Giuliano Gallini

Lo scorso giugno in un “Cum grano salis” ho parlato del costo dell’ignoranza. Ho fatto una ipotesi: che il calo costante delle spese e dell’investimento in cultura in Italia negli ultimi vent’anni (istruzione, consumi culturali, spesa pubblica in cultura, partecipazione a eventi culturali, lettura, eccetera) correli con il costante aumento, nello stesso periodo, del gap negativo di produttività tra Italia e altri paesi Europei. I numeri sono incontestabili, la correlazione ovviamente no. Ma il tema ha suscitato molto interesse ed è stato organizzato un importante evento per discuterne.

Al Festival di “Internazionale” parliamo di costo dell’ignoranza

Internazionale festival ferrara

Nell’ambito del Festival organizzato dalla rivista “Internazionale” a Ferrara ogni anno nel primo weekend di ottobre (un evento culturale che ormai da dieci anni è tra i più qualificati d’Italia), si terrà, venerdì 30, un laboratorio culturale in cui manager, professori, giornalisti ed esperti si confronteranno per indagare e approfondire le domande: La cultura è solo una voce di spesa o va intesa come investimento per lo sviluppo? Non è piuttosto l’ignoranza ad avere un prezzo altissimo?

Sabato 1 ottobre, poi, in un dibattito aperto al pubblico, Antonella Agnoli, Marco Bettiol, Massimo Russo, Frediano Finucci e chi state leggendo discuteranno delle suggestioni del laboratorio culturale di venerdì.

Appuntamento a Ferrara

L'azienda che vorrei

L’anno scorso, con lo stesso formato (laboratorio culturale + discussione pubblica) abbiamo portato al Festival il tema del diritto dei lavoratori a un welfare in azienda adeguato a nuovi bisogni, e non ridotto ai minimi termini in nome di un basso costo del lavoro, come purtroppo ormai fanno molte aziende abituate a competere solo sui costi, trascinate in questo errore dalla loro modestia culturale. Ricordo una grande e appassionata partecipazione a quell’evento, che, ne sono certo, si ripeterà anche quest’anno.

Invito davvero tutti a venire al Festival di “Internazionale” a Ferrara, e non solo ovviamente per il nostro dibattito sul costo dell’ignoranza, ma per seguire moltissimi altri interessanti eventi.

Senza cultura non c’è sviluppo

Internazionale festival

Quando dico che senza cultura non c’è sviluppo mi riferisco a un concetto esteso di cultura, che comprende anche la cultura generale e umanistica: non solo quella tecnica o utilitaristica o professionale come spesso si equivoca quando si parla, per esempio, di formazione aziendale. Riporto volentieri, a questo proposito, un punto del “manifesto per la cultura” del “Sole 24 Ore” di tre anni fa: “È importante che l’azione pubblica contribuisca a radicare […] lo studio dell’arte e della storia per fare in modo che i giovani ne traggano alimento per la creatività del futuro […] la dicotomia tra cultura umanistica e scientifica si è rivelata infondata […] i ragazzi impegnati in attività creative e artistiche sono anche i più dotati in ambito scientifico”. Voi cosa ne pensate? 

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO CON I TUOI AMICI

Ti è piaciuto questo articolo?

Vuoi restare aggiornato su tutte le novità del Giornale del Cibo?

Iscriviti alla Newsletter: riceverai ogni giovedì una selezione degli articoli, delle ricette e degli eventi più rilevanti della settimana sul mondo del food e dintorni

Dichiaro espressamente di aver preso visione dell’informativa resa ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/2003 ed autorizzo il trattamento dei dati.

A proposito dell'autore

Giuliano Gallini

Direttore commerciale e marketing di CIR food, vive a Padova e lavora tra Reggio Emilia e molte altre città italiane dove CIR ha le sue cucine. Ama leggere e crede profondamente nel valore della cultura. In cucina non può mancare un buon bicchiere di vino per tirarsi su quando sì sbaglia (cosa che, afferma, a lui succede spesso).

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata