Fiori da mangiare

Ho scoperto negli ultimi anni i segreti della comunicazione nelle piante per controllarne la crescita, far sviluppare foglie e frutti, allontanare parassiti e insetti nocivi, attirando invece quelli amici, ma anche per riconoscere eventuali messaggi di allarme lanciati dalle piante che vivono in ambienti inquinati. Questa scoperta ovviamente non è mia, ma è quanto stanno facendo due gruppi di ricerca italiani, attivi presso l’università di Roma La Sapienza e l’Istituto di Biologia agro-ambientale e forestale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Monterotondo (Roma). Credo comunque che la maggiore comunicazione che possono dare le piante sia quella del messaggio alimentare, attraverso il gusto e la salute.

Portico del vivaio di NaiadePer osservare meglio questa scoperta in diretta e capire meglio i segreti delle piante, il loro uso, i loro rimedi, le ricette al servizio della cucina, della salute e della bellezza, mi sono recata nel nord del Piemonte, in Valchiusella, a trovare la paesaggista Cristiana Betti del Vivaio delle Naiadi… un vivaio di erbe tutte da mangiare!
Il vivaio ha questo nome perché Cristiana ha scelto di cambiare il suo nome in Naiade Corniolo – perché nella sua vita ha fatto una scelta radicale: quella di vivere in un eco-villaggio con una forte filosofia spirituale di fondo, Damanhur. Insieme abbiamo passato dei giorni molto ricchi di conoscenze e condivisione. Mi ha spiegato come mai è arrivata ad aprire il suo vivaio e mi ha svelato i suoi segreti sulle piante da mangiare.

I.G. Naiade, perché hai deciso di aprire questa eccentrica attività commerciale?

Naiade nel suo campoNaiade: Io ho un vivaio di erbe commestibili, fiori spontanei, piante per le api e le farfalle. Ho fatto questa scelta perché queste piante, anche se non sono a rischio di estinzione, stanno diventando sempre più rare a causa della distruzione dei loro habitat dovuta all’agricoltura e all’allevamento industriale oppure, all’opposto, all’abbandono dei terreni.

I.G. Cosa è rimasto oggi delle piante che usavano in cucina le nostre nonne?

N. Rispetto a quelle che c’erano nelle zone che conosco e dove le raccoglievo, ne è rimasta circa una ventesima parte. Per quello che riguarda in particolare le commestibili, è anche interessante averle a disposizione nel proprio giardino: possiamo raccoglierle quando non abbiamo il tempo di fare passeggiate ed averle a sempre a disposizione per cucinare prendendole all’ultimo minuto e mantenendo intatte tutte le loro proprietà benefiche.

I.G. Credi che ci siano effetti benefici sulla nostra salute ad alimentarsi con queste erbe?

N. Certamente, infatti mangiandone arricchiamo la nostra alimentazione con cibi diversi, molto salutari: queste erbe erano uno degli elementi preponderanti nella famosa dieta mediterranea, anche se non se ne parla molto perché viene messo più l’accento su altri ingredienti.

I.G. Come si fa a riconoscere queste erbe sui bordi dei prati o nei cigli delle strade di montagna?

Serra del Vivaio delle NaiadiN. Io e mio marito organizziamo usualmente dei corsi sul riconoscimento delle erbe ed il prossimo anno insieme ad un comune della Valchiusella, quello di Vidracco, organizzeremo una grande mostra mercato florovivaistica sulle erbe e le proprietà alimentari. Sto cercando poi di mettere in rete quante più conoscenze possibili, infatti se qualcuno vuole segnalarmi una pianta da mangiare della tradizione italica o qualche ricetta sarò ben felice di pubblicare queste notizie nel mio blog. Se si vogliono avere dei dettagli sulla coltivazione dei fiori commestibili in giardino, nell’orto ed in terrazzo e qualche ricetta tradizionale con cui cucinarli si può visitare il mio blog (Vivaio delle Naiadi) o se qualcuno vuole partecipare ai nostri corsi può scrivermi direttamente a info@vivaiodellenaiadi.com.

Fiori al vivaio delle naiadiI.G. Di recente alcuni scienziati stanno scoprendo che le piante comunicano… spesso, nel cercare di migliorare la qualità della nostra vita, navighiamo tra inumerosi meandri delle nuove tecnologie, senza renderci conto che la soluzione è molto più semplice, economica e, soprattutto, naturale! Un ricercatore del John C. Stennis Skylab Space Center della NASA, il Dott. B.C.Wolverton, ha condotto per ben 25 anni, studi per far fronte agli elevati e preoccupanti livelli di inquinamento dell’aria presenti all’interno delle navicelle spaziali. Il suo lavoro è subito iniziato ponendosi un interrogativo di fondamentale importanza, ovvero: in che modo la Terra produce aria e la mantiene pulita? La risposta è stata attraverso i processi biologici delle piante!*
Sembra molto la scoperta dell’acqua calda, ma anche l’acqua calda può essere difficile da inventare, se non la si conosce. Mi chiedo quando impareremo ad osservare meglio i processi naturali per imitarli nel migliorare la nostra qualità della vita? Tu Naiade cosa ne pensi?

Polmonaria selvaticaN. Io credo che la nostra società sia molto complessa ma credo che potremmo imparare molto se ci occupassimo di più delle cura delle piante e sulla loro vita. Sono un architetto ed ho potuto osservare spesso processi di modernizzazione che non ci hanno certamente reso la vita più semplice. Ora mi occupo soprattutto di generare nuove vite… nuove piantine e questo mi da una grande soddisfazione. Consiglio a tutti di prendersi lo spazio per coltivare le piante e sé stessi anche attraverso esperienze semplici di comunicazione con le piante, come quella quella del cibo ad esempio.

I.G. Se volessimo industriarci a casa creando un piccolo giardino di piante da mangiare quali suggeriresti?

Elleboro selvaticoN. Per quella che è la mia esperienza, le piante che hanno maggior resa rispetto allo spazio occupato e quindi sono adatte a un piccolo giardino, sono l’ortica, la malva e la silene. Se vi piace il gusto amaro, il tarassaco. Queste sono le piante che io tengo nel mio giardino. Per una famiglia di 2-4 persone conviene coltivarne circa 1 mq per ognuna, poi vi regolerete voi in base a quanto spesso le usate. L’ortica e la malva crescono bene sia in pieno sole che a mezzombra, la silene ed il tarassaco in pieno sole. L’ortica richiede un terreno molto concimato, la malva ama un’aggiunta di calcare e allo stato spontaneo si trova spesso sotto gli alberi da frutto, per cui se ne avete la possibilità mettetela lì anche voi. Le altre crescono nei prati e non hanno particolari esigenze.
Un'insalata di fiori!Queste sono le piante che in cucina potete utilizzare cotte, a cui eventualmente aggiungere in un’aiuola o, se l’avete, sopra un muretto a secco o in una vasca rialzata, quelle per l’insalata e le salse, che sono le stesse che consiglio di piantare in terrazzo. Il tarassaco, la silene ed i fiori di malva si possono mangiare anche crudi. Queste sono le erbe che vanno bene praticamente nei giardini di ogni dimensione, ovviamente anche in uno grande, dove a quelle citate se ne possono aggiungere delle altre. Distinguiamo le erbe da cuocere, che riducendo molto il loro volume in cottura, è necessario avere in grandi quantità, e quelle da usare crude, di cui basta a volte anche una sola pianta.

 

 

*L’urbanizzazione ha indotto alla costruzione di edifici isolati dall’aria esterna allo scopo di risparmiare le risorse energetiche, nonché di costituire un rifugio sicuro contro i pericoli dell’inquinamento atmosferico ma questo ha creato insalubrità generale per l’uomo ed inoltre molti dei materiali impiegati nell’edificare gli stabili moderni e nell’arredamento (tappeti, moquette) contengono sostanze chimiche che sono la causa di un notevole aumento di patologie allergiche, asma e ipersensibilità ad agenti chimici. Le piante rappresentano da sempre un modo piacevole e comune per abbellire uno spazio rendendolo anche confortevole ed invitante per viverci e lavorare; ma non solo, sembra infatti che esse esercitino un effetto calmante, a livello mentale, sulla maggior parte delle persone. Secondo queste scoperte recenti ecco quindi che le piante oltre a rilassarci rivelano in grado di umidificare con efficacia gli ambienti chiusi e surriscaldati, incrementare la capacità di rimozione delle tossine dall’aria, veicolando tali sostanze chimiche verso i microbi radicali capaci di demolirle.

di Isabella Guerrini.

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