“Il pomodoro per la ricerca”: il 18-19 aprile in 500 piazze italiane l’iniziativa di Fondazione Veronesi

pomodoro a forma di cuore
Con una donazione minima, il 18-19 aprile puoi sostenere la ricerca sui tumori pediatrici grazie all’iniziativa solidale di Fondazione Veronesi.

Torna anche nel 2026 uno degli appuntamenti solidali che unisce alimentazione consapevole, solidarietà e sostegno alla ricerca scientifica. Sabato 18 e domenica 19 aprile, nelle piazze italiane e online, sarà infatti possibile partecipare a “Il Pomodoro per la Ricerca”, l’iniziativa promossa da Fondazione Veronesi per finanziare progetti dedicati ai tumori pediatrici. A fronte di una donazione minima, i volontari distribuiranno una confezione con tre barattoli di pomodoro, simbolo concreto di un impegno che guarda al futuro dei più giovani. Scopriamo come funziona e perché è importante partecipare.

“Il Pomodoro per la Ricerca”: un gesto semplice a sostegno della scienza

polpa di pomodoro in latta
Brent Hofacker/shutterstock

Giunta alla sua nona edizione, l’iniziativa coinvolgerà oltre 500 punti di incontro in tutta Italia, grazie al lavoro dei volontari impegnati nella distribuzione dei kit solidali. Ogni confezione contiene tre varietà di pomodoro – pelati, polpa e pomodorini – e può essere ritirata a fronte di una donazione minima di 12 euro.

Il ricavato, al netto dei costi, sarà destinato a sostenere la ricerca scientifica sui tumori che colpiscono bambini e adolescenti. In particolare, i fondi contribuiranno allo sviluppo di terapie innovative, alla definizione di protocolli di cura sempre più efficaci e al finanziamento di borse di ricerca per medici e scienziati specializzati in oncologia pediatrica. L’obiettivo è duplice: migliorare le possibilità di guarigione e garantire ai piccoli pazienti l’accesso a trattamenti all’avanguardia.

Dalla ricerca ai piccoli pazienti: progetti e obiettivi

bambina con un pomodoro in mano
Mariana Serdynska/shutterstock

Tra le priorità sostenute dall’iniziativa c’è la creazione di una piattaforma integrata di ricerca e cura, pensata per mettere in rete competenze e strutture d’eccellenza nel campo della leucemia mieloide acuta e del neuroblastoma ad alto rischio. Si tratta di patologie complesse, per le quali è fondamentale sviluppare nuove metodologie diagnostiche e terapeutiche in grado di avere un impatto concreto e rapido sulla vita dei pazienti.

Accanto a questo, i fondi raccolti serviranno anche ad avviare e gestire protocolli clinici condivisi, strumenti essenziali per garantire standard di cura elevati e uniformi, offrendo a ogni paziente le migliori possibilità di trattamento.

Una parte importante delle risorse sarà inoltre destinata al finanziamento di progetti di ricerca e cura nell’ambito dei tumori pediatrici, insieme al sostegno di borse di ricerca per ricercatori e ricercatrici specializzati in oncologia pediatrica, attivi su tutto il territorio nazionale. Un investimento fondamentale per far crescere nuove competenze e rafforzare il sistema della ricerca in Italia.

Perché proprio il pomodoro? Un alleato di salute e sostenibilità

nonni e nipote che mangiano pomodori
PintoArt/shutterstock

Non è casuale la scelta del pomodoro come simbolo dell’iniziativa. Questo alimento cardine della dieta mediterranea è infatti ricco di proprietà benefiche: contiene vitamine e carotenoidi, tra cui il licopene (che conferisce al frutto maturo il tipico colore rosso), noto per la sua azione antiossidante. Alcuni studi suggeriscono inoltre che queste sostanze possano contribuire a rafforzare il sistema immunitario e avere un ruolo nella prevenzione di diverse patologie. Dal punto di vista nutrizionale, il pomodoro ha un ulteriore vantaggio: i suoi composti benefici restano generalmente disponibili anche dopo la cottura, rendendolo un ingrediente versatile e prezioso in cucina. 

Anche il packaging riflette l’attenzione alla sostenibilità. I barattoli in acciaio, infatti, garantiscono una conservazione sicura e naturale del prodotto, proteggendolo da luce e contaminazioni. Inoltre, l’acciaio è riciclabile all’infinito, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale. 

Non ultimo, le conserve distribuite durante l’iniziativa sono donate da ANICAV (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali) e provengono da pomodoro coltivato e lavorato in Italia, a garanzia della qualità della filiera. Per Fondazione Veronesi salute e sostenibilità vanno dunque a braccetto, e sono pilastri fondanti dell’educazione alimentare.

Come partecipare all’iniziativa

Partecipare a “Il pomodoro per la ricerca” è semplice: il 18 e 19 aprile sarà possibile trovare i banchetti nelle piazze italiane (qui l’elenco, in continuo aggiornamento), e contribuire con una donazione minima. Per chi non potesse recarsi di persona, è prevista anche la possibilità di aderire online, ordinando un kit solidale da due confezioni con una donazione minima di 24 euro (spese di spedizione escluse).

Un piccolo gesto che può fare la differenza: sostenere la ricerca significa investire nella salute di domani, partendo anche da ciò che portiamo ogni giorno sulle nostre tavole.

 

Immagine in evidenza di: Stsvirkun/shutterstock

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