Come congelare il lievito e riattivarlo correttamente

lievito
Hai del lievito fresco avanzato? Puoi congelarlo! Scopri come conservarlo correttamente, quanto dura e come riattivarlo senza perdere efficacia.

Ti è mai capitato di dimenticare un panetto di lievito di birra fresco in frigo, convinto di usarlo entro pochi giorni? Oppure di comprarne uno di scorta durante un periodo di panificazione intensa, salvo poi ritrovarlo lì inutilizzato?
Se ti riconosci, c’è una buona notizia: il lievito fresco si può congelare.

Non è una pratica così comune nelle cucine di casa, ma può rivelarsi davvero utile. Basta conoscere alcuni passaggi fondamentali: come congelare il lievito nel modo corretto, quanto dura in freezer senza perdere efficacia e, soprattutto, come riattivarlo per usarlo con successo negli impasti. 

Come si congela il lievito fresco

cubetto di lievito fresco
Cristian Storto/shutterstock

Il lievito fresco in panetto è delicato, ma può resistere bene se trattato con cura. Congelarlo nel modo giusto aiuta a conservarlo più a lungo e a usarlo con comodità.

La cosa migliore è dividerlo in piccole porzioni: un cubetto standard da 25 grammi può essere tagliato in 4 o 5 parti da 2 a 5 grammi, ideali per impasti a lunga lievitazione. In alternativa, si può sbriciolare e conservare in una bustina gelo, così da prelevarne solo la quantità necessaria. Congelarlo intero o in blocchi grandi rende poi difficile prelevarne solo un parte.

Ogni porzione va protetta bene — con pellicola o carta forno — e poi raccolta in un sacchetto o contenitore ermetico. Anche se la confezione originale è integra, è preferibile aggiungere comunque uno strato protettivo per evitare il contatto diretto con l’aria fredda. Scrivere la data sul contenitore può essere utile per tenere traccia dei tempi.

Un errore da evitare? Congelarlo già sciolto in acqua. L’umidità altera la struttura e accelera il deterioramento: va congelato asciutto e compatto, e sciolto solo al momento dell’uso.

Quanto dura in freezer

Ben protetto e conservato in un freezer a temperatura stabile, il lievito fresco può durare tranquillamente fino a tre mesi. C’è chi lo utilizza anche dopo quattro o cinque, ma già superate le otto settimane la sua forza può iniziare a calare, soprattutto se non è stato confezionato con cura.

Il vero nemico non è il tempo in sé, ma la qualità della conservazione. Se il freezer ha oscillazioni di temperatura o il lievito è stato avvolto male, possono formarsi cristalli di ghiaccio che danneggiano i microrganismi attivi.

Per capire se è ancora utilizzabile, controlla aspetto e odore: un buon lievito appare chiaro, friabile e asciutto. Se invece noti macchie scure, consistenza molle, odore pungente (tipo ammoniaca o acido), muffe o tracce viscide, è il caso di scartarlo. In tutti gli altri casi, puoi passare alla prova decisiva: riattivarlo e vedere come reagisce.

Come riattivare il lievito congelato

riattivare il lievito
Garna Zarina/shutterstock

Quando decidi di usarlo, togli una porzione dal freezer e lasciala scongelare a temperatura ambiente, senza fretta. Di solito bastano 20-30 minuti: il lievito deve tornare morbido, non liquefatto

A quel punto, scioglilo in un bicchierino d’acqua tiepida, tra 25 e 30 °C (non calda, altrimenti rischi di danneggiare i microrganismi), e aggiungi mezzo cucchiaino di zucchero: uno “spuntino” che aiuta ad attivarli. 

Se il lievito è ancora in forma, nel giro di 10-15 minuti inizierai a notare una leggera schiuma in superficie e piccole bollicine: è il segnale che è attivo e pronto per essere usato. Puoi incorporare direttamente quest’acqua nell’impasto, ma ricordati di sottrarla dal totale dei liquidi previsti, soprattutto se lavori con impasti molto idratati. 

Se invece l’acqua resta piatta e non si forma alcuna schiuma, significa che il lievito ha perso vitalità e va scartato. Usare un lievito non attivo vuol dire rischiare di rovinare l’impasto, perdere tempo e magari buttare anche tutti gli altri ingredienti.

Come usarlo negli impasti 

Una volta riattivato, il lievito congelato funziona come il fresco. Lo puoi usare per pane, focacce, pizze, brioche, cornetti e altri impasti lievitati. Non ha limiti di utilizzo, ma qualche accortezza in più ti aiuterà a ottenere il risultato che cerchi.

Per impasti a lunga lievitazione (anche in frigo), bastano 1-2 grammi per chilo di farina. Se invece vuoi una lievitazione più rapida o sei alle prime armi, puoi salire a 5 grammi — tenendo sempre conto di temperatura ambiente, umidità e forza della farina.

Il lievito congelato, anche se riattivato correttamente, può essere leggermente meno efficiente rispetto a quello appena comprato. Per questo motivo, puoi valutare di aumentare leggermente la dose (del 10-15%) oppure allungare i tempi di lievitazione, soprattutto nelle giornate più fredde.

Si può congelare il lievito madre?

riattivare il lievito
Nastyaofly/shutterstock

Sì, il lievito madre si può congelare, anche se non è la soluzione ideale per chi lo usa regolarmente. Può però tornare utile in alcune situazioni: una lunga assenza, un periodo in cui non riesci a rinfrescarlo, oppure se vuoi tenere da parte una piccola scorta “di emergenza”.

Dopo l’ultimo rinfresco, lascia il lievito madre solido a temperatura ambiente per un paio d’ore, poi avvolgilo stretto nella pellicola, sigillalo bene e mettilo in freezer. In queste condizioni può conservarsi per circa due mesi.

Quando decidi di usarlo di nuovo, fallo scongelare lentamente in frigo, poi riportalo a temperatura ambiente. Da lì, serviranno almeno due rinfreschi consecutivi, meglio se a distanza di 12 ore, prima che possa essere impiegato con successo in un impasto.

Per quanto riguarda il licoli (lievito madre liquido), il discorso è più delicato. Tende a risentire molto del congelamento, perdendo struttura e acidità. Se vuoi metterlo in pausa, è meglio tenerlo in frigo e rinfrescarlo una volta a settimana, oppure — opzione più sicura — essiccarlo per poi reidratarlo quando ti serve.

Avevi mai pensato di congelare il lievito di birra fresco?

 

Immagine in evidenza di: Pixel-Shot/shutterstock

Ultimi articoli

Ultime ricette

Iscriviti alla newsletter

Risparmia tempo, assapora il meglio

    Questo sito è protetto da reCAPTCHA, il suo utilizzo è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.

    Ho preso visione dell'informativa privacy e presto il consenso alla ricezione della newsletter. (obbligatorio)

    Desidero ricevere informazioni relative a offerte, prodotti e servizi dei partner commerciali de Il Giornale del Cibo.

    Vuoi ricevere i nostri Ebook?

    Compila il form e iscriviti alla newsletter per scaricare gli Ebook esclusivi de Il Giornale del Cibo
    Cerca

    Company

    Contenuti

    Servizi

    Scopri anche

    Seguici

    Company

    Contenuti

    Servizi

    Scopri anche

    Seguici

    Conoscere

    Scoprire

    Gustare