Dal Friuli Venezia Giulia alla Liguria e alla Toscana passando per l’Umbria, l’Abruzzo, la Puglia e il Cilento, compiamo un viaggio alla scoperta di validi birrifici artigianali dello stivale che meritano una visita e soprattutto una degustazione.

 

7 Birrifici italiani da non farvi sfuggire

 

Foglie D’Erba

 

Foglie d'Erba

Fonte immagine: Facebook.com/birrificiofogliederba

Forni di Sopra è un paesino dell’alta Valle del Tagliamento, nel cuore delle Dolomiti friulane, qui nasce nel 2008 Foglie d’Erba, il birrificio del mitico Gino Perissutti con le sue birre che sanno di bosco. Proprio quei boschi (patrimonio Unesco) delineano produzioni brassicole uniche, oltre ovviamente alla bravura del birraio nell’utilizzo del luppolo per cui va matto.
Uno stile inconfondibile derivante da precisione e maestria ma anche dall’utilizzo di un’acqua d’alta quota nel cuore delle Dolomiti. È presente inoltre un pub-pizzeria in cui Gino mette a disposizione un’eccellente carta di birre insieme ad una buona pizza. Da provare la Hopfelia realizzata con aghi di pino silvestre e resina di pino mugo, una black IPA montana dal carattere intenso ma mai sbilanciata.

 

Scarampola

Non si incontra certamente tutti i giorni un birrificio situato all’interno di un monastero del 1200.  Tra storia e tradizione le mura dell’abbazia di Santo Stefano, a Millessimo, ospitano il birrificio Scarampola di Maurizio Ghidetti, meglio conosciuto nel mondo birrario come Flibus. Da vita al suo estro lavorando con gli impianti produttivi che oggi prendono il posto di quelli che un tempo erano la stalla e la falegnameria. In questo luogo ricco di storia e grande fascino Flibus attinge dai frutti della sua terra ligure come il chinotto di Savona e l’albicocca di Valleggia (presidi Slow Food) e le castagne dell’entroterra essiccate nei tecci. Piccole produzioni dall’enorme personalità e qualità organolettica.

 

Amiata

Partite e perdetevi nei boschi di faggio dell’Amiata toscana, qui vi imbatterete nell’omonimo birrificio di Arcidosso. I fratelli Gennaro e Claudio hanno particolarmente a cuore il loro territorio ed esprimono tutto l’amore per la propria terra con delle eccellenti produzioni rappresentative a pieno della montagna amiatina. Le birre realizzate con castagne locali IGP, chiamate “le bastarde”, miele di Marruca, zafferano della Maremma, erbe e spezie varie, trascinano in una bevuta sbalorditiva a cui sarà difficile dire basta. Concedetevi un giro da queste parti per godere dell’ospitalità calda degli amiatini e della Bastarda Rossa, prodotta con il 40% (del fermentabile) di castagna, un exploit aromatico e gustativo.

 

Birrificio dell’Eremo

 

Birra dell'Eremo

Tra gli scorci di Assisi e dei suoi monasteri vive e produce la coppia più bella dell’artigianalità birraria italiana: Enrico Ciani e Geltrude Franchi. Entrambi appena trentenni, lui birraio dalla valida formazione, lei responsabile del resto, cioè di tutto. Un birrificio in continuo movimento, fresco e dinamico, officina di idee e sperimentazioni. Un lustro per il territorio umbro che non ha ancora partorito eccelse realtà brassicole. Provate l’ultima nata Glaciale: imperial IPA con aggiunta di miele biologico che ammalia il naso con le sue calde note balsamiche e agrumate. Una realtà col sorriso che merita d’essere conosciuta! E se siete fortunati avrete il piacere di incontrare anche Sara, la sorella minore di Geltrude, ormai immagine indelebile di Birra dell’Eremo durante le fiere di settore.

 

 

Terre d’Acquaviva

Il giovane e pregevole birrificio abruzzese Terre d’Acquaviva è ospitato in uno storico opificio del comune di Atri dove uno degli ultimi mulini risalente al XVII secolo della vallata del Vomano è stato riadattato per accogliere la produzione birraia. Le cotte avvengono all’interno di un paesaggio suggestivo e variopinto che dona alle birre i suoi caratteri naturali e incontaminati grazie alle colline rigogliose di oliveti, frutteti e vaste colline vitate. Qui è possibile assaggiare la Granamaro, prodotta con il frumento aziendale in Stile Waizenbock, contemplando un paesaggio che si estende dal Gran Sasso fino al mare aperto.

 

Birranova

 

Birrificio Birranova
Voliamo in Puglia, esattamente a Triggianello, situata in un lembo di terra barese tra il mare e le Murge. A pochi metri dalle grotte di Castellana Donato Di Palma, innamorato pazzo di birra, dedica anima e corpo al birrificio Birranova. Siamo in un territorio vocato principalmente alla produzione vinicola ma assaggiando le sue birre non si farebbe fatica a pensare che la tradizione birraria sia lì ben salda da sempre. Dopo aver assaggiato le classiche dedicate un po’ di tempo all’ultima invenzione: la Margose fatta con acqua di mare dell’Adriatico, una birra che appartiene all’antico stile delle Gose, le tipiche birre salate di Lipsia. Un attacco decisamente salmastro e marino si attutisce e affascina durante la bevuta.

 

Aspide

Il birrificio dell’Aspide si trova nel paesino di Roccadaspide, avvolto dalla natura nel cuore del Parco Nazionale del Cilento. Che fortuna produrre le proprie birre in un contesto del genere eh? Vincenzo Serra lo sa bene e riesce a trasmettere a tutte le birre i profumi del suo territorio. Parte della produzione è arricchita dai luppoli coltivati nel parco e differenziata dall’ uso di fiamma diretta durante la cotta e dall’impiego di tini aperti per la fermentazione del mosto. Il risultato è un insieme di piacevolezza e aromaticità che sa di Cilento. Sareste lieti di assaggiare l’Armageddon, con i suoi sentori vinosi donati dal passaggio in botte seduce con una fitta ed elegante trama aromatica.

Quali di questi birrifici conoscete? E quali tappe nei birrifici italiani aggiungereste?

 

 

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A proposito dell'autore

Giovanni Angelucci

Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e non solo tra le quali spiccano l'Espresso food&wine e la Gazzetta dello Sport. Il suo piatto preferito sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli Agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barolo Elio Altare).

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