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Nuova scoperta sulla dieta mediterranea

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pomodorini in ceste

Fa bene anche alla salute mentale. Parola di ricercatore!

di Andrea Lupo

Il rigore economico tedesco ci va di traverso? IMU e spread ci rodono il fegato? Mangiamoci sopra! La dieta mediterranea migliora l’umore (e non solo). I benefici della dieta mediterranea non li scopriamo certo oggi ma che migliorasse anche la salute mentale è scoperta recente.

Uno studio spagnolo, condotto da ricercatori delle Università di Las Palmas e Navarra, forse per la prima volta con questi numeri, mette positivamente in correlazione dieta mediterranea e benessere psico-fisico. Lo studio, condotto nell’ambito del progetto SUN – Seguimiento Universidad de Navarra – (uno studio iniziato nel 1999 che monitora la vita di oltre 20.000 persone in Spagna) ha preso a riferimento 11.015 partecipanti, di cui 4.639 uomini e 6.376 donne, seguiti per oltre 4 anni.

I parametri considerati sono funzionalità e stato fisico, disturbi, salute generale, vitalità, funzioni sociali, stato emotivo e salute mentale. Una migliore qualità della vita è stata associata ad una maggiore aderenza alla dieta mediterranea, più ricca di frutta, verdura, cereali, pesce e olio d’oliva.

Pochi mesi prima, sempre nell’ambito del progetto SUN, un altro studio condotto dall’Università di Navarra in collaborazione con l’Università di Palermo, su un campione di circa 20.000 persone seguite per oltre 6 anni, ha dimostrato una minore occorrenza di diabete, malattie cardio-vascolari e mortalità generale nella popolazione che seguiva una dieta più vicina alle caratteristiche della dieta mediterranea. Insomma, se in questo periodo come italiani, spagnoli e greci siamo un po’ bacchettati per essere allegri anche nella gestione economica oltre che nella vita, la nostra rivincita ce la prendiamo a tavola. Forse, alla fine, a vivere meglio siamo noi, con buona pace di würstel e crauti!

Dieta Mediterranea 60 anni e non sentirli…

La Dieta Mediterranea sta per compiere 60 anni: correvano gli anni ’40-’50 quando un americano, il dottor Ancel Keys, stabilitosi nel salernitano, iniziò a teorizzare i benefici per salute e benessere derivanti dal tipo di dieta adottata da millenni dalle popolazioni mediterranee. Keys in particolare si era reso conto che in quel periodo l’incidenza di malattie cardiovascolari in Italia era di molto inferiore a quella riscontrata negli Stati Uniti. Keys ipotizzò che la differenza dipendesse dalle diverse abitudini alimentari. Per verificare questa ipotesi vennero condotti diversi studi: i risultati confermarono la relazione tra la dieta seguita e l’incidenza di alcune patologie. Si iniziò quindi a parlare di “dieta mediterranea” come modello alimentare ideale per la salute.
Ma fu solo negli anni ’90 che la Dieta Mediterranea venne codificata e riconosciuta in tutto il mondo. Un successo crescente che portò l’Unesco a dichiarare nel 2010 questa Dieta “Eredità Culturale Intangibile” di Italia, Grecia, Spagna e Marocco.

La peculiarità di questo tipo di dieta non sta soltanto in un equilibrato apporto calorico per tenere il peso sotto controllo, ma soprattutto nel fatto che può contribuire realmente alla prevenzione e al trattamento di molte malattie degenerative, purché sia controllata dal punto di vista delle calorie e sia abbinata ad un’attività fisica regolare.
Decine di studi scientifici, come quelli riportati nell’articolo sui risultati dell’indagine SUN, documentano un effetto protettivo sull’ipertensione, sulle malattie cardio-vascolari, sul diabete, su alcuni tipi di tumore, e sembra anche su Parkinson e Alzheimer.

Ma quali sono le caratteristiche della Dieta Mediterranea? Secondo alcuni non sarebbe nemmeno corretto parlare di Dieta Mediterranea in quanto ci sarebbero enormi differenze negli stili di vita e cucina tra le stesse popolazioni del bacino del Mediterraneo. Altri studiosi hanno tentato di definire come Dieta Mediterranea l’alimentazione tipo di Grecia e Italia Meridionale negli anni ’60.

In pratica oggi si tende a considerare Dieta Mediterranea la “piramide alimentare” proposta nel 1993 da OMS e Università di Harvard, caratterizzata da alto apporto di cereali integrali, pane, pasta, ortaggi, legumi, frutta, uso dell’olio d’oliva come fonte principale di grassi di condimento, consumo moderato di vino, minore consumo di carne, pesce, uova e formaggi.

Dal 1986, inoltre, l’INRAN,  Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, elabora le “Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana”, che riportano le indicazioni per un’alimentazione equilibrata nel rispetto dei principi della dieta mediterranea e della tradizione, adattandole alle esigenze della vita moderna. Il valore di queste linee guida, spiegano all’INRAN, sta nel loro continuo aggiornamento in base all’evoluzione delle conoscenze scientifiche circa il ruolo dei singoli nutrienti e di vari componenti minori, e i relativi bisogni e rapporti reciproci nell’ambito di una dieta equilibrata. Ma non solo: occorre anche tener conto del mutamento dei consumi, delle abitudini e degli orientamenti alimentari e degli stili di vita, “nel quadro di una società che dimostra sempre più attenzione alle correlazioni fra alimentazione e salute, ma che contemporaneamente vede aumentare sia le patologie legate a una dieta abituale eccessiva e/o squilibrata, sia la confusione e la disinformazione circa ruoli e funzioni di alimenti e di nutrienti”.

Sia quel che sia, a noi la Dieta Mediterranea piace proprio perché con la dieta non ha nulla a che fare: è ricca, gustosa, salutare e soprattutto porta in tavola l’estate. Riportiamo il comunicato con il quale l’INRAN ha presentato la nuova piramide alimentare della dieta mediterranea presentata a conclusione della III Conferenza Internazionale CIISCAM in collaborazione con l’ INRAN.

Scienziati del Mediterraneo ed esponenti di istituzioni internazionali presenti alla III Conferenza Internazionale del Ciiscam, si sono confrontati sull’evoluzione della dieta mediterranea e hanno elaborato la nuova piramide alimentare per la dieta mediterranea moderna. “E’ la prima volta che, alla base di una piramide, vi sono cereali, verdura e frutta, cioè alimenti di origine vegetale, – afferma soddisfatto il prof. Carlo Cannella, presidente dell’INRAN -. Ed è la prima volta che la piramide MD viene strutturata con gli alimenti che compongono un pasto principale alla base e, via via a salire, gli altri alimenti necessari a completare il pasto, distribuiti, a seconda che la frequenza di consumo consigliata sia giornaliera o settimanale”.

 

La Nuova Piramide della Dieta Mediterranea Moderna, rivolta a tutti gli individui di età compresa tra i 18 e i 65 anni, tiene conto dell’evoluzione dei tempi e della società,evidenziando l’importanza basilare dell’attività fisica, della convivialità a tavola e dell’abitudine di bere acqua e suggerendo di privilegiare il consumo di prodotti locali su base stagionale.
“E’ una dieta mediterranea rivisitata all’insegna della modernità e del benessere, senza trascurare però le diverse tradizioni culturali e religiose e le differenti identità nazionali. La nuova piramide – conclude il prof. Cannella –  può davvero rappresentare una macro-struttura in grado di adattarsi alle esigenze attuali delle popolazioni mediterranee, nel rispetto di tutte le varianti locali della Dieta Mediterranea”.

 

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