Ormai si sa, la frutta secca, oltre che essere buona da mangiare, fa anche bene alla salute, soprattutto grazie al suo contenuto di grassi monosaturi. Ma oltre alle blasonate noci, mandorle e nocciole, quale altra conoscete? Oggi voglio parlarvi degli anacardi, o noci di anacardio, un tipo di frutta secca forse meno conosciuta, ma dalle caratteristiche interessanti. Sono il frutto della pianta dell’anacardio (Anacardium occidentale), della famiglia delle Anacardiacee, un albero originario dell’Amazzonia, zona da cui è stato esportato dai Portoghesi nel XVI secolo, mentre oggi India e Africa orientale sono i due primi produttori mondiali. Si tratta di piccole noci, di circa 2-4 cm, simili ai fagioli, considerati un frutto pregiato. Scopriamo, allora, quali sono le proprietà degli anacardi con le informazioni della biologa nutrizionista bolognese Francesca Evangelisti.

Anacardi: valori nutrizionali

anacardio

“Uno degli aspetti più interessanti – evidenzia la dottoressa – riguarda la fruttificazione dell’albero, particolare in quanto vengono prodotti due tipi di frutto, fra loro legati”. Il primo, fresco, è chiamato mela d’anacardio (o mela di acagiù, in Brasile), che non è un vero frutto, in quanto corrisponde all’ingrossamento del peduncolo floreale, ma è così chiamato poiché nell’aspetto ricorda una piccola mela, dalla polpa fibrosa e con colorazione variabile dal verde, al giallo al rosso. Il secondo, secco, “è invece un vero frutto dal punto di vista botanico (deriva quindi dal fiore), ed è denominato nocciola di anacardio, una sorta di noce con un rivestimento duro al cui interno si trova un seme oleoso dalla tipica forma a cuore, che corrisponde propriamente all’anacardio che si usa dal punto di vista alimentare. Il nome deriva proprio dal termine greco kardia, che significa cuore.

Composizione

Gli anacardi sono ricchi di grassi monoinsaturi e quindi “buoni” (43,80%), e possiedono un discreto contenuto proteico (18,20%) e amidaceo (23,50%), mentre sono relativamente poveri di acqua (5,2%); solo un 3% circa è rappresentato invece da zucchero e fibra. Inoltre gli anacardi hanno valori nutrizionali interessanti dal punto di vista della salute poiché contengono:

  • potassio
  • fosforo
  • magnesio
  • sodio
  • zinco
  • rame
  • manganese
  • ferro
  • selenio
  • vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5 e B6)
  • vitamina K
  • vitamina C e E in piccola percentuale.

“Gli anacardi contengono 550 calorie per 100 gr. di prodotto e gli aminoacidi sono numerosi, tra cui acido glutammico, acido aspartico, metionina, arginina e alanina”.

Grazie a questo contenuto nutrizionale, gli anacardi hanno proprietà benefiche per l’organismo, vediamo insieme.

Proprietà anacardi: benefici per corpo e mente

Dolori articolari e malattie cardiache

anacardi antidepressivi

“Innanzitutto, la presenza di un buon quantitativo di selenio offre ottimi benefici contro i dolori articolari, grazie alle buone proprietà antinfiammatorie”. Gli anacardi sono poi in grado di contrastare il colesterolo alto, in quanto gli acidi grassi monoinsaturi che contengono, come l’acido oleico e palmitico, sembrano in grado di ridurre in maniera significativa il colesterolo cattivo HDL ed aumentare invece quello buono LDL. “Questi effetti benefici – specifica la nutrizionista – si traducono anche in una azione preventiva nei confronti dell’apparato cardiovascolare, in particolare verso ictus e l’infarto e diverse malattie cardiache”.

L’azione dei sali minerali

Effetti benefici sul colesterolo sono esercitati anche dal magnesio, utile anche per il buon funzionamento del sistema nervoso, per la salute del tessuto muscolare e per le ossa. “Inoltre, il contenuto di ferro contrasta l’attività dei radicali liberi, proteggendoci dai danni dell’invecchiamento”. Gli anacardi risultano poi utili in caso di carenza di rame, componente essenziale di numerosi enzimi, che ci protegge da eventuali problemi di osteoporosi. A tal proposito la nutrizionista specifica che “il rame ha un ruolo essenziale in molti processi biologici, tra cui l’utilizzo e l’assimilazione del ferro, la produzione della melanina, contenuta in pelle e capelli, e lo sviluppo di ossa e tessuto connettivo, così come l’eliminazione dei radicali liberi”.

Un antidepressivo naturale

Tra le proprietà degli anacardi troviamo anche quelle antiossidanti, svolte dalla zeaxantina, “un pigmento contenuto negli anacardi che, filtrando i raggi UVA a livello della retina, è in grado di proteggere gli occhi da eventuali danni solari e di prevenire la degenerazione oculare tipica dell’età avanzata”. Vi abbiamo raccontato di come la frutta secca sia uno dei cibi contro lo stress. A tal proposito, scopriamo infatti che gli anacardi sono anche “un’ottima fonte di triptofano, uno dei più importanti neurotrasmettitori del nostro organismo, ma soprattutto amminoacido essenziale precursore della serotonina, l’ormone che conferisce il buon umore, donando una sensazione di benessere e relax, che influisce positivamente anche sulla sessualità e sulla temperatura corporea”. Per tale motivo gli anacardi sono considerati dei e veri e propri antidepressivi naturali, sostenitori del benessere psico-fisico.

anacardi fanno bene

Da ricordare inoltre che il triptofano è precursore anche della melatonina, ormone che regola i ritmi sonno-veglia, per cui consumare questi frutti è utile per migliorare la qualità del sonno, soprattutto nella donna durante la menopausa. “Occorre ricordare infine che gli anacardi sembrano ridurre il rischio di sviluppare calcoli biliari, prevenendo la colecistectomia, e che, come tutta la frutta secca, possiedono un elevato potere saziante (grazie al contenuto proteico), per cui sono ottimi snack se si stanno seguendo programmi dimagranti”. In particolare, la presenza del triptofano conferisce a questi frutti anche proprietà anoressizzanti, in grado, cioè, di placare l’appetito, soprattutto di dolci.

Come consumare gli anacardi?

Dell’anacardio, come abbiamo detto, si mangia il seme oleoso interno, ottenuto per estrazione dal guscio esterno del frutto. Una volta estratto, deve sempre essere trattato e lavorato attraverso una complessa procedura che utilizza calore, in quanto il guscio che lo racchiude contiene un olio irritante che inevitabilmente contamina il seme durante il processo di estrazione, rendendolo tossico. Soltanto il 10% circa degli anacardi sottoposti a lavorazione supera il trattamento indenne ed è pertanto disponibile per il commercio. Questo è il motivo del prezzo, abbastanza elevato, che si riscontra sul mercato occidentale, dove, tra l’altro, non è ancora molto conosciuto e pertanto poco utilizzato, soprattutto in Italia.

La nutrizionista consiglia di consumarlo come tale o tostato, ad esempio come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio. Può anche essere consumato a colazione, aggiunto magari ad uno yogurt naturale magro assieme ad altri alimenti, come cereali integrali e frutta di stagione. “La cosa importante è non eccedere con la quantità, dato che si tratta di un frutto altamente calorico, per cui si consiglia mediamente di limitarsi a circa 30 grammi al giorno”. Si tratta di una piccola quantità,per cui può essere consumata in un unico pasto ed è comunque sufficiente per beneficiare delle proprietà degli anacardi.

Abbinamenti e ricette

pollo anacardi

“È bene precisare che in commercio esistono anacardi con o senza sale: “questi ultimi sono naturalmente da preferire – specifica l’intervistata – anche perché le confezioni con sale aggiunto ne contengono sempre una quantità davvero elevata”. Oltre che come tali, gli anacardi possono essere consumati anche come crema o burro, oppure utilizzati per la preparazione di diversi dolci, come torte, biscotti e, ultima novità, anche il gelato. Gli anacardi sono poi ottimi abbinati anche a piatti salati, come nella ricetta del riso e piselli con anacardi, o da aggiungere a insalate e vari tipi di carne, tra cui il famoso pollo agli anacardi molto amato in Oriente.

Conservazione

Per beneficiare delle proprietà degli anacardi e non rischiare il loro deperimento, vanno conservati in luogo fresco ed asciutto e al riparo dalla luce poiché i grassi che contengono possono subire irrancidimento. “In alternativa possono anche essere riposti dentro un contenitore ermetico e conservati in frigorifero, dove possono mantenersi anche fino a un anno, tuttavia il metodo migliore di conservazione resta comunque quello a temperatura ambiente”. Per concludere il racconto degli anacardi la dottoressa Evangelisti ricorda che di questo frutto non si fa solo un uso alimentare: “l’olio irritante del guscio viene, infatti, usato per produrre vernici ed insetticidi, in particolare antitermiti”.

Non ci rimane che vedere insieme se ci sono controindicazioni da tenere a mente.

Anacardi: reazioni allergiche

Gli anacardi, come altri tipi di frutta secca, possono causare frequentemente reazioni di natura allergica, che si manifestano generalmente con prurito, orticaria e problemi a livello gastrointestinale, come dolori addominali diffusi, vomito e diarrea, mentre nei casi più gravi possono determinare anche difficoltà respiratorie e manifestazioni anafilattiche importanti. Generalmente si tratta di manifestazioni che colpiscono i soggetti più sensibili, come i bambini, anche al di sotto dei 3 anni. “L’allergia è determinata da una sostanza presente nel frutto, l’acido anacardico, che si trova anche in altri frutti della stessa famiglia, come i pistacchi ed il mango, pertanto chi è allergico a tali frutti, è altamente probabile che sia allergico anche agli anacardi e viceversa”.

anacardi ricette

Per questo motivo, al fine di evitare fenomeni di cross-reattività, ovvero di reazione reciproca, gli anacardi non vanno mai consumati assieme a frutti della stessa famiglia, consiglio da tenere in considerazione anche per chi non è allergico, poiché un forte accumulo di acido anacardico può comunque causare problemi o scatenare una forma allergica prima non presente. La dottoressa specifica che “per i soggetti allergici sono sufficienti anche minime quantità di alimento per scatenare la sintomatologia; quindi, in questo casi occorre fare attenzione anche a non assaggiare, annusare o toccare gli anacardi”. Altra controindicazione è rappresentata dalla presenza di una certa quantità di nichel, per cui questa frutta secca è sconsigliata in caso di allergia a questo elemento, “tenendo sempre conto che la sintomatologia nei confronti del nichel è sempre e comunque soggettiva ed individuale”.

Se è vero che la frutta secca fa tanto bene, potrebbe interessarvi leggere quando è meglio consumarla, ricordandovi di variare, ora che conoscete anche le ottime proprietà degli anacardi.

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A proposito dell'autore

Elena Rizzo Nervo

Elena è nata a Bologna, dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo si occupa di attualità, nutrizione e alimentazione e illegalità alimentare. Il suo piatto preferito é il Gateau di Patate, "perché unisce gusto e semplicità e conquista tutti". Per lei in cucina non può mancare una bottiglia di vino, "perché se c'è il vino c'è anche la compagnia..."

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