La cucina giapponese ha letteralmente conquistato il palato degli italiani che hanno imbracciato le bacchette e iniziato ad apprezzare i piatti tipici del Sol levante. C’è chi ha addirittura parlato di “sushi-mania”, cercando di spiegare il successo di questo vero e proprio fenomeno fondato non solo sulla bontà dei prodotti, ma anche sulla prevalenza di ingredienti genuini e leggeri, nonché sull’estetica.
Ci siamo anche già occupati del mal di sushi, dandovi alcuni preziosi consigli per riconoscere un buon prodotto e prendere precauzioni per eventuali problemi come, per esempio, l’anisakis. Tuttavia molti ancora si domandano quale sia la differenza tra sushi e sashimi, ed è proprio a questo quesito che vogliamo rispondere per permettervi di non sbagliarvi più e fare un’ottima figura alla prossima cena giapponese!

Qual è la differenza tra sushi e sashimi?

sushi

Sushi, pesce crudo e non solo

Quando parliamo di sushi, che il giapponese significa “aspro”,  facciamo riferimento ad una pietanza a base di riso, condito con sale, zucchero e aceto di riso, a cui vengono abbinati altri ingredienti come, per esempio, il salmone, il tonno, ma anche orata, branzino polpo, ma non soltanto. Infatti, molto golose sono anche le opzioni di sushi vegetariano con carote, avocado, cetrioli, frutta secca.

Esistono poi diversi modi di preparare il sushi: infatti, i nomi che leggiamo sui menù come nigiri, hosomaki, uramaki, temaki sono tutte combinazioni di riso, alghe e ingredienti di vario tipo che vanno a comporre il sushi.

È importante sottolineare, inoltre, che il sushi, a differenza del sashimi, impiega anche il pesce cotto. Molto amate sono infatti le varianti che includono i gamberi in tempura, per fare un solo esempio, oppure il pesce grigliato.

Infine, dal punto di vista calorico, il sushi ha, tendenzialmente, un apporto di chilocalorie maggiore rispetto al sashimi proprio perché potrebbe prevedere l’utilizzo di ingredienti cotti in varie maniere che vanno a condizionarne i valori nutritivi.

Sashimi, rigorosamente crudo

Veniamo, dunque, alla differenza tra sushi e sashimi. Letteralmente “corpo infilzato”, il sashimi è un modo di cucinare il sushi. Si tratta di un piatto tipico della cucina giapponese a base, principalmente, di pesce e molluschi freschissimi serviti crudi. Per riconoscerne la qualità possiamo dedicare la nostra attenzione a due elementi: da un lato, la qualità della materia prima che dev’essere assolutamente fresca, dall’altro il taglio che dovrebbe portare sul piatto fettine di 1 cm di spessore.

Dal punto di vista nutrizionale, il sashimi è più quotato del sushi poiché, essendo servito al naturale, mantiene intatte tutte le proprietà del pesce che gustiamo. Il fatto che il sashimi sia del semplice pesce crudo non significa che non possa essere accompagnato da altre pietanze: infatti, tra esse, spicca il wasabi, una pianta di origine giapponese appartenente alla famiglia delle Brassicacee e piuttosto piccante, da consumare in piccole quantità.

sashimi

Ma quali sono i pesci più utilizzati per preparare il sashimi? L’elenco è lungo e ce n’è per tutti i gusti:

  • Salmone
  • Calamaro
  • Gamberetto
  • Tonno
  • Sgombro
  • Polpo
  • Tonno grasso
  • Seriola
  • Pesce Palla
  • Capasanta
  • Riccio di mare

Non dimentichiamo che esistono anche alcune gustose varianti di sashimi a base di alimenti diversi come, per esempio, lo yuba, ovvero la pelle di tufo, oppure carne di manzo, cavallo o pollo brasato.

Il galateo della cucina giapponese, infine, ci svela una ulteriore differenza tra sushi e sashimi. Infatti, se la maggior parte delle pietanze si può gustare con le mani, questo è assolutamente vietato per il pesce crudo che va gustato con le bacchette e in un sol boccone.

Come preparare il sushi in casa?

Svelata la differenza tra sushi e sashimi, e dopo averne apprezzato il gusto, non ci resta che chiederci se sia possibile importare le ricette della tradizione giapponese nella nostra cucina. L’impresa può sembrare ardua, ma con i giusti consigli potrete sicuramente preparare un ottimo sushi homemade ogni volta che lo vorrete.

Il risultato è assicurato soprattutto se ad elencare ricette e consigli per preparare il sushi fatto in casa è il nostro Luca Sessa che ci indica la strada migliore per preparare il riso, i rolls e i nigiri in perfetto stile giappo.

fare il sushi in casa

Elemento da non sottovalutare, per replicare ed eventualmente sperimentare con il sushi, è scegliere gli strumenti giusti. Innanzitutto, ci serve il pesce fresco abbattuto, ingrediente principe e principale dev’essere di ottima qualità. Possono essere utili anche un cuociriso, elettrico o per forno a microonde; l’hangiri, ovvero la ciotola di legno tradizionale dove far riposare il riso; il Shamoji, una spatola di legno per amalgamare il riso con l’aceto e il Makisu, la tipica stuoia di legno per arrotolare i maki.

Inoltre, come sottolinea sempre Luca Sessa, non dobbiamo sottovalutare nemmeno l’importanza di scegliere il giusto coltello. Ne esistono almeno tre tipi, Yanagiba, Deba Bocho e Na-Kiri, da utilizzare per scopi differenti: se non c’è in casa nessuno di questi, possiamo scegliere anche uno di questi tipi di coltello sulla base dei loro usi.

Per chi, infine, volesse andare sul sicuro e mangiare il sushi alla maniera tradizionale, consigliamo cinque indirizzi di ristoranti giapponesi a Torino che, secondo noi, valgono la visita. Sarà sicuramente l’occasione ghiotta per stupire i vostri commensali spiegando, a chi ancora non la sa, la differenza tra sushi e sashimi!

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A proposito dell'autore

Angela Caporale

Nata a Udine, vive e lavora a Bologna come giornalista freelance. Il suo piatto preferito è la pasta alla carbonara, perché le viene proprio bene in tutte le sue varianti. In cucina, per lei, non può mai mancare una compagnia ciarliera, un dolce da condividere e un buon bicchiere di vino bianco.

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