In Toscana è così che vengono chiamate le chiacchiere: cenci di carnevale. La ricetta che sto per darvi (è giusto precisarlo) non è quella originale, bensì una rivisitazione della mia mamma, toscana d’adozione, che oltre ad aggiungere il cognac agli ingredienti, utilizza una dose di burro superiore a quella impiegata normalmente.
Il tutto a svantaggio del colesterolo LDL ma a beneficio del sapore e della morbidezza del dolce che in effetti, bisogna ammetterlo, così è molto più buono.
Ecco perché, dopo anni di opposizione alla sua ricetta in nome della sana alimentazione, mi sono rassegnata all’idea che una volta all’anno, tutto sommato, i cenci di carnevale posso prepararli alla maniera della mia mamma.
Eccovi la ricetta.

Cenci di Carnevale
Cenci di Carnevale
Cenci di Carnevale
Cenci di Carnevale
Gli Ingredienti
Le Istruzioni
  1. Su un ripiano, create la classica fontana di farina e versatevi al centro le uova, lo zucchero, il burro fuso, la scorza di arancia grattugiata, e il cognac.
  2. Lavorate tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un composto omogeneo. Al termine, lasciate riposare per 30 minuti.
  3. Spianate l'impasto con l'aiuto di un mattarello, fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di circa 2 millimetri.
  4. Munitevi di una rotella per tagliare la pasta, e create delle strisce larghe 2 dita e lunghe circa 6-7 centimetri. Alle due estremità di ogni striscia (dunque, nel verso della larghezza), effettuate un ulteriore taglio in diagonale.
  5. In una padella o in un tegame, fare scaldare l'olio di semi. Il nostro consiglio (o meglio, quello di mia madre) è di non utilizzarne troppo perché, durante la frittura, il burro dell'impasto affiora, motivo per cui l'olio sarà necessario cambiare l'olio più volte.
  6. Girandoli delicatamente, fateli dorare prima da un lato e poi dall'altro.
  7. Mettere su un piatto un foglio di carta assorbente da cucina e, al termine della cottura, ponetevi i cenci, in modo che l'olio in eccesso venga assorbito.
  8. Lasciateli raffreddare per qualche minuto e spolverate con dello zucchero a velo.

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A proposito dell'autore

Silvia Trigilio
Caporedattore
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Nata ad Augusta, in provincia di Siracusa, vive e lavora a Bologna. Il suo piatto preferito sono i profiteroles della mamma perché sono lo ying e yang della cucina... se bianco e nero, dolce e amaro possono fondersi in maniera così estatica, vuol dire che un mondo migliore è possibile. In cucina non può mancare: una connessione internet, un tirabusciò (o tire-bouchon) e dei buoni commensali.

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