Se c’è una cosa che non conosce crisi è la passione per le birre artigianali. Lo si nota passeggiando tra le grandi città italiane in cui i locali di mescita non mancano, soprattutto a Milano che continua a tenere banco per le proposte birrarie di valore. Pub, birrerie e birrifici di qualità e varietà che organizzano anche corsi per imparare a degustare la birra. Chi ama la buona birra non li può assolutamente perdere. Milano offre una scena metropolitana dinamica e molto intrigante in fatto di birre e in questo senso molto incide la figura del publican: è lui a spacciarla nei locali ed è tanto importante per la birra quanto quella del birraio che la produce, solo se esperto può fare la differenza apportando il valore aggiunto di cui questa bevanda necessita per essere apprezzata e conosciuta.
Vi suggerisco 10 birrerie di Milano che meritano una visita e che del “pane liquido” hanno fatto un credo.

Birrerie di Milano: 10 indirizzi che vi consigliamo di provare

Lambiczoon

lambiczoon milano

Fonte: facebook.com/lambiczoon

Nino Maiorano si è fatto un nome nella Milano birraria e non solo. Mesce da bere nel suo Lambiczoon dove permette a tutti di provare una valida selezione di birre artigianali, comprese le acide di cui è appassionato. Ha una piccolo dehor e un piano sotterraneo dove mangiare anche ottimi hamburger e l’imperdibile birramisù. Per i tradizionalisti invece il bancone è sempre disponibile per bere le grandi etichette non solo italiane a rotazione.

Lambrate

birrificio lambrate

Fonte: facebook.com/BirrificioLambrate

Olimpo dei locali milanesi per i meneghini e non, un vanto per l’Italia intera, un’istituzione del settore. Non si beve soltanto bene grazie alle grandi birre firmate da Fabio Brocca (birraio dell’omonimo birrificio) ma si fa cultura birraria. Tutto iniziò nel 1996 quando nasceva il birrificio Lambrate e in via Adelchi vive una delle sua costole, un brewpub guidato da Giampaolo Sangiorgi, meglio conosciuto come il monarca di Lambrate.

Baladin

baladin milano

Fonte: facebook.com/baladin

Famoso ancora prima di aprire, Teo Musso porta con sé ad ogni novità una ventata di richiamo e fascino. Il pub è ormai aperto da un bel po’ e continua a richiamare gente con appuntamenti tematici e degustazioni. Alla spina ci sono le loro produzioni ma qualcosa arriva anche da altri birrifici italiani. A disposizione un grande piano sotterraneo dove cenare, ovviamente a base di birra!

La Birrofila

la birrofila

Fonte: facebook.com/LaBirrofila

Tra le ultime inaugurazioni c’è La Birrofila, il suo brew pub ha aperto i battenti lo scorso marzo e già piace molto. La saracinesca è quella di un garage e anche l’ambiente è molto semplice, così come il mood, informale e alla mano, dove si beve e si sta bene. Bancone lungo e numero di spine limitato ma le loro birre convincono, così come il format, tanto da organizzare eventi e corsi a cui partecipare.

Hoppy Fish

hoppy fish

Fonte: facebook.com/hoppyfish

Tre napoletani espatriati a Milano, il che è già tutto dire! Marcello, Valentina e Laura hanno trovato una giusta pensata, arricchire la già folta proposta cittadina di mescita di birre con buone zuppe, fritti, e panini, mantenendo un filo conduttore, quello del pesce che compare in tutte le ricette. Questo indirizzo è l’incontro tra cucina ittica di strada e birra di qualità. Tre spine a rotazione e decine di etichette tendenzialmente dal Belgio e con interessanti lambic e goose.

Brasserie Bruxelles

Brasserie Bruxelles

Fonte: facebook.com/BrasserieBruxelles

Francesco è il publican di questo posto è sarà la vostra guida nel ricco e lungo viaggio tra le vie del Belgio. Un vero appassionato dalla lunga militanza che propone nella sua Brasserie un grande e vario scenario birrario focalizzato sullo stile belga. Numerose spine e soprattutto tante bottiglie con grande attenzione alle trappiste direttamente dalle abbazie.

Au Vieux Strasbourg

Au Vieux Strasbourg

Fonte: facebook.com/Birreria-Au-Vieux-Strasbourg

Dal 2003 questo locale alsaziano assicura bevute di gran qualità. Al comando di questa birreria c’è un capitano d’eccellenza, Antonio di Lello. Università della birra e master in spillatura belga gli permettono di domare un impianto da otto spine come pochi in giro. In bottiglie alcune delle celebrità belghe come Cantillon ma anche Tilquin e Lupulus.

La Belle Alliance

La Belle Alliance

Fonte: facebook.com/labellealliance.it

Un autentico e vero pub nelle mani di Ivano Falzone con cui vale la pena condividere una pinta. Una trentina di spine a disposizione che spaziano in lungo e largo tra il panorama brassicolo mondiale: artigianali italiane, ale britanniche e belghe. Considerando che sarete indotti a bere svariate pinte, vale la pena provare anche uno dei buoni hamburger così da mantenere il ritmo.

Sloan Square

sloan square

Fonte: facebook.com/sloansquare

Impianto a vista con 24 craft beer internazionali on tap (più 12 al piano inferiore), oltre 400 etichette in bottiglia e uno staff preparato gestito da Andrea Pastori. Si viaggia dai birrifici anglosassoni agli americani, danesi, belgi e tedeschi, con interessanti chicche. Se è vero come è vero che il movimento brassicolo è in continua evoluzione, questo locale riesce a tenerne indubbiamente il passo anche con corsi sulla birra e degustazioni.

Scott Duff

scott duff

Fonte: facebook.com/scottduffpub

In esclusiva a Milano un locale di birra dall’anima abruzzese. I veri arrosticini abruzzesi (spiedini di carne di pecora tipici della cucina regionale) e bevute di livello. A dirigere i giochi ci sono i fratelli Dell’Agata, Raffaello e Giulio, appassionati e grandi conoscitori dell’artigianalità birraria. Nel loro Scott Duff montano ben dodici spine oltre ad una pompa meccanica, e ancora una cinquantina di etichette in bottiglia e speciali tipicità gastronomiche direttamente dall’Abruzzo.

Vi è venuta sete? Dovrete però pur mangiare qualcosa… date un’occhiata a questi ristoranti etnici milanesi che con la birra vanno particolarmente d’accordo.

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A proposito dell'autore

Giovanni Angelucci

Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e non solo tra le quali spiccano l'Espresso food&wine e la Gazzetta dello Sport. Il suo piatto preferito sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli Agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barolo Elio Altare).

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