Sotto l’etichetta pesce povero rientrano a volte specie che in realtà hanno un valore economico per il settore ittico e che, quindi, non comportano un risparmio per i consumatori. Scegliere comunque questi pesci, però, ci consente di diversificare la richiesta e quindi supportare un discorso di biodiversità marina, la cui importanza per l’ecosistema abbiamo avuto modo di sottolineare anche in altri articoli. Per il mese di settembre, abbiamo deciso di presentarvi altri tre pesci meno noti dei nostri mari.

Allora scopriamo insieme merlano, occhione e pesce pilota!

Pesce Povero a settembre: cosa comprare?

Merlano

merlano

Il merlano è diffuso nell’oceano Atlantico tra il Portogallo e la Norvegia, ma è presente anche nel mar Nero e nell’Adriatico centro-settentrionale.
Simile al nasello, si distingue per la bocca più piccola e si riconosce dalla testa schiacciata ai lati, l’occhio di grandezza media centrale, la mascella inferiore più piccola di quella superiore, con denti semi aguzzi, e le tre pinne dorsali. Di colore marrone sulla parte dorsale del corpo, argenteo sul ventre e lungo i fianchi, con macchie nere sul ventre. È uno dei pesci che si possono trovare tutto l’anno, dalle carni delicate. In cucina generalmente viene preparato al forno, a filetti con patate e carote, ma può anche essere utilizzato per preparare una crema, frullandolo insieme a pomodori e cipolline. Altrimenti aggiunge sapore a una zuppa o stufato di pesce.

Occhione

Occhialone

Fonte immagine: ilmaredamare.com

L’occhione, noto anche coi nomi locali occhino, besugo, pezzogna, occhialone, mupo e rovello, è diffuso nel mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale, tra la Mauritania a sud e le isole Orcadi e la Norvegia a nord. Si trova in tutti i nostri mari.

Si riconosce dal corpo alto e appiattito lateralmente, l’occhio molto grande, cui deve il suo nome. Rosso su dorso e sui fianchi negli esemplari adulti, argenteo nei giovani, ha una macchia nera circolare dietro la testa e le pinne rosa.

Le sue ottime carni lo rendono molto apprezzato in cucina e quindi non esattamente economico al mercato. È ottimo alla brace, al cartoccio o al sale, oppure all’acqua pazza.

Pesce pilota

Pesce pilota

Il pesce pilota, così chiamato per l’abitudine di vivere associato a pesci di grossa taglia e di accompagnare le navi, è diffuso nel Mar Mediterraneo.

Si riconosce per la caratteristica colorazione con strisce trasversali bianche e scure, nero-blu. Il corpo è allungato e un po’ compresso, la testa ovale, il muso arrotondato e la mandibola leggermente sporgente.

Presente in tante ricette della cucina siciliana, ha una carne bianca dal sapore deciso che può essere mangiata anche cruda. Ottimo alla griglia o al forno.

Per non dimenticare quali sono i pesci poveri e non del nostro territorio, vi consiglio di leggere l’articolo sulle specie del Mediterraneo, che fornisce una lista di specie, divisa per ciascuno dei nostri mari.
Se invece volete provare a gustare il pesce pilota crudo, vi consiglio di leggere la nostra guida su come scegliere il pesce per crudité e un articolo su come l’Anisakis e i suoi sintomi.

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A proposito dell'autore

Francesca Bono

Nata a Bologna dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo segue le rubriche Tra frigo e dispensaMercato e Trend. Il suo piatto preferito sono gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e funghi perché adoro gli gnocchi che mi ricordano tanto mia nonna. In cucina non può mancare: l'ordine perché se non è tutto a posto non posso cominciare a risporcare.

2 Risposte

  1. Achille

    Gentile Francesca,
    Complimenti per l’articolo da lei scritto, mi permetto di aggiungere che a settembre è anche il momento per le valli da pesca della laguna nord di Venezia dove il pesce inizia la smonta dai laghi; ci sono pesce poveri come il cefalo d’Orato o il Cavastello, costano poco e sono buonissimi e sopratutto bio.

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