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Vendemmia Dei Giornalisti: Vinska Klet goriska Brda

ricetta-marmellata-di-uva
giuditta fa la vendemmiadi Giuditta Lagonigro.Il Giornale del Cibo è stato invitato alla Vendemmia dei Giornalistiorganizzata dalla Cantina Sociale di Dobrovo, sul Collio Sloveno, il 1° ottobre scorso. Il programma, molto interessante, si è svolto in uno spirito di grande cordialità e amicizia, nonostante l’eterogeneità dei presenti, meravigliosamente ricevuti da Marjana Simcic, addetta alle P.R. che ha fatto sentire a casa anche chi non aveva molta dimestichezza con la Lingua Slovena. Ma veniamo alla cronaca.

Gli invitati sono stati accolti, neanche a dirlo, da un benvenuto con vino e spuntino che è servito a dare un po’ di energia a tutti giacchè il punto successivo del programma prevedeva lo spostamento in vigna per la vendemmia. Cesoia in mano si è dato l’avvio alla raccolta digrappoli di Picolit! Tutti, ma proprio tutti, per un’ora abbondante hanno provato l’emozione (insieme ad un po’ di caldo…) di tagliare grappoli di un’uva pregiatissima, viste le limitate quantità che si riescono a produrre. Il pranzo, “guadagnato”, è stato allestito tra rigogliosi alberi di ciliegi, adiacenti al vigneto e, naturalmente, preparato nel pieno rispetto della tradizione.

Minestra fatta con crauti, patate, fagioli ed una bella salsiccia, poi prosciutto, pancetta,salame, formaggi, crostata di mele ed uvetta! Dopo una breve pausa tutti in sala degustazione, ad assaggiare i vini d’eccellenza della Cantina. Il Direttore Silvan Persolja, insieme a Istok Miculin (Direttore Tecnico), Zdenka Blaskovic (Enologa), Darinko Ribolika(Enologo), ha illustrato l’andamento della vendemmia. “E’ stata un’annata soddisfacente, sono state acquisite quasi 9000 tonnellate di uva dai 600 soci della Cantina. L’uva è sana e le favorevoli condizioni meteorologiche hanno consentito di raccoglierla da agosto ad ottobre”.

Per la degustazione sono stati presentati quattro vini:

  1. Quercus Rosè. Spumante vinificato con metodo Charmat, utilizzando uve di Pinot nero (100%), vino “fragrante” dal profumo delicato di crosta di pane, da bere anche a tutto pasto.
  2. Qurcus Chardonnay 2008. Vino bianco secco, di buona struttura, vincitore della Medaglia d’Argento al Concorso Chardonnay du Monde, che si svolge in Borgogna.
  3. Cabernet Sauvignon 2006. Vino elegante, di un bel colore rosso rubino, con profumi di piccoli frutti di bosco, affinato in botti di rovere; vincitore di Medaglia d’Oro in Slovenia.
  4. Sladkj Quercus 2008 Novost. Vino dolce ma non stucchevole (50%verduzzo, 50% moscato), nato in seguito alle numerose richieste di vino da dessert, pervenute alla Cantina.

Altro giro: le sorprese non sono finite! La magnifica organizzazione ha previsto ancora un momento di gran coinvolgimento. Si va in cantina: sono pronti calici con il “succo del Picolit” vendemmiato nella mattinata e pressato in tempo reale. Ma non basta! Gli ospiti sono chiamati a riempire e tappare due bottiglia di Picolit 2008, una da conservare, con tanto di certificato e numero di immatricolazione, l’altra sarà immersa nel piccolo lago Krcnik.

Completata la tappatura si raggiunge il vicino torrente Kozbnjscek, in pieno bosco dove due sub aspettano la compagnia! Il torrente ed il laghetto sono due miracoli della natura. Incantevole è la lussureggiante vegetazione che offre uno spettacolo di grande effetto. Le bottiglie di Picolit sono bloccate in capienti cestelli di metallo, i due sub indossano la muta, scendono nel torrente, montano le bombole d’ossigeno ed aspettano le bottiglie che saranno immerse e ben nascoste nell’acqua, restandovi per un intero anno!

Si rientra in cantina. Ancora un calice di mosto prima del congedo; appuntamento fra 365 giorni per verificare le condizioni del Picolit dopo l’affinamento in… acqua!

Note sulla Vinska Klet –Goriska Brda –Dobrovo

La Cantina Goriska Brda nasce nel 1957. Ha una capienza di 18 milioni di litri di vino. Ogni anno essa produce dai 100 ai 140mila quintali di uva all’anno. Le attrezzature per la vinificazione sono all’avanguardia. La cantina, ricavata nella “marna viva” accoglie i vini che riposeranno in botti di rovere. Di grande interesse è l’archivio enologico che conserva, dal 1957, i vini delle migliori annate. Anche una parte dei vigneti è stata adibita ad una sorta di “banca genetica” con la coltivazione di ben 29 varietà di uve autoctone, molte ormai sconosciute ai più. I vini immessi sul mercato, nazionale ed estero, soprattutto nel circuito della grande distribuzione, sono quelli di origine geografica.

Ai visitatori della Cantina sono offerte visite e degustazioni guidate, alternate a momenti di relax attraverso escursioni in bicicletta e visite in località d’interesse storico. Diverse sono le linee: Bagueri, Quercus, Villa Brici, Spumanti; vini giovani, freschi di pronta beva e vini di maggior struttura, adatti a momenti più importanti.

Ciò che più colpisce è l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Questa infatti è la filosofia di vendita che caratterizza la Cantina. “Fare un vino mediocre costa quanto fare un vino buono, noi puntiamo sulla bontà dell’uva in vigna e sul territorio” – ci ha detto il Direttore Persolja.
A noi consumatori non può che far piacere, soprattutto quando dietro ogni bottiglia di vino c’è impegno, passione e amore per la propria Terra.

La Scheda del Picolit

Il Picolit è il vino d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia. Da poco ha ricevuto la DOCG (denominazione d’origine controllata e garantita). Imbottigliato già nel 700 in bottiglie di vetro verde soffiato, definito “nettare da Papi”, apprezzato anche dall’Imperatore d’Austria, è un vino che si produce in piccole quantità. Oggi si trova solo in provincia di Udine ed in provincia di Gorizia nella zona Collio e Brda (Collio Sloveno). La scarsa quantità è dovuta ad una caratteristica –difetto/pregio- del vitigno, cioè l’ “aborto floreale”. Si tratta di un processo naturale per il quale non tutti i fiori sono fecondati; i fiori, quindi, non si trasformano in acini lasciando nei grappoli molti spazi, con conseguente poca resa nella vendemmia.

Il grappolo è alato, non di grandi dimensioni; il chicco è piccolo, con buccia spessa, ricca di pruina, i vinaccioli sono molto grandi rispetto all’acino. La vendemmia è tardiva, fatta a mano con un’accurata selezione dei grappoli. Le uve vengono fatte appassire per circa tre mesi; per la spremitura, che si effettua a gennaio dopo la diraspatura, si utilizza un torchio a mano. La fermentazione avviene in botti di Slavonia da 50 litri.

Il vino è molto delicato, di colore giallo paglierino carico, ha profumi che ricordano fiori di campo, miele, mandorla, acacia. A detta di molti presenta la concentrazione, la dolcezza ed i profumi di albicocca e fichi, tipici dei vini del sud. Se equilibrato ha buona acidità e sapidità. In bocca è dolce non dolce, è di difficile abbinamento, quindi rientra nella categoria dei cosiddetti “vini da meditazione”, ben si sposa però a formaggi piccanti. Va servito in calici ampi che ne valorizzino i profumi ad una temperatura di 12° circa.

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