Ho sempre visto la cucina come un luogo familiare e pensato che osservare la dispensa di qualcuno possa essere utile per intuire qualcosa del suo carattere e delle sue abitudini alimentari. Ingredienti esotici possono essere indice di interesse verso i viaggi e le altre culture, ingredienti locali possono raccontarci qualcosa della provenienza, ingredienti inusuali possono significare abilità in cucina e creatività, e così via. Senza voler generalizzare, mi sono accorta, nel corso dei miei dieci anni da vegetariana, di come sia altrettanto facile individuare una dispensa vegana. Provare per credere.

Dispensa vegana: dimmi cosa tieni e ti dirò chi sei

La voglia di sperimentare, la ricercatezza dei sapori e degli accostamenti, l’impiego di spezie, condimenti e in generale di determinati ingredienti sono infatti spesso caratteristici di chi segue una dieta alimentare priva di carne. Con questo non voglio certamente intendere che la cucina vegetariana sia più creativa di quella onnivora. A fare la differenza credo siano essenzialmente tre aspetti: la frequente abitudine di fare la spesa in supermercati biologici, la necessità di integrare nella propria dieta alimenti che possano sostituire le proteine o altre sostanze nutritive di origine animale e infine la voglia di modificare i piatti della tradizione culinaria nazionale contenenti ingredienti di origine animale con rivisitazioni cruelty free, con nuove ricette originali o con quelle importate da altri paesi.

alimentazione vegetariana

Se provate a sfogliare un ricettario vegetariano o vegano, scoprirete un affascinante mix di cucina creativa, cucina italiana regionale e cucina internazionale: si passa infatti da un primo quale la “carbonara vegetariana”, a un secondo originale quale la “tartare di verdure” fino all’immancabile ricetta dei falafel, polpette di fave (o di ceci). Ma veniamo adesso all’altro aspetto che, più di tutti, condiziona tanto la spesa quanto le abitudini in cucina di un vegetariano o di un vegano: mi riferisco alla ricca varietà di prodotti disponibili tanto nei supermercati biologici quanto negli shop online di categoria.
Provando a scorrere le aree tematiche o a sbirciare tra gli scaffali, sono pronta a scommettere che resterete quantomeno sorpresi da alimenti e condimenti dai nomi bizzarri o dall’utilizzo ignoto. Andiamo allora a scoprire insieme quali sono i più utilizzati e quali sono le loro caratteristiche e i loro utilizzi in cucina.

10 ingredienti che non dovrebbero mancare in una dispensa vegana

Dopo aver esplorato le più note alternative vegetali alla carne e al pesce, e alcune interessanti novità, passiamo quindi dal reparto frigo a quello dedicato a “condimenti, salse, e semi preparati”. Apparentemente bizzarri ma utilissimi, ho scelto per voi i più interessanti, per impiego e sapore:

1) L’alga kombu

Se siete frequentatori di ristoranti giapponesi o appassionati di cucina orientale (o macrobiotica), saprete già che molte alghe sono commestibili. Tra queste, una delle più utilizzata in Italia è la varietà kombu, nota per le tante sostanze nutritive e per gli effetti benefici: hanno infatti proprietà emollienti, ipocolesterolemizzanti, depurative e toniche. Può essere utilizzata per insaporire o arricchire minestre e zuppe o per la preparazione di legumi o, come abbiamo visto, del seitan fatto in casa.

2) Il gomasio

gomasio

Come abbiamo già visto, spesso (ma non necessariamente) i vegetariani e i vegani cercano di intraprendere una dieta che non sia solo priva di sostanze animali, ma anche ricca di ingredienti sani, leggeri e nutrienti. Una delle scelte salutari più diffuse è quella della riduzione del sale, che può ad esempio essere sostituito con il gomasio, ovvero un condimento a base di semi di sesamo tostati e tritati e sale integrale. Ricco di proteine e sali minerali, può essere facilmente preparato in casa, e utilizzato per condire paste, insalate e molto altro.

3) I fagioli akuzi

Questa varietà di fagioli rossi, largamente impiegati nella cucina giapponese, sono quasi più amati della soia. A dir poco ricchi di minerali e oligoelementi, possono essere cucinati per primi piatti quali riso e zuppe, o seguendo la tradizione giapponese, potete provarli in versione dessert, cimentandovi nel piatto tipico detto Taiyaki.

4) Il lievito a scaglie

Abbiamo già visto la grande varietà dei tipi di lievito e come usarli in cucina. Il lievito secco a scaglie, considerato da molti il “parmigiano vegetale” per il suo sapore intenso, è un’ottima fonte di vitamine e minerali. Si consiglia di consumarlo crudo, ad esempio per condire pasta, insalata, piatti di verdure e zuppe.

lievito scaglie

5) I funghi shiitaki

Da consumare con moderazione, in Cina e Giappone sono considerati un elisir di lunga vita, grazie alle numerose proprietà benefiche. Questi funghi dal sapore deciso e intenso possono davvero fare la differenza nelle vostre portate e farvi scoprire l’umami, il quinto gusto. Potete aggiungerle a salse, primi e secondi piatti o per insaporire i vostri burger vegetali.

6) L’instant seitan

Come abbiamo già visto, preparare il seitan in casa è davvero semplice, pur essendo un po’ lunga la procedura. Se quella che cercate è una soluzione intermedia, tra la procedura completa partendo dalla farina e l’acquisto del seitan confezionato, l’instant seitan può fare al caso vostro, consentendovi di saltare il passaggio iniziale di estrazione del glutine.  

instant seitan

7) Il miso

Vi abbiamo già raccontato cosa è il miso e come può essere cucinato: questo derivato della soia dal gusto deciso e salato, è l’ideale per insaporire le zuppe. In generale, come il gomasio, può essere utilizzato come sostituto del sale.
Assolutamente da provare la famosa ricetta della zuppa di miso.

8) La salsa tahin

La golosa salsa tahin è una crema a base di semi di sesamo tipica della cucina mediorientale. Come per il gomasio è il miso, è un ottimo sostituto del sale, ma è soprattutto nota come ingrediente indispensabile per la preparazione dell’hummus.

thaine

9) Il daikon secco

Questo ortaggio bizzarro proviene dall’Asia Orientale ed è particolarmente usato nella cucina giapponese. In Italia viene coltivato ed è conosciuto come rafano bianco. Oltre alle sue tante sostanze nutritive, a rendere caratteristico il daikon è il suo sapore leggermente piccante, simile al ravanello ma più dolce. Quello secco può essere aggiunto a zuppe, vellutate e minestre per conferire un sapore più ricco e deciso.

10) La radice di loto

Questa radice commestibile è ricca di fitonutrienti, di minerali e di vitamine, è l’ideale
per zuppe, minestre, vellutate o per infusi e tisane.

Vi starete a questo punto chiedendo dove correre a comprare questi “strambi” ma utilissimi ingredienti della dispensa vegana, 100% vegetali, indispensabile per una ricca e completa spesa vegetariana e vegana. Oltre ai supermercati biologici, ormai presenti in tutta Italia, potete ordinarli su uno dei tanti siti ecommerce.

E voi, come impiegate in cucina questi 10 cibi salutari? Ne avete altri da consigliare, da aggiungere alla nostra dispensa?

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A proposito dell'autore

Ivana De Innocentis

E'Nata,vive e lavora a Roma. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Food 2.0Il suo piatto preferito sono le fettuccine ai funghi porcini o un classico abbinamento pizza & birra. Alla domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "spezie, verdure e creatività".

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