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Erbe aromatiche in balcone: cosa fare in autunno

Redazione

Perchè coltivare erbe aromatiche in balcone
Immaginate un pesto alla genovese senza basilico. Un piatto a base di pesce senza prezzemolo e un raviolo costretto ad unirsi al burro senza che tra loro ci sia la salvia. Un arrosto di pollo e patate senza rosmarino e un garam masala senza cumino.
Sposano una pietanza e ne segnano in maniera indelebile l’identità, ma se si chiamano erbe aromatiche è bene che lo siano. Per questo non possiamo accontentarci delle comode bustine e dei pratici vasetti del supermercato. Per questo molti di noi, ogni anno, decidono di ricorrere alla soluzione che li salverà dal piatto inodore: coltivare le vostre erbe aromatiche in balcone.

Il neofita del giardinaggio casalingo
Chi si accinge all’impresa per la prima volta e non dispone dei consigli della mamma, della nonna, di una zia dal pollice verde, avrà bisogno di qualche dritta iniziale.
La scelta dei vasi, la disposizione delle piante, la loro esposizione, insieme ad altri piccoli accorgimenti sono il presupposto essenziale affinché la vostre piante tra qualche mese non scelgano il suicidio, dopo avervi rinfacciato di averle messe al mondo.

Voglio seminare in autunno
Partiamo da un presupposto. Il periodo migliore per inaugurare il nostro regno delle piante aromatiche con una semina massiccia è la primavera. Con i dovuti accorgimenti potremmo tuttavia iniziare a settembre, dando la vita ad una piantina di prezzemolo, che darà i suoi primi risultati la prossima primavera. L’inverno potrebbe riservarci brutte sorprese, per questo sarà meglio difenderla dalle gelate con un telo forato. Se ricorriamo al metodo della talea possiamo anche decidere di dare alla luce un esemplare di maggiorana.
Infine, a patto che non viviate in zone dalle temperature troppo basse, potrebbe essere un buon momento anche per seminare il timo.

Andate e moltiplicatevi: la divisione dei cespi
I vostri vasi sono già piazzati e vi chiedete qual è la prossima mossa da fare? Se le vostre piante hanno già raggiunto un’altezza elevata, il momento buono per pensare alla propagazione è proprio l’autunno, quando molte di loro entrano nella fase di riposo vegetativo. Timo, lavanda e origano, ad esempio, sono tre specie che rispondono bene a questa tecnica.
Nulla di trascendentale, basta rispettare queste tre fasi:
1. estrarre la pianta dal vaso, con delicatezza, e liberare le radici dalla terra in eccesso.
2. Dividere la pianta in frammenti che contengano radici e germogli.
3. Piantarli in un nuovo vaso.
Con un po’ di pazienza otterremo delle piante identiche alla madre, che avranno però una fioritura molto più abbondante.

Difenderle dal freddo
Il primo a soffrire l’abbassamento delle temperature potrebbe essere il vostro basilico: se vivete in zone non particolarmente calde, è il momento di accoglierlo in casa. Meno vulnerabili salvia e rosmarino, a patto che non si esageri con l’esposizione: sempre meglio spostarle in un angolo riparato. E se il freddo ci aggredisse alle spalle prematuramente con temperature ostili? In quel caso sarebbe opportuno utilizzare dei metodi che impediscano alla terra di gelare, ad esempio ricoprire il vaso con del tessuto plastificato che trovate in vivai e negozi di articoli per il giardinaggio.

Disfarsi dei cadaveri
La fine della stagione vegetativa, per le piante annuali, può coincidere, ahi noi, con la morte. In questo caso dovremo a malincuore liberarci dei cadaveri e ripulire il terreno: faremo così spazio a nuove erbe aromatiche in balcone.

Redazione

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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