È un settore che in Italia vale più di 14 miliardi di euro, con un export di oltre 5,5 miliardi. Ora il comparto vitivinicolo può contare su un testo di legge che snellisce la burocrazia e segna un ulteriore passo avanti verso la tutela del vino italiano. Il Testo Unico, approvato a fine novembre dalla Commissione Agricoltura della Camera, riassume infatti in non più di 90 articoli le oltre 4mila pagine di leggi e provvedimenti che disciplinavano la produzione e la commercializzazione del vino nel nostro Paese.

Regole più semplici e meno contenziosi

Fino a ieri le imprese del settore, dalla coltivazione in vigna alla produzione, dall’imbottigliamento alla commercializzazione, dovevano ottemperare ad un numero ritenuto insostenibile di obblighi e fare riferimento ad un groviglio di provvedimenti comunitari, nazionali e regionali accumulatisi negli anni. La nuova normativa, sostenuta dalle principali organizzazioni del settore vitivinicolo (Cia, Confagricoltura, Alleanza delle cooperative italiane dell’agroalimentare, Unione Italiana Vini, Federvini, Assoenologi e Federdoc), prevede una riorganizzazione di tutto il comparto, dalla produzione alla promozione e alla commercializzazione del prodotto, fino alla ridefinizione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, oltre che un ammorbidimento del sistema sanzionatorio per le irregolarità di minor rilievo.

Denominazioni di origine: verso un adeguamento alle norme UE

vino testo unico

L’Italia è stata uno dei primi paesi europei a dotarsi di una normativa specifica per quanto riguarda la definizione dei prodotti vitivinicoli a denominazione di origine (DO) e a indicazione geografica (IG). Le tradizionali denominazioni di origine controllata (DOC), denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG) e indicazione geografica protetta (IGT) si sono affinate nel corso degli anni per uniformarsi ai sistemi di classificazione europei relativi ai vini o ai prodotti alimentari in genere, che hanno introdotto, fra gli altri, la denominazione di origine protetta (DOP) e l’indicazione geografica protetta (IGP). Il Testo Unico tenta una sintesi tra la classificazione tradizionale, sistema ormai collaudato e consolidato fra i produttori, e la normativa europea. Il provvedimento introduce, inoltre, ulteriori aggiornamenti relativi a definizioni quali “vino passito”, “vitigno autoctono italiano” e “bevande derivate dall’uva”.

Un registro on-line per snellire la burocrazia

vite

Uno strumento chiave per la lotta alla burocrazia sarà il registro digitale istituito presso il Ministero delle politiche agricole e forestali, che faciliterà il dialogo tra le imprese del settore e le amministrazioni competenti e dimezzerà i tempi di adempimento delle pratiche. Il registro on-line convoglierà in un unico database lo schedario viticolo, nel quale sono registrati tutti i vigneti, e l’inventario del potenziale produttivo, contenente i dati delle movimentazioni delle uve e del vino, comprese le operazioni in cantina, con particolare riferimento ai vigneti idonei a produrre vini Do e Ig. Il progetto consentirà inoltre al Ministero per le Politiche agricole di avere un dato univoco e costantemente aggiornato sulla produzione.

Semplificazione dei controlli e del sistema sanzionatorio

Il Testo Unico propone che il Mipaaf, tramite l’Ispettorato centrale, sia per legge l’autorità nazionale deputata ad attuare i programmi di controllo per il settore vitivinicolo, al fine di eliminare il doppio passaggio attraverso le amministrazioni competenti. Le modalità e il carico burocratico ed economico dei controlli, inoltre, saranno differenziati in base alla classificazione qualitativa e al pregio dei vini.

vino

Un’altra novità riguarda il sistema sanzionatorio, che sarà modulato in base alla gravità dell’irregolarità e alla tipologia del prodotto oggetto di irregolarità. Sono stati, infine, individuati degli strumenti alternativi per la gestione delle controversie, quali l’istituto della diffida e il ravvedimento operoso, che consentirà di risolvere con multe ridotte le irregolarità più lievi.

Con questo provvedimento – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – rendiamo il vino italiano sempre più forte e all’avanguardia in Europa”. Il Testo Unico del vino aggiunge così un tassello alle attività del Mipaaf volte alla tutela dei prodotti made in Italy.  Leggi anche i nostri approfondimenti sui provvedimenti del Mipaaf per la tutela del latte e della filiera della pasta italiani.

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