Più passa il tempo è più ci rendiamo conto di quanto trovare una buona pizza non sia per niente facile. Sarà perché siamo diventati dei “gastro-fighetti rompiscatole” o perché abbiamo affinato il gusto, fatto sta che le pizzerie aumentano a dismisura ma la qualità di ciò che servono spesso lascia a desiderare.

Per un indirizzo che regala gioie e goduria ce ne sono almeno una dozzina capaci di donarti una sete pazzesca per l’intera notte e una pesantezza per le successive quarantotto ore. A volte lo si dimentica ma la pizza è cosa seria e delicata! Ci vuole la farina giusta, la lievitazione come San Gennaro comanda, la temperatura ottimale, gli ingredienti selezionati, ma soprattutto il risultato finale dipende tantissimo anche dalle mani del pizzaiolo. Dopo avervi consigliato le pizzerie da scegliere a Milano, non potevamo che continuare il nostro tour dei lievitati con gli indirizzi delle pizzerie di Torino, la città aristocratica che si divide sul gianduiotto, sul gelato, sul grissino, figuriamoci sulla pizza che qui pare affermarsi cotta al tegamino.

Pizzerie di Torino: i 10 consigli de Il Giornale del Cibo

Berberè

Il quarto locale della giovane società bolognese dei fratelli Aloe che hanno messo in piedi un valido progetto nato nel 2010: non un franchising ma semplicemente una pizza di alta qualità, stagionale, digeribile, frutto di ricerca continua sulle farine alternative. Le pizze lievitate almeno 24 ore vengono sfornate 7 giorni su 7 e si può optare per la formula degustazione che permette di provare più pizze, servite una alla volta, in condivisione nel tavolo. Un format fresco, dinamico e valevole, in mano ad una squadra giovanissima capace di andare ben oltre la buona pizza.

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Trullo

Sventola bandiera pugliese in questo locale in cui è riprodotta un’antica via di Alberobello con forno e banco di tufo. La pizza qui è rigorosamente al tegamino e il menù comprende anche centoeuno piatti della cucina pugliese: dalla tiella di riso con patate e cozze alla barese, fino alle orecchiette con cime di rape. Ma se lo scegliete per mangiare le buone pizze allora vi convincerà la salsiccia e friarielli, croccante sul perimetro, ben lievitata al centro e carica di sapore e goduria.

Lentini’s

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Un’ex autorimessa concepita in una grande spazio unico, bianco, d’effetto con la grande vetrata sulla cucina, da sembrare più newyorkese che torinese. Nonostante igrandi numeri, nei due locali di questa catena la qualità riesce a rimanere alta. L’offerta gastronomica è ampia, e anche qui non si mangiano solo le buone pizze. Nel Lentini’s di Corso Moncalieri oltre ai salumi di livello mondiale e alla selezione di paste, scegliete le grandi pizze napoletane, con la focaccia Arnad (sottile lardo d’Arnad Dop e olio evo) o con la “‘nduja di Spilinga”, non sbaglierete.

Cammafà

Sono tre i locali Cammafà presenti in città, e anche questa realtà ha il valore aggiunto di essere in mano ad una realtà famigliare che spesso fa la differenza come valore, o disvalore. Qui però si sta bene e si nota la cura nel fare le cose (e le pizze) a modo. Buona la pizza Posillipo (salsa, mozzarella di bufala, pomodorini a grappolo, parmigiano, basilico), cottura ottima, croccante e leggera.

Rural pizza

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Michele Colaianni, per gli amici Micky, lavora nel suo locale, che prima era un’ex vetreria, con le farine provenienti da macinatura a pietra e punta su una lievitazione naturale di almeno 24 ore. Che ne venga fuori una pizza molto leggera c’era da aspettarselo, ma a far la differenza ed esaltare le giuste cotture è l’abbinamento dei sapori degli ingredienti scelti, utilizzati sempre nelle giuste dosi. Una pizza buona e semplice in cui vince l’equilibrio.

Sarchiapone

C’è chi l’ha eletta migliore pizzeria di San Salvario, il quartiere della movida torinese in cui si ritrovano valide idee enogastronomiche e convivono imprenditori di successo.

Da Sarchiapone l’impasto è leggero e ricorda lo stile napoletano, senza voli pindarici ma con poche e buone pizze che convincono e saziano. Da provare assolutamente la Gioia con pomodoro, olio extra vergine, crema di basilico e burratina aggiunta dopo cottura.

Salsa Rossa

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Quando il sorriso di una squadra viene prima di tutto. Da Salsa Rossa ci si sente accolti e questo basta a far la differenza, nonostante la straordinaria farinata sia sufficiente per tornare. Fondata nel lontano 1964 da Ivo Lazzeri e la moglie Bianca, nel corso degli anni ha vissuto diverse metamorfosi sino ad arrivare a ciò che è oggi: un piccolo locale nelle mani della nuova generazione (Marco Lazzeri ed Anna), un forno a legna, un paio di birre e le tonde pizze a cui ci si affeziona come la Bismarck con uovo e prosciutto.Impareggiabile anche il tiramisù in vaso.

4 Assi

In Corso Sebastopoli sorge questa pizzeria che in poco tempo è stata capace di farsi apprezzare anche restando ì defilata. La fama la deve soprattutto alla pizza al tegamino (come detto un must a Torino) ma non solo, infatti viene proposta anche la versione più partenopea che fa la sua buona figura. Tra le giuste scelte compare sicuramente la Montebianco con mozzarella, pere e gorgonzola, semmai iniziando con la sottile e croccante farinata.

Dessì

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Impasto buono e consistente per questa pizzeria al padellino di Via Madama Cristina. Dessì rappresenta la scelta di molti dal 1977, quasi sempre per la pizza che l’ha resa famosa, ma tra le proposte c’è anche l’irresistibile farinata la cui ricetta deriva da Altopascio, paese d’origine di colui che insegnò alla famiglia il metodo in cui prepararla al meglio. Le origini sarde si ritrovano anche nella gustosa pizza con salsiccia sarda, pecorino e mozzarella.

Libery Pizza & Artigianal Beer

Pizzeria chic in zona Crocetta che tanto va tra i torinesi appartenenti alla categoria “oltre la pizza”. E Libery permette di farlo grazie all’elegante location e alle pizze che piacciono parecchio per lievitazione, cottura e digeribilità. Il menù offrediverse tipologie di focacce come speck e fontina, o numerose buone pizze come la puntarelle e acciughe. L’ingente numero di clienti che nel week end si riversa tra i tavoli può incidere un tantino sulla qualità finale delle pizze.

Trovare una buona pizzeria non è facile, ma neanche impossibile. Oltre a Torino, date un’occhiata ai nostri consigli su alcune delle migliori pizzerie italiane. Se invece dopo una buona pizza dovesse venirvi voglia di una cena senza lievitati allora leggete anche dove mangiare a Torino.

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A proposito dell'autore

Giovanni Angelucci

Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e non solo tra le quali spiccano l'Espresso food&wine e la Gazzetta dello Sport. Il suo piatto preferito sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli Agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barolo Elio Altare).

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