Solidale, genuino, legale. È un regalo impegnato e impegnativo quello che alcune associazioni deliberatamente antimafia propongono per le feste natalizie in arrivo: qualcosa di unico arriva da mani e luoghi speciali, in grado di non far impallidire il portafogli e di riempire anche il cuore di chi il regalo lo riceve. Le principali associazioni impegnate nel sud Italia a combattere la criminalità organizzata, a partire dal pizzo, da qualche anno offrono la possibilità di acquistare sotto Natale speciali prodotti che ricordano i valori e l’impegno di chi la mafia la avversa ogni giorno.

Regali Libera: un dono tra memoria, impegno e legalità

regalo natale

Il Natale 2016 di Libera, la più importante associazione che si occupa di lotta alla mafia e riutilizzo dei beni sequestrati alla criminalità, “è all’insegna del noi – si legge sul sito -, per alimentare la speranza e l’attenzione per chi fa fatica e chiede giustizia e verità, lavoro e dignità. E ancora, per sostenere i tanti progetti, dai percorsi di formazione nelle scuole e nelle università alle iniziative per mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. 

Regali che fanno riflettere, perché trovarsi nella dispensa una confezione di caponata di melanzane siciliana biologica significa tante cose: la genuinità del prodotto, le terre strappate alla criminalità da cui quelle melanzane provengono, le mani sapienti e legali da cui il prodotto è stato confezionato. “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, o più semplicemente Libera, coordinamento di oltre 1600 associazioni, gruppi scuole impegnati nella diffusione della cultura della legalità, per Natale diffonde così il suo pensiero: un acquisto griffato antimafia è più bello, utile e originale.

Pasta, conserve e vini: mangiare e bere etico

olio

Marmellate, paccheri, cicerchie, paté di olive o carciofi. E ancora il vino, l’olio, le lenticchie, il pesto di peperoncini, i tarallini. E tante altre specialità, che Libera offre in confezioni miste di diversa grandezza e identificate da una parola chiave (memoria, futuro, legalità, impegno): da 10 a 100 euro, con spedizione a domicilio, per contribuire alla specializzazione delle aziende e tenere in vita i valori dell’associazione. Le confezioni regalo Libera Terra, si legge nel sito, “hanno un alto valore etico e sociale e  contengono delizie alimentari di assoluta qualità ottenute da terreni liberati dalle mafie e recuperati attraverso un lungo e paziente lavoro di coltivazione biologica”. Sono vere e proprie eccellenze del gusto, prodotte grazie al lavoro delle cooperative sociali che operano in Sicilia, in Campania, in Calabria ed in Puglia. Il vino Centopassi, ad esempio: l’anima vitivinicola di Libera nasce nelle terre confiscate dell’Alto Belice, e “con grande personalità e originalità interpreta le variegate condizioni del territorio e la sua gente”.

Gadget: non solo cibo

Chi ha detto che una griffe è simbolo del consumismo che le feste natalizie ci contagiano? Libera, un nome che oltre che un simbolo della lotta alla criminalità organizzata è diventata un vero e proprio marchio, ha deciso di commercializzare i suoi gadget, una vasta gamma di prodotti acquistabili con una donazione: t-shirt, felpe, pennette usb, agende, tazze, shopper, astucci e portamonete sono già in esaurimento, ma sono ancora reperibili. Portano stampate frasi significative o semplicemente contagiosi colori, simbolo della voglia di non arrendersi di fronte alla mafia e cercare sempre energie positive. Un altro modo originale per dire un “no” e regalare qualcosa di davvero etico, biologico, solidale.

regali libera

Un dolce contro il racket

Il no al racket, all’usura e all’odiosa consuetudine del pizzo è quest’anno quanto mai dolce. Addio pizzo, la rete di oltre mille negozi e imprese caratterizzati dalla voglia di uscire dalle logiche mafiose, per il Natale 2016 ha eletto a suo portavoce la pasticceria Scimeca di Caccamo, nel Palermitano: una percentuale dell’acquisto di un cofanetto a base di dolci dall’inconfondibile sapore di Sicilia andrà all’associazione, che ha varato il motto “pago chi non paga” per incentivare al consumo critico. E ancora, Addio pizzo ha varato l’idea di temporary shop che, in diversi centri dell’isola, per qualche giorno mettono in vendita le magliette antiracket e altri gadget dell’associazione. Per portare sul corpo, e non solo a Natale, il marchio del no a queste pratiche.

Un libro per non dimenticare

libri antimafia

Anche se non sono idee studiate appositamente per le feste natalizie, i libri che diverse associazioni contro mafia, camorra e ‘ndrangheta pubblicizzano nei loro siti sono spunti per regali dallo stesso sapore delle leccornie di Libera e Addio pizzo. Testi impegnati, spesso in ricordo del personaggio che dà nome all’associazione, il cui acquisto inietterà linfa per proseguire nella lotta alla criminalità.

Le feste natalizie sono dunque, in queste e altre iniziative, lo spunto per dare una mano a realtà vive, impegnate e soprattutto senza scopo di lucro. Nel nostro dialogo di qualche mese fa con Alessandro Leo, presidente di Libera Terra Mediterranea, era emersa proprio questa idea: l’ingiustizia si combatte con le cose giuste. A partire dal cibo.

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A proposito dell'autore

Renzo Sanna

Sassarese che vive a Bologna. Per il Giornale del Cibo si occupa di agromafia, illegalità alimentari e attualità. Il suo piatto preferito sono le trofie al pesto (con patate e fagiolini, of course...) perché gli ricordano la sua mamma. In cucina non può mai mancare l'angolo bar, perché il cuoco deve avere sempre una seconda possibilità!

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