Nella regione più piccola d’Italia, tra le affascinanti montagne, il verde senza confini e misteriosi castelli, ci sono vitigni autoctoni e aziende vitivinicole all’avanguardia. Stiamo parlando della Valle d’Aosta che, dopo aver assaggiato i vini naturali dell’Emilia Romagna, ci prepara a degustazioni altrettanto intriganti. I produttori di vino valdostani sono particolarmente attenti al rispetto del loro terroir, una regione vocata alla naturalità dei vini e al rispetto della natura tout court, anche in un calice. Ecco perché sorseggiando i vini naturali della Valle d’Aosta, il paesaggio di questa splendida natura si materializzerà davanti a voi. Cominciamo: ecco le 4 cantine di vini valdostani che abbiamo visitato per voi, buon viaggio!

Vini Valdostani: 4 Prestigiose cantine tutte da visitare

Les Crêtes

È in questa cantina che si erge il “Rifugio del vino”, un edificio verso Ozein ispirato ai rifugi tra le montagne, dove potrete fermarvi dopo una camminata nelle valli per bere Fumin e Pinot Noir. Tra le bottiglie più care dell’azienda, storico pilastro della viticoltura valligiana, è il Vallée d’Aoste Syrah Côteau la Tour 2013. Questo Syrah in purezza nasce in un vitigno che racconta non solo anni e anni di storia del vino, ma anche della regione, sovrastato da una torre di guardia medioevale del XV sec. E dopo una camminata tra i giganti delle montagne, pausa degustazione: il vino è elegante, fruttato e speziato. Ottimo da bere con fondute valdostane, formaggi stagionati e brasati.

les cretes

La Vrille

Fumin e Chambave sono i soli vitigni de La Vrille, agriturismo circondato da vigne e arbusti di timo serpillo, dove potrete fermarvi e ristorarvi dopo l’escursione al Forte di Brad e alle Terme di Saint Vincent. Il vino che più rappresenta la filosofia dell’azienda e che meglio ritrae l’altra faccia di questa valle naturale è il Chambave Muscat: è un vino bianco da aperitivo che viene prodotto con uve Muscat petit grain al 100%. Mentre Hervé Deguillame e Luciana Neyroz vi serviranno un calice di questo bianco dal paglierino brillante con zuppe e carni bianche preparate da loro con materie prime interne, fermatevi a lungo a sentirne i profumi: dalla salvia e il timo ai sentori minerali per chiudere con note balsamiche, mentre sul palato l’anice arricchisce le note aromatiche.

La Vrille

Lo Triolet

Se dopo il trekking, il rafting e i chilometri in mountain bike nei tracciati di Cervinia e Monte Rosa vi è rimasto nelle narici il profumo di montagna e muschio, assecondate anche il palato e fate tappa obbligatoria all’azienda di Marco Martin, Lo Triolet. Qui a Introd dove è rinato il Pinot Gris, qui dove il Pinot Gris denota una riconoscibile appartenenza al territorio (merito non solo del clima, ma anche del sapiente produttore): è intenso e luminoso, fruttato (evidente è il sapore zuccherino della pera con tratti balsamici ed erbacei) e di ottima sapidità. Se non siete all’ora dell’aperitivo da poterlo abbinare a formaggi e polenta concia, abbinatelo a un piatto di trote in carpione o grigliata di pesce.

lo triolet

Ottin

Nelle colline Saint-Christophe e Quart ci sono i vigneti di Elio Ottin, ambizioso produttore che declina la sua passione per i vini naturali nella ricerca e innovazione del Fumin, oltre ai Petite arvine e Petit rouge. Il clima secco della Valle regala alle uve la giusta maturazione e l’esaltazione degli aromi, conservati a pieno nella bottiglia. Rosso rubino carico e ricchezza di profumi: il Fiumin di Ottin è un vino naturale che riesce a ritrarre il proprio territorio di appartenenza, espressivo e complesso; ogni istante suggerisce un nota fruttata nuova e spezie inesplorabili.

Elio Ottin

E voi quali vini valdostani avete già bevuto?

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A proposito dell'autore

Ilaria De Lillo

Nata a Foggia, vive a lavora a Bologna. Per il Giornale del Cibo scrive di approfondimenti, eventi e scuola di cucina. Il suo piatto preferito sono le polpette al marsala di nonna Francesca, perché “più che un piatto sono un correlativo oggettivo di montaliana memoria: il profumo di casa, le chiacchiere con papà, la dolcezza di mamma che prepara da mangiare, le risate con mia sorella e i cugini. Insomma, un tripudio di ricordi ed emozioni a tavola”. Per lei in cucina non possono mancare gli ospiti, “altrimenti per chi cucino?”

2 Risposte

  1. Federico

    La scrittrice dell’articolo chiaramente non sa cosa siano i vini naturali… Probabilmente nemmeno è mai stata in Valle d’Aosta

    Rispondi
    • Ilaria De Lillo

      Ciao Federico, partendo dalla considerazione che ogni produttore ha una propria utopia del vino, il criterio di classificazione al momento è il seguente
      -vino naturale: concetto di filosofia aziendale. Non certificato, ma ogni produttore ci mette dentro qualcosa di diverso
      -vino biologico: certificato, senza concimi e vinificazione solo con prodotti certificati enologici
      -vino biodinamico: non certificato, segue il metodo Steiner quindi non personale del produttore, ma specifiche per mantenere standard qualitativi alti.
      Dunque in base alla filosofia personale e del concept del produttore, possiamo parlare di questi vini come vini naturali.

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