Vorremmo parlarvi di una bevanda fermentata, che nel periodo invernale potrebbe essere molto utile per il nostro intestino, il kefir. Originario del Caucaso e noto anche come miglio del profeta, la leggenda vuole che sia stato addirittura Maometto a donare i primi grani di kefir agli avi dei montanari di questa regione.  È una bevanda ricca di fermenti e alleata del nostro organismo. Scopriamo quali benefici il kefir può portare alla nostra salute e come prepararlo.

Cos’è il Kefir?

kefir benefici
Il kefìr o chefir è una bevanda ricca di fermenti lattici e probiotici ottenuta dalla fermentazione del latte. Il termine kefir deriva dalla parola armena keife che significa benessere.

I fermenti o grani di kefir sono formati da un polisaccaride chiamato kefiran, che ospita colonie di batteri e lieviti.

Veniva tradizionalmente preparato con il latte di vacca, pecora o capra in otri di pelle, sostituito ad ogni prelievo con nuovo latte fresco, ottenendo un processo di fermentazione continuo.

Kefir: quali sono i suoi benefici?

Il kefir stimola le proteine digestive, l’appetito e la normale funzionalità intestinale. I batteri contenuti nel kefir contrastano l’insediamento di germi dannosi. Infine stimola la produzione di anticorpi dell’intestino.

Il kefir contiene anche minerali e aminoacidi essenziali biodisponibili, cioè in grado di essere assorbiti e utilizzati dall’organismo per le proprie funzioni fisiologiche e di mantenerlo in salute.

In particolare ha positivi effetti sul sistema nervoso per la presenza di triptofano, un aminoacido essenziale, di calcio e magnesio. E’ ricco inoltre di fosforo, vitamina B9, B12, B1 e vitamina K, importanti per la regolazione del sistema nervoso e del sistema renale.

Nonostante sia a base di latte, è ritenuto un buon prodotto alimentare anche per le persone intolleranti al lattosio, in quanto con la fermentazione ne viene idrolizzato circa il 30%.

Come preparare il Kefir a casa

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Avendolo sperimentato, confermo che la preparazione è molto semplice. Basterà aggiungere i fermenti di kefir al latte, che deve essere a temperatura ambiente, e mescolare per far amalgamare bene. Si deve poi lasciar fermentare per almeno 24 ore a 20 °C circa in un barattolo di vetro non chiuso ermeticamente, o in un contenitore coperto con stagnola o carta assorbente oppure con uno strofinaccio.

Lasciando riposare per un tempo più lungo si ottiene un kefir più cremoso e dal sapore più robusto. Quindi si deve mescolare delicatamente per rompere il caglio. Volendo si può passare anche al colino se si è raggrumato. Bisogna lasciarlo finire di maturare in frigo una o due ore prima di consumarlo.

Una volta pronto il kefir si mantiene tranquillamente in frigorifero per oltre una settimana.

Si può usare il latte di vacca, di capra, di soia o riso e senza lattosio. Nella produzione domestica il kefir può avere una leggera gradazione alcolica, fino ad 1 grado, mentre i prodotti industriali vengono lavorati in maniera tale da non contenere alcol.

Grani di Kefir

Oltre ai fermenti in polvere si possono utilizzare anche i grani di kefir. Questi ultimi non sono facili da reperire, bisogna rivolgersi a chi ne produce ed essere sicuri che utilizzi nella spedizione ogni accortezza, perché i fermenti che abitano i grani sono vivi. Un po’ come avviene con la pasta madre, i grani consentono una produzione continua, ma devono essere conservati e trattati con ogni attenzione, per non farli morire.

Il gusto naturalmente è tutto personale, ma i benefici del kefir sono assolutamente visibili. Lo avete mai provato? Perché non provate a prepararne un po’ in casa per contrastare i malanni invernali?

 

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A proposito dell'autore

Francesca Bono

Nata a Bologna dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo segue le rubriche Tra frigo e dispensaMercato e Trend. Il suo piatto preferito sono gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e funghi perché adoro gli gnocchi che mi ricordano tanto mia nonna. In cucina non può mancare: l'ordine perché se non è tutto a posto non posso cominciare a risporcare.

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