Santa Cruz è una cittadina sul mare situata circa 100 km a sud di San Francisco, meta di vacanza per molti californiani e polo di attrazione per i surfisti di tutto il mondo che qui possono facilmente cavalcare le onde tutto l’anno. Ma al di là della spiaggia e del mare, la città è anche una delle sedi dell’Università della California e offre ai suoi studenti un campus unico nel suo genere, completamente immerso nella foresta.
È qui che si trova il CASFS,Center for Agroecology and Sustainable Food System Farm (Centro di studi di agroecologia e di produzione agricola sostenibile), una fattoria circondata da un campo di 10 ettari dove studenti e professori studiano in teoria, e soprattutto in pratica, come sviluppare una produzione agricola sostenibile per l’ambiente e per l’uomo, nel rispetto della natura e dei suoi ecosistemi.

Una delle lezioni che gli studenti californiani possono seguire al CASFS ha come tema “Le 10 migliori erbe medicinali da coltivare nel proprio giardino“. Da sempre l’uomo ha utilizzato le piante per curarsi, ma quali sono le dieci erbe che non possono mancare nel nostro orticello e come possiamo usarle? A rispondere è Darren Huckle, agronomo ed esperto di erboristeria cinese che da dodici anni si dedica allo studio delle piante e delle loro applicazioni terapeutiche.

Ecco la top ten di piante medicinali secondo Darren:

  1. Valeriana (Valeriana officinalis): Il nome botanico deriva dal latinovalere (rigoroso, sano). Molto utili sono le radici che possono essere utilizzate sotto forma di tintura o per preparare un infuso, hanno ottime proprietà digestive e calmano gli spasmi gastro-enterici. Le radici di valeriana sono anche indicate per calmare i crampi mestruali, sono consigliate in casi di indigestione, stress, tensione muscolare e insonnia. L’infuso di radici è consigliato come rimedio in caso di sonno difficoltoso causato da una cena troppo abbondante.
  2. Millefoglio (Achillea millefolium): è uno dei più utili rimedi di primo soccorso. Il nome della specie (millefoglie) è dovuto alle sue foglie profondamente frastagliate. La tradizione vuole che Achille curò alcune ferite dei suoi compagni d’arme, nell’assedio di Troia, con questa pianta; da qui il nome del genere. Sembra tuttavia che sia stato Chirone (suo maestro) a informarlo delle capacità cicatrizzanti della pianta. È infatti sufficiente applicare un po’ delle foglie di Millefoglio su una ferita per bloccare immediatamente il flusso di sangue. Se applicato su punture di insetti in generale, e di api in particolare, il Millefoglio riduce drasticamente il dolore e l’infiammazione. Sotto forma di infuso è in grado di intervenire sui primi sintomi del raffreddore e inoltre rafforza l’apparato digerente.
  3. Platano (Plantago lanceolata o major): è un’erba officinale spontanea, molto diffusa in Italia. Cresce ovunque: prati, campi, strade, fino in collina. Ha strette foglie lanceolate percorse da cinque nervature parallele. Dalle foglie basali si innalzano piccoli fiorellini e lunghi stami bianco giallastri raccolti in spighe. Raggiunge anche i 40 cm di altezza. Le foglie hanno proprietà astringenti e veniva usato anticamente contro le infiammazioni come emorroidi e malattie dell’apparato respiratorio oppure veniva data ai giovani anemici. Il capolino dell’infiorescenza è molto più ricco di mucillagine e ha proprietà lassative. Come tutte le plantago possiede doti fortemente cicatrizzanti e infatti in casi di emergenza è sufficiente mettere in bocca le foglie, masticarle un po’ e poi mettere il composto a contatto con la ferita o con la bruciatura per ridurre immediatamente l’infiammazione. Funziona perfettamente anche con le punture di api e di vespe.
  4. Papavero della California (Eschscholzia californica): è un rimedio molto utile in caso di insonnia o di stati di ansia. Possono essere utilizzate tutte le parti del fiore, il gambo, i petali e le foglie per farne delle tinture o degli infusi. Agisce rapidamente.
  5. Salvia (Salvia officinalis, mellifera, clevandii): il nome stesso di questa pianta è testimone delle virtù che gli antichi Romani le riconoscevano: infattisalvia ha la stessa radice del verbosalvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute). Presso i Romani la salvia doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l’intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati. Sotto forma di infuso, la salvia è particolarmente indicata per combattere gli eccessi di muco causati dai forti raffreddori. Rafforza e tonifica l’apparato digerente regolando la mucosa dello stomaco. È anche utile per combattere il mal di gola se mescolato con miele e una fettina di limone.
  6. Ortica (Urtica dioica or urens): l’ortica è una preziosa fonte di minerali come il calcio, il magnesio e il silicio. Contiene anche carotenoidi, vitamina C e vitamine del gruppo B e K. Può essere consumata cotta o preparata in infusi. Non va consumata cruda perché foglie e fusti sono ricoperti di peli che contengono una sostanza urticante. La radice è utile per proteggere la prostata negli uomini al di sopra dei 50 anni.
  7. Calendula (Calendula officinalis): il fiore e le foglie della calendula sono utilizzate come potente anti-infiammatorio per la pelle e per l’apparato digerente. L’ideale è utilizzarla sotto forma di olio, tintura o infuso.
  8. Timo (Thymus vulgaris): è un’ottima pianta digestiva ideale per essere mangiata cotta o bevuta sotto forma di infuso. Grazie al suo alto contenuto di timolo, il timo ha una forte capacità anti-microbica e in particolare è ottimo per curare le infezioni dell’apparato respiratorio. È anche un utile antisettico per pulire le ferite.
  9. Camomilla (Matricaria recutita): una delle più efficaci e delle più versatili piante da giardino, il fiore della camomilla è particolarmente utile per difendere il sistema nervoso e l’apparato digerente. Aiuta nella digestione, pulisce dolcemente il fegato e ha una forte azione calmante. Può essere utilizzato anche in casi di infiammazioni, in particolare per quelle oculari.
  10. Rosmarino (Rosmarinus officinalis): grande riserva di antiossidanti, il rosmarino rafforza l’organismo ed è ottimo da bere come infuso. È utile per migliorare la circolazione, per combattere i raffreddori, in caso di indigestione, ed è un rimedio leggero nei casi di depressione. Può essere anche utilizzato per preparare dei bagni in cui immergere ferite o per curare distorsioni della caviglia e la sindrome del tunnel carpale.

E ora non resta che provare!

di Anastasia Scotto

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