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Il Giornale del Cibo

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Mangiamo fuori! Decalogo del Ristorante Sincero

Il decalogo va interpretato come una pagella e ciascuno dei suoi dieci punti come una materia scolastica da valutare con voti da 0 a 10. È “Sincero” il ristorante che riesce ad ottenere la sufficienza in tutti e dieci i punti del decalogo.
Al momento i voti (o il voto complessivo in centesimi) anche se inviati, non saranno pubblicati.
Le segnalazioni vanno inviate al Giornale del Cibo usando un'apposita form per per i “Ristoranti Sinceri”.
  1. Sincerità: Il ristorante sincero può appartenere a qualsiasi fascia di prezzo. Come primo requisito deve dare la chiara sensazione di mantenere le promesse formulate esplicitamente o implicitamente dal suo menu, dalla sua reputazione, dalla sua categoria e tipologia.
  2. Stagionalità e intelligenza del menu: I piatti devono essere il più possibile a base di prodotti stagionali e freschi. Ogni ristorante sincero dovrebbe cambiare il proprio menu più volte in una stagione. Se vengono offerti cibi surgelati, vengano indicati. Il menu deve essere armonico e con una sua "personalità" capace di identificare il ristorante.
  3. Buon prezzo: Rapporto qualità/quantità/prezzo equilibrato. Sia per i cibi che per i vini.
  4. Cortesia del personale e pulizia del locale
  5. Territorialità: La cucina può essere creativa o tradizionale, in ogni caso deve tenere conto della tradizione locale e proporre i prodotti tipici del territorio.
  6. Genuinità: Nella concezione di noi Italiani significa pasta secca di ottima qualità e fresca fatta a mano, riso di qualità (mai parboiled!), polenta non precotta. E poi ottimo pane fresco nel cestino riempito lì per lì, buon olio sul tavolo, meglio se una bottiglia piccola con etichetta, aceto di vino di qualità, frutta fresca in perfette condizioni e preferibilmente del posto.
  7. Piatti preparati "espressi": I piatti normalmente preparati al momento (pasta, risotti, carni e pesci ai ferri, insalate, affettati, formaggi, ecc) devono essere sempre preparati al momento.
  8. Non uso (o uso molto contenuto) di scorciatoie in cucina: Per esempio di dadi per brodo, salse industriali, additivi, semilavorati.
  9. Non penalizzazione di alcune categorie di clienti: Per esempio portatori di handicap, anziani, persone sole, persone di altre culture e religioni.
  10. Temperatura delle pietanze: I piatti devono essere serviti alla giusta temperatura, non tiepidi o freddi se previsti caldi, non freddi di frigo se previsti freddi, mai riscaldati nelle microonde.

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