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Crudité: come scegliere il pesce da mangiare crudo

Quando si sente parlare di pesce crudo, la prima cosa che viene in mente è sicuramente il sushi. Negli ultimi anni, però, il consumo di crudité è andato ben oltre la cucina giapponese. Carpacci, tartare, crudi di mare e preparazioni ispirate alle tradizioni regionali italiane sono ormai protagonisti di ristoranti, pescherie gastronomiche e aperitivi in tutta Italia.

Le specie ittiche utilizzate sono numerose, dai molluschi ai crostacei, passando per salmone, tonno, ricciola e pesce spada. Soprattutto durante la stagione estiva aumenta la richiesta di queste preparazioni, apprezzate per la loro freschezza e leggerezza. Trattandosi però di alimenti consumati senza cottura, è fondamentale prestare particolare attenzione alla qualità della materia prima, alla sua provenienza e al rispetto delle corrette procedure di lavorazione.

Vediamo quindi come scegliere il pesce da mangiare crudo e quali sono gli accorgimenti da seguire per gustarlo in sicurezza.

Pesce crudo: un modo per preservarne le proprietà nutrizionali

carpaccio branzino
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Il pesce è uno degli alimenti cardine della dieta mediterranea, apprezzato sia per la delicatezza delle sue carni sia per il suo profilo nutrizionale.

È infatti una preziosa fonte di:

Tra le motivazioni che spingono molte persone a consumare il pesce crudo c’è proprio il desiderio di preservarne il più possibile le caratteristiche nutrizionali. La cottura, infatti, pur contribuendo alla sicurezza alimentare, può modificare parte delle vitamine più sensibili al calore e alterare alcuni nutrienti.

Consumato correttamente e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, il pesce crudo consente di apprezzare appieno consistenza, sapore e proprietà nutrizionali della materia prima.

Naturalmente non tutti amano il pesce crudo, c’è chi non gradisce la consistenza e chi nutre qualche preoccupazione legata alla sicurezza alimentare. Tuttavia, seguendo le corrette procedure, una buona crudité può trasformarsi in un’esperienza gastronomica di grande valore.

Crudité di pesce: quali sono le specie ittiche più utilizzate?

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Quando si parla di crudité, sushi e sashimi sono probabilmente le preparazioni più conosciute. In realtà il panorama è molto più ampio.

Nei ristoranti e nei locali specializzati è possibile trovare:

Tra le specie più utilizzate troviamo sicuramente:

Ma le possibilità non si fermano qui. Sempre più spesso vengono valorizzate anche specie meno richieste ma molto interessanti dal punto di vista gastronomico e della sostenibilità, come:

Tra molluschi e crostacei sono molto apprezzati:

Il pesce crudo nella tradizione italiana

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Quando si parla di pesce crudo si tende spesso a pensare a una moda arrivata dall’estero. In realtà anche l’Italia vanta una lunga tradizione di consumo di prodotti ittici crudi o poco lavorati.

In Puglia, ad esempio, il cosiddetto crudo di mare è una vera istituzione. Nei mercati e nelle pescherie è comune trovare ostriche, cozze, fasolari, cannolicchi, ricci di mare e gamberi serviti semplicemente con qualche goccia di limone o consumati al naturale.

In Sicilia, soprattutto lungo le coste occidentali, il protagonista è spesso il gambero rosso di Mazara del Vallo, utilizzato per tartare e carpacci che ne esaltano la naturale dolcezza.

Anche in Sardegna trovano spazio preparazioni a base di tonno, ricciola e crostacei locali, mentre nelle regioni del Nord Adriatico non mancano tradizioni legate a pesci marinati o leggermente lavorati.

Negli ultimi anni queste tradizioni si sono evolute grazie alla creatività degli chef, che hanno dato vita a nuove interpretazioni di carpacci, tartare e crudité utilizzando prodotti locali e tecniche moderne.

Crudité sì, ma in sicurezza: come scegliere il pesce da mangiare crudo

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La scelta della materia prima è fondamentale per la riuscita di un buon piatto, ma ancora più importante è la sua freschezza.

Quando si parla di pesce crudo, infatti, la sicurezza alimentare viene prima di tutto.

Uno dei principali rischi associati al consumo di pesce crudo è la possibile presenza di parassiti, tra cui il più noto è l’Anisakis. Per eliminare questo rischio, la normativa prevede specifiche procedure di bonifica preventiva tramite congelamento.

Per questo motivo, nei ristoranti il pesce servito crudo deve essere stato preventivamente sottoposto ad abbattimento termico secondo quanto previsto dalla legge.

Chi desidera preparare crudité in casa dovrebbe seguire alcune semplici regole:

La freschezza resta infatti il primo elemento da valutare quando si sceglie il pesce destinato al consumo a crudo.

Come preparare una crudité di pesce

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Una volta verificata la qualità e la sicurezza della materia prima, preparare una crudité è relativamente semplice.

A differenza del sushi, che richiede tecniche specifiche e una certa manualità, carpacci e tartare sono preparazioni più immediate.

Le tartare vengono generalmente ottenute tritando il pesce al coltello, mentre per i carpacci il prodotto viene tagliato in fette molto sottili.

Per esaltare il sapore del pesce senza coprirlo, i condimenti più utilizzati sono:

L’obiettivo è valorizzare la qualità del pescato lasciando che sia il prodotto a parlare.

Che si tratti di sushi, sashimi, tartare, carpaccio o crudo di mare, il vero segreto resta sempre lo stesso: partire da una materia prima eccellente e rispettare tutte le procedure necessarie per consumarla in sicurezza.

Solo così è possibile apprezzare al meglio il gusto autentico del pesce e vivere un’esperienza gastronomica che unisce freschezza, tradizione e attenzione alla qualità.

 

 

Articolo scritto con il contributo di Francesca Bono.

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