A prima vista potrebbe sembrare un piatto di cuscus, e invece si tratta di una tipologia di pasta tutta italiana. Anzi, per essere precisi, sarda! È la fregola (o meglio detta Fregula), una pasta di semola che, oltre a essere la base per squisite ricette, nasconde un’origine millenaria. Siete curiosi di conoscerla?
Allora non vi resta che leggere questo articolo sulla storia e le curiosità della fregola sarda.

 

5 cose da sapere sulla storia della Fregola Sarda

 

L’origine del nome

E’ erroneamente chiamata Fregola dall’industria alimentare, ma in realtà il suo vero nome è fregula. Un termine di derivazione latina (ferculum) che, associato ai verbi quali sminuzzare, frammentare e frisare, potrebbe tradursi con la parola “briciola”.

 

Fregula

Avere 1000 anni e non sentirli

La fregola ha una storia antichissima, basti pensare che, secondo alcune fonti, questo tipo di pasta veniva già prodotto ed esportato nel X secolo!

 

E’ nata prima la Fregola o il Cuscus?

Incredibilmente simili alla fregola sarda, i granelli di semola arabi conosciuti come cuscus, si diffusero nel corso dei secoli in tutto il Mediterraneo, seguendo diverse rotte commerciali e assumendo, così, diverse denominazioni:  zabzin, barkus, mahammas, kuskusn, saksakiyya, cuzcuz, sekso,  kuskus.

 

Fregola

 

 

Date queste premesse, si potrebbe dunque pensare che anche la nostrana fregola possa essere il frutto di uno scambio culturale con i popoli Fenici, Punici e Cartaginesi.
Tuttavia, non essendoci prove certe che possano avvalorare questa tesi, non si può nemmeno escludere che la fregola sia un prodotto del tutto Sardo.

 

Quando si preparava la fregola?

Nel XIV secolo, lo statuto dei Mugnai di Tempio Pausania prevedeva che la lavorazione della pasta per la fregula dovesse svolgersi esclusivamente dal lunedì al venerdì. Questo perchè occorreva conservare l’acqua per i lavori agricoli da svolgere durante il sabato e la domenica.

 

Come preparare la fregola sarda

Preservato come Patrimonio Tradizionale Sardo, la preparazione della fregola è un “rito” prettamente casalingo:

  • La semola, disposta su un piatto largo e fondo, viene impastata e lavorata con dell’acqua tiepida e salata.
  • Poi, attraverso un abile movimento circolare delle mani, uno “sfregamento” per l’appunto, si ottengono i granelli tipici della fregola.
  • Questi ultimi vengono poi lasciati asciugare su di un telo e, dopo un processo di tostatura al forno di circa 15 minuti, assumono il caratteristico colore dorato e il particolare sapore che rendono unico questo tipo di pasta.

    Fregula


Nella tradizione culinaria sarda la fregola viene utilizzata per
primi a base di pesce e crostacei, o per la preparazione di minestre.

E ora che ne conoscete la storia, non potete che provare alcune delle ricette con la Fregola Sarda, presenti nel nostro ricettario!

 

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A proposito dell'autore

Deborah Ascolese

Nata a Napoli vive e lavora a Bologna. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Curiosità. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti al pomodoro fresco perché le cose semplici sono spesso le migliori. A domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "qualcuno che cucini per me".

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