Croccante e saporita, dorata ma non bruciata, e mai troppo impregnata di olio. È il ritratto della frittura di pesce che tutti vorremmo saper preparare, impresa affatto facile perché, per quanto amata e diffusa sia la sua preparazione, la sua riuscita non è affatto scontato. Se è vero infatti che friggere è un’arte, è ancor più vero che pochi sanno come friggere il pesce alla perfezione, ecco perché abbiamo deciso di raccogliere in questo articolo una serie di consigli e trucchi che, ci auguriamo, vi saranno utili.

Friggere il pesce: le regole

La preparazione del pesce

Anzitutto bisogna pulire e lavare e asciugare il pesce. Immergetelo poi nel latte o nella birra (ma non è obbligatorio), quindi scolatelo e infarinatelo leggermente: eventualmente, scuotetelo per eliminare la farina in eccesso. Il pesce può anche essere immerso nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato, oppure immerso in una pastella (per la preparazione della pastella vedi il paragrafo in fondo all’articolo).

I grassi da usare

Olio d’oliva per i pesci di mare, burro o anche strutto per quelli di acqua dolce. Ma non è una regola: diciamo che in teoria sono questi i parametri, ma anche un pesce d’acqua dolce può essere cotto in olio, purché di sapore leggero, come un ligure o del Garda.

Il recipiente

Deve avere bordi alti, perché per friggere è necessario un forte quantitativo d’olio: i pesci, infatti, vi devono essere totalmente immersi. Meglio ancora una pentola dotata di cestello estraibile o una friggitrice elettrica.

La tecnica

Il pesce deve restare immerso nell’olio solo il tempo necessario per cuocere internamente ed esternamente. È quindi preferibile friggere contemporaneamente soltanto pesci che hanno la stessa misura. Inoltre immergete solo piccole quantità alla volta per evitare che la temperatura scenda troppo in fretta.

Il grado di calore dell’olio dipende dalla grossezza del pesce da friggere: maggiore se il pesce è piccolo, meno forte se il pesce è di media misura. Se volete cuocere solo pesci piccolissimi l’olio dovrà essere caldissimo.

Per verificare la temperatura

Immergete nell’olio un pezzetto di pane fresco: se diventerà dorato in un minuto circa, l’olio è sui 165-170°, se diventerà dorato marroncino in 40 secondi, la temperatura è di 180° circa, se scurisce in 10 secondi vuol dire che avete toccato o superato la soglia dei 190°.

I tempi di cottura per la frittura del pesce

4-5 minuti al massimo. Poi il pesce va scolato, posto su carta assorbente da cucina e salato.

Consigli

Se non portate subito a tavola il pesce fritto, ponetelo davanti alla bocca del forno acceso. Non copritelo mai con un coperchio o con carta alluminio perché in questo modo si crea vapore che, scendendo sul pesce, lo inumidisce facendogli perdere la croccantezza. Per ottenere un fritto più croccante, potete portare il pesce a metà cottura, sgocciolarlo e tenerlo in attesa per poi tuffarlo per pochi secondi l’olio bollente al momento di servirlo.

Come preparare la pastella per fritti

I pesci sono ancora più gustosi e croccanti se fritti dopo essere stati immersi in una pastella.

Dosi per 600 g di pesciolini o filetti.

Versate 125 gr di farina in una ciotola e con un cucchiaio spingetela contro le pareti del recipiente in modo da fare un vuoto al centro, dove verserete un cucchiaio e mezzo di olio d’oliva, due tuorli, un pizzico di sale, e due cucchiai di birra chiara. Mescolate per incorporare la farina e, poca alla volta, aggiungete altra birra (in tutto 200 ml). Poi coprite la ciotola e lasciate riposare in un luogo tiepido per 2 ore circa.

Va lasciata riposare perché la birra svolge la funzione del lievito e deve fermentare. Al momento di usare la pastella, montate a neve soda un albume e amalgamatevelo con delicatezza, mescolando dal basso verso l’alto per non smontarlo.


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A proposito dell'autore

Ullix

Mauro Ulisse, conosciuto nel web come Ullix, ha avuto sempre come hobby la cucina, prediligendo i primi piatti, soprattutto se di pesce, e il pesce in generale. Ha conseguito la laurea in Pedagogia, Filosofia e in Medicina e Chirurgia. Dopo lunga esperienza di Sala Operatoria, ha diretto il Laboratorio di Urodinamica e di Fisiopatologia Viscerale presso l’Ospedale Pediatrico “G. Salesi” di Ancona.

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