di Martino Ragusa.

Pianta orticola con scarso valore nutritivo, impiegata storicamente soprattutto come cibo povero dei contadini. Della pianta viene consumata la polpa croccante e dolciastra della radice, tondeggiante o oblunga. La buccia della rapa è bianca, ma alcune varietà hanno sfumature violacee. La rapa viene raccolta in primavera oppure in autunno, a seconda della varietà. Quelle primaverili più diffuse sono la Bianca piatta quarantina, la Palla di neve e la Tonda a colletto viola, mentre fra le autunnali la Bianca di Milano a colletto viola e la Bianca lodigiana. Alcune varietà vengono coltivate per la raccolta delle cime, chiamate anche broccoletti di rapa o friarielli, nel napoletano. Tuttavia queste varietà sono molto diverse da quelle coltivate per la radice. Le migliori rape sono quelle raccolte poco prima della maturazione completa, quando la polpa è più saporita, e si presentano pesanti e con la buccia liscia e lucida. Non sono di ottima qualità se presentano rotture o macchie sulla superficie esterna. In cucina si possono preparare gratinate o anche crude in insalata. Le migliori per l’uso a crudo sono quelle più giovani, riconoscibili dal colore verde vivo delle foglie in cima, che non vanno sbucciate. Quelle che, invece, hanno le foglie grigiastre, vanno sbucciate e consumate cotte.

Proprietà nutrizionali per 100 g di prodotto:

  • Kcal: 18
  • proteine: 1 g
  • grassi: 0 g
  • carboidrati (glucidi disponibili): 3,8 g
  • vitamine: B2 in modeste quantità
  • sali minerali: calcio

Virtù

Ha un’azione mucolitica, se assunta centrifugata con un cucchiaino di miele è un ottimo rimedio contro la tosse grassa.

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