Il carrello della spesa degli italiani è in continua evoluzione. Non solo nei volumi acquistati – soprattutto la domenica, come abbiamo raccontato qualche settimana fa – ma anche nelle priorità di consumo. Dopo mesi dominati dall’inflazione alimentare e dall’aumento dei prezzi delle materie prime, il 2026 sembra aprire una nuova fase: rallentano caffè (simbolo dell’italianità) e zucchero, mentre i consumatori diventano più selettivi orientandosi verso prodotti freschi e stagionali, dove a guidare la classifica ci sono proprio le fragole.
Le analisi di Areté, realtà italiana che monitora costantemente i mercati globali delle commodities agricole e dei cibi trasformati, insieme ai dati della Borsa della Spesa di BMTI e Italmercati, raccontano infatti un comparto alimentare in trasformazione, dove le oscillazioni delle commodities convivono con un nuovo atteggiamento di consumo, meno impulsivo e più attento.
Il posto delle fragole (è in cima alla classifica)

A trainare davvero la spesa alimentare di questa primavera sono le fragole, diventate uno dei prodotti simbolo della stagione 2026, sostenute da un’ottima qualità del raccolto, maggiore dolcezza e colori più intensi. “Dal punto di vista della produzione e della vendita – spiega Sofia Michieli, titolare dell’azienda “Le Fragole di Sofia” di Crespino, piccolo comune in provincia di Rovigo – osserviamo prezzi sostanzialmente stabili da circa 3-4 anni, anche a livello di mercato. Questa stabilità, in un contesto in cui molti altri prodotti hanno subito aumenti, rende la fragola un alimento più accessibile e quindi più presente nel carrello della spesa”.
Secondo la produttrice, infatti, l’attuale crescita della domanda di fragole rispetto ad altri prodotti come caffè e zucchero, è il risultato di una combinazione di fattori economici e climatici che stanno influenzando in modo diretto le abitudini di consumo degli italiani. “La fragola è un prodotto estremamente sensibile al meteo – ha precisato la produttrice – Nei giorni di pioggia la domanda cala, mentre con il bel tempo le vendite aumentano in modo significativo. Quest’anno, in particolare, le condizioni climatiche favorevoli del mese di maggio hanno sostenuto i consumi, insieme a una percezione di prodotto fresco e tipicamente estivo che spinge naturalmente l’acquisto”.
Dal Polesine ai nuovi trend alimentari: l’arte di coltivare fragole
Per ottenere fragole di qualità, Michieli sottolinea anche l’importanza della gestione integrata e biologica della coltivazione. “La nostra azienda utilizza tecniche di lotta integrata con l’impiego di predatori naturali che contrastano naturalmente i parassiti della fragola, come ragno rosso, afidi e altri insetti dannosi. In pratica, questi insetti ‘buoni’ si nutrono dei parassiti che danneggiano le piante di fragola, proteggendo così la coltura in modo naturale”.
Un approccio che tutela la qualità del prodotto e riduce l’impatto ambientale, in linea con una crescente attenzione dei consumatori verso la sostenibilità alimentare. Una filosofia che nell’azienda a conduzione familiare e tutta al femminile di Sofia (con lei ci sono la mamma e la sorella) si riflette anche nel packaging. “Lavoriamo principalmente con imballaggi in cartone, una scelta sostenibile al 100%. Non avendo rapporti diretti con la grande distribuzione, non riceviamo richieste specifiche di confezionamento, che invece prevedono soluzioni in plastica per motivi di conservazione e igiene”.
Il vero nemico delle fragole resta il caldo torrido. “Le temperature elevate di questi giorni stanno incidendo molto sulla pianta, che sopra i 30 gradi entra in sofferenza e va in protezione riducendo la propria attività vegetativa, con effetti diretti su quantità e qualità del frutto”, ha rivelato la produttrice.
Quando il caffè nero bollente si raffredda
Il caso più emblematico resta però quello del caffè. Dopo mesi di rialzi quasi incontrollati, le quotazioni internazionali hanno iniziato a invertire la rotta. Tra gennaio e febbraio 2026, sul mercato ICE, l’arabica ha perso circa il 17%, mentre la robusta è scesa del 14%, riducendo sensibilmente anche il divario di prezzo tra le due varietà.
Dietro questa frenata ci sono soprattutto le prospettive produttive. Il Brasile, gigante mondiale del settore, si prepara a una raccolta 2026-2027 abbondante, stimata in crescita del 17% rispetto alla stagione precedente, trainata soprattutto dall’arabica. Anche Vietnam e Indonesia stanno tornando protagonisti grazie a una maggiore disponibilità di materia prima e a esportazioni in ripresa.
Eppure il mercato non appare ancora davvero stabile. Gli stock certificati di arabica restano inferiori rispetto allo scorso anno e dalla Colombia arrivano segnali meno rassicuranti: produzione ed export rallentano, mentre il Brasile continua a mantenere una certa prudenza nelle spedizioni in attesa del nuovo raccolto. Sullo sfondo pesano ancora logistica internazionale, costi energetici e tensioni geopolitiche, fattori che continuano a rendere il caffè una delle commodity più sensibili agli shock globali.
La dolce vita dello zucchero è finita?
Anche lo zucchero vive una fase di raffreddamento. A febbraio i prezzi internazionali hanno registrato un calo del 3,8% per lo zucchero grezzo e del 4% per quello bianco, scendendo oltre il 20% sotto la media delle ultime cinque campagne. Numeri che raccontano un mercato quasi saturo.
A incidere è soprattutto il surplus produttivo globale della campagna 2025-2026. Il Brasile ha superato quota 40 milioni di tonnellate, mentre l’India ha rivisto al rialzo le proprie stime produttive autorizzando nuove quote export. Una maggiore disponibilità di prodotto si traduce inevitabilmente in una pressione al ribasso sui prezzi.
Ma il cambiamento più interessante riguarda probabilmente la domanda. . In molti mercati cresce infatti la sensibilità verso un’alimentazione più equilibrata e verso la riduzione degli zuccheri aggiunti. In Cina, ad esempio, si discute dell’introduzione di una tassa sulle bevande zuccherate, segnale di una trasformazione culturale che potrebbe incidere sui consumi globali nei prossimi anni.
Nel frattempo, continua a pesare anche il legame tra zucchero ed energia. Il rialzo del petrolio e il rafforzamento del real brasiliano (la valuta ufficiale del Brasile) stanno rendendo più conveniente destinare parte della canna da zucchero alla produzione di etanolo, spostando continuamente gli equilibri del mercato saccarifero mondiale.
Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte (e il formaggio!)
Se caffè e zucchero rallentano, il lattiero-caseario prova invece a rialzarsi. Dopo mesi di flessione, il 2026 mostra i primi segnali di recupero. A Kempten, mercato di riferimento tedesco, burro, latte in polvere e formaggi tornano lentamente a crescere. Il latte scremato segna addirittura un aumento del 12,7%, mentre il burro recupera il 2,4%.
Resta però un miglioramento fragile. I prezzi sono lontanissimi dai picchi del 2025 e il latte spot tedesco quotato a Milano continua a viaggiare su livelli inferiori di oltre il 60% rispetto ai massimi dello scorso luglio. A pesare è soprattutto un’offerta europea ancora abbondante, favorita da condizioni climatiche positive e dall’aumento delle consegne registrato nella seconda metà del 2025.
Sapore di mare e di ortofrutta
Anche il mare torna a offrire segnali incoraggianti. Con il miglioramento climatico, seppie e totani si riavvicinano alle coste favorendo la piccola pesca e aumentando le catture. I prezzi risultano in calo dell’11,5% rispetto allo scorso anno, con quotazioni comprese tra gli 11 e i 15 euro al chilo. E tra le scelte più accessibili continua a distinguersi il pesce azzurro, come il suro, che resta intorno ai 3 euro al chilo.
Più complicata invece la situazione delle arance rosse siciliane, penalizzate dal maltempo e da una stagione che rischia di chiudersi in anticipo. Restano invece accessibili prodotti come mandarini, cavolfiori e porri, mentre fanno il loro ingresso sui banchi gli agretti, che riportano in tavola i sapori più identitari della cucina primaverile italiana.
Da questa analisi è facile intuire come il consumatore sia orientato verso la ricerca di un equilibrio tra qualità, stagionalità e percezione del benessere, ma sempre con un occhio puntato alla convenienza. Il calo delle quotazioni di caffè e zucchero potrebbe presto tradursi in campagne promozionali più aggressive e in una competizione ancora più serrata tra i grandi marchi. La sfida per la grande distribuzione sarà intercettare un consumatore sempre più informato, attento alla stagionalità e disposto a premiare qualità e sostenibilità oltre al semplice prezzo.
Immagine in evidenza di: Tatevosian Yana/shutterstock