Quando l’estate arriva con la sua afa e la voglia di vacanze, c’è un momento che segna l’inizio della stagione più attesa: il primo morso di anguria fresca. In Emilia-Romagna questo momento ha un sapore inconfondibile, grazie all’Anguria Reggiana IGP, la regina delle tavole estive, nonché anche l’unica anguria in Europa ad avere ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta. Questo frutto, dolce come un ricordo d’infanzia e fresco come una brezza serale, racchiude in sé la storia e la passione di un territorio da sempre generoso. Scopriamo cosa lo rende così speciale e quali sono le sue caratteristiche!
Anguria Reggiana, una storia di prestigio e tradizione che attraversa i secoli

Come per tantissimi altri prodotti italiani, per risalire alle origini dobbiamo tornare indietro nel tempo. Non stupisce, infatti, che la reputazione dell’Anguria Reggiana come frutto di “qualità” affonda le radici addirittura nel XVI secolo, quando le corti rinascimentali del Padano si scambiavano lettere e testimonianze che decantavano la bontà. Per molto tempo, l’anguria reggiana rimase un prodotto d’élite, riservato a pochi fortunati, fino al XVIII secolo, quando il Risorgimento italiano aprì le frontiere tra i piccoli stati e ampliò i mercati di riferimento, trasformandola progressivamente in un cibo di sussistenza per le famiglie contadine nell’Ottocento.
Da quel momento, la fama dell’anguria di Reggio Emilia iniziò a varcare confini sempre più ampi: dai mercati di Milano, Genova e delle regioni limitrofe, fino a raggiungere anche l’Oltralpe. La pianura reggiana, con centri storici come Gualtieri, Novellara, Santa Vittoria, Poviglio e Cadelbosco di Sopra, veniva menzionata già nel 1931 nella Guida Gastronomica del Touring Club Italiano come terra di “angurie (cocomeri) e meloni zuccherini”. A testimonianza della forte tradizione legata a questo frutto, nel territorio si trovano ancora capanni d’inizio Novecento, realizzati con materiali naturali come legno e frasche, dove un tempo si consumava e si vendeva l’anguria a fette.
Caratteristiche dell’Anguria Reggiana IGP, un rosso capolavoro
Ha ottenuto l’IGP nel 2016, che non è solo il riconoscimento di un’eccellenza del territorio, ma garanzia per il consumatore: infatti, l’Anguria Reggiana è coltivata nel rigido rispetto del disciplinare di produzione. Frutto della specie botanica Citrullus lanatus, è un’eccellenza unica, coltivata e raccolta con metodi che rispettano una tradizione secolare. Le sue tipologie, distinte per forma e caratteristiche, si distinguono per la dolcezza della polpa, determinata dal tenore zuccherino, misurato in gradi Brix, che garantisce un sapore intenso e bilanciato.
Sono tre le tipologie ammesse:
- Tonda (Asahi Miyako): caratterizzata da una buccia verde grigio con striature verde scuro, ha un peso che varia dai 5 ai 12 kg e un tenore zuccherino superiore a 11° Brix.
- Ovale (Crimson): di forma tonda ovale, presenta una buccia verde brillante con striature più scure; il peso varia dai 7 ai 16 kg, con un tenore zuccherino superiore a 12° Brix.
- Allungata (Sentinel): con buccia verde medio brillante e polpa croccante dal rosso intenso, può pesare dai 7 ai 20 kg e presenta un tenore zuccherino superiore a 12° Brix.
Oltre alla dolcezza, altre caratteristiche distintive includono la croccantezza della polpa, il colore rosso vivo a maturazione, l’assenza di odori estranei, ammaccature o parassiti, e la presenza di un peduncolo lungo dai 2 ai 5 cm. Le angurie devono essere ben formate, prive di fessurazioni, e la buccia può presentare una zona più chiara nella parte a contatto con il suolo, segno del legame con la terra da cui nascono.
L’area di produzione e il legame indissolubile con il territorio
Dicevamo, l’Emilia-Romagna è una terra generosa in fatto di produzione agricola, specialmente di frutta, al punto che questa regione è conosciuta come il “frutteto d’Italia”. Come non pensare alla Pesca Nettarina di Romagna IGP, alla pere dell’Emilia-Romagna IGP, alla Ciliegia di Vignola IGP, fino alle albicocche e ai fichi… e ovviamente, anche all’Anguria Reggiana IGP. Il segreto della sua dolcezza risiede nei fattori climatici e ambientali della Bassa reggiana, un’area fertile che si estende a ridosso del Po e comprende località come Gualtieri, Novellara, Santa Vittoria, Poviglio, Cadelbosco di Sopra, Rio Saliceto e Ca’ de’ Frati.
Qui, i terreni ricchi di argilla e potassio offrono un habitat ideale per la coltivazione dell’anguria, conferendo ai frutti un elevato tenore zuccherino e un sapore ineguagliabile. Ma non è solo la terra a fare la differenza: è soprattutto l’esperienza e la dedizione dei coltivatori locali, affinata nel corso dei secoli, ciò che trasforma queste condizioni naturali in un capolavoro tutto da gustare.
Un’antica arte di raccolta: la “staccatura”
Alla domanda “cosa rende così speciale questa anguria?” potremmo rispondere che è soprattutto la passione e la cura di chi la coltiva. La dolcezza unica dell’Anguria Reggiana IGP è infatti frutto di una raffinata tecnica colturale, tramandata e perfezionata dai produttori locali che trova la sua espressione massima nel momento della raccolta, o “stacco”, un passaggio fondamentale per garantire frutti di qualità eccezionale.
Da giugno a settembre, ogni anguria viene raccolta a mano, con una cura quasi cerimoniale che mette in gioco esperienza, sensibilità e un attrezzo simbolico: la roncola dello staccatore.
Lo staccatore (o spicador, come si dice in dialetto reggiano) è la figura chiave di questa fase. Il suo compito non è solo “tagliare”: è lui a decidere quando ogni singola anguria è pronta per essere colta. Come? Osserva la pianta, valuta il colore della scorza, e poi, con piccoli colpi della sua roncola, picchietta il frutto ascoltandone il suono: è da queste vibrazioni che capisce se l’anguria ha raggiunto il grado ottimale di maturazione, quando la polpa è ancora soda, croccante, e il tenore zuccherino è al suo apice.
Ma non finisce qui: ogni pianta di anguria viene visitata più volte, in genere almeno tre, perché non tutti i frutti maturano nello stesso momento. In ciascun passaggio, vengono raccolte solo le angurie pronte, evitando la sovramaturazione e garantendo una qualità costante e impeccabile. La tecnica dello “stacco”, rimasta invariata nel tempo, è un metodo lento, sì, ma è proprio questo che fa la differenza.
Freschezza e creatività: l’Anguria Reggiana in cucina
L’anguria non è solo uno dei frutti ideali contro il caldo, dissetante e ricca di proprietà benefiche per l’organismo, ma è anche perfetta per tante ricette. Oltre a essere consumata fresca, infatti, perché non provare qualcosa di diverso? Ad esempio, si presta benissimo a essere accompagnata da un pizzico di sale o in insalata con feta, menta e un filo d’olio d’oliva, se sei alla ricerca di ricette anche salate con l’anguria. La sua dolcezza naturale la rende ovviamente perfetta per realizzare dolci, smoothies, sorbetti e gelati. Non ti resta che provare a usare la creatività e sperimentare con questo frutto freschissimo e dissetante, ideale per una dieta estiva!
Fonti:
- anguriareggianaigp.it/
- qualigeo.eu/
- agricoltura.regione.emilia-romagna.it
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