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WineTown, musica per il palato

di Maddalena Baldini.Qual è il segreto di Firenze? La bellezza degli scorci? La raffinata eleganza dei suoi palazzi? I tesori che racchiude? Un’abilità innata, spontanea, naturale. Ogni cosa che nasce nella città dei Medici sembra portata ad avere successo e buon seguito. Artigianato, moda, spettacolo, arte, creatività, cibo e vino. Il buon gusto a trecentosessanta grandi nel quale la III edizione di WineTown (21-23 settembre), anche quest’anno, ha fatto la differenza.Una città gremita di turisti, curiosi e appassionati; i palazzi nobiliari hanno aperto i lori portici, i loro cortili interni fatti di capitelli, colonne e ordine architettonico per ospitare i banchi di degustazione dei vini dei consorzi toscani, da quello del Chianti Classico a quello della Vernaccia di San Gimignano, quest’ultimo vino particolarmente amato, assieme alle anguille del lago di Bolsena, da Papa Martino IV prima di essere messo nel Purgatorio da Dante… ‘e quella faccia di là da lui più che l’altre trapunta ebbe la Santa Chiesa in le sue braccia: dal Torso fu, e purga per digiuno l’anguille di Bolsena e la vernaccia’.Un fine settimana all’insegna dei ricchi sapori della terra toscana con le piazze che hanno profumato di cibo grazie all’abilità degli Chef, abili giocolieri di materie prime che, assieme ad artisti di Musica e Teatro, hanno riempito le serate fiorentine di spettacoli e assaggi. E così per strade, logge e piazze dove le piccole e grandi aziende hanno esposto i loro prodotti offrendo una varietà di formaggi (Azienda Castrogiovanni Maria), olio, peperoncino (Azienda Agricola Rita Salvadori), miele, tartufi (Azienda Gazzarini Tartufi), ovviamente senza perdere mai di vista il vino, signore indiscusso della manifestazione, protagonista con i banchi di assaggio in Piazza Santo Spirito, in Piazza Strozzi e nella Loggia del grano, proprio sotto gli archi dove, un tempo, si vendevano i cereali e il grano. Tutto rigorosamente ‘controllato’ dall’imponente presenza di Palazzo Vecchio e lì dove, passeggiando tra gli Uffizi e Orsanmichele, si sentiva il piacevole rumore delle bottiglie stappate e il dolce aroma del cioccolato dei quattro grandi interpreti europei quali Francia, Belgio, Inghilterra e Spagna.Persone con il calice in mano e forchetta pronta per gli assaggi mentre, affascinati da un’atmosfera quasi fiabesca, scattavano una fotografia alle sculture della Loggia dei Lanzi… chissà cosa potrà aver pensato il Giambologna, oppure Benvenuto Cellini visto che, nelle sue Vite, ci racconta come, durante la lavorazione del suo Perseo avesse fatto fondere tutte le sue stoviglie di casa. In aggiunta una quantità di degustazioni da non perdere come i vini liquorosi della regione francese di Sauternes o i vini Biodinamici. Forse il successo sta proprio qui: nel sapere riscoprire gli antichi valori della convivialità unendoli all’evoluzione del buon gusto.

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