garantire che queste innovazioni siano sicure per i consumatori. Il modello dei novel food, infatti, combina apertura all’innovazione e rigorosa valutazione scientifica. Con l’aumento della popolazione mondiale e la crescente domanda di proteine, ingredienti come le micoproteine potrebbero avere un ruolo considerevole nei sistemi alimentari del futuro.
Sicurezza alimentare e percezione dei consumatori
Tuttavia, uno degli aspetti più importanti quando si introducono nuovi ingredienti alimentari riguarda la fiducia e il gradimento dei consumatori. Anche se la valutazione scientifica dell’EFSA garantisce la sicurezza del prodotto, la diffusione di nuovi alimenti dipende spesso anche dalla percezione pubblica e dalla comprensione delle tecnologie utilizzate.
Nel caso delle micoproteine, la ricerca scientifica evidenzia che molti consumatori mostrano interesse per alimenti innovativi quando questi offrono benefici nutrizionali o ambientali. Allo stesso tempo, però, la trasparenza sulle modalità di produzione e sull’origine degli ingredienti è considerata fondamentale per favorire l’accettazione del prodotto. I prodotti derivati da fermentazione microbica tendono a essere percepiti positivamente quando vengono presentati come evoluzioni di tecniche già note nella tradizione alimentare, come la fermentazione utilizzata per pane, yogurt o birra. Questo può contribuire a rendere più familiare anche l’idea di ingredienti innovativi come le micoproteine.
Per questo motivo, l’introduzione di ingredienti come la fermoteina dovrà essere accompagnata non solo da rigorosi controlli scientifici e normativi, ma anche da informazione chiara e comunicazione trasparente verso i consumatori. Solo così le innovazioni nel campo dei novel food potranno integrarsi pienamente nei sistemi alimentari europei, mantenendo elevati standard di sicurezza e fiducia pubblica.
Una nuova fase per le proteine fermentate in Europa?

La fermoteina non è il primo esempio di micoproteina utilizzata nell’alimentazione, ma il suo percorso regolatorio rappresenta un passaggio simbolico per l’industria europea delle proteine alternative. Infatti, si tratta di una delle prime biomasse fungine di nuova generazione a completare con successo la procedura di valutazione prevista dalla normativa europea sui novel food. Se l’autorizzazione finale sarà confermata, la fermoteina potrebbe comparire nei prodotti alimentari europei già nei prossimi anni, contribuendo ad ampliare la gamma di ingredienti disponibili per l’industria alimentare. In prospettiva, la diffusione di queste nuove fonti proteiche potrebbe aiutare a:
- diversificare l’offerta alimentare;
- migliorare l’efficienza produttiva;
- ridurre l’impatto ambientale della produzione di proteine.
Come spesso accade con le innovazioni alimentari, il vero banco di prova sarà proprio l’accettazione da parte dei consumatori e la capacità delle aziende di integrare queste tecnologie in prodotti appetibili, sicuri e nutrizionalmente equilibrati.
Immagine in evidenza di: Food Impressions/shutterstock