Vuoi scoprire cos’è quella sostanza indicata come aromatizzante nell’etichetta di succo di frutta? Vuoi sapere se ingerire un particolare additivo indicato sulla confezione di un sugo pronto comporta rischi? Un nuovo database può aiutarti. Si chiama OpenFoodTox, la banca dati Efsa, e permette di accedere alle informazioni contenute in oltre 1.650 documenti scientifici: con un clic rivela i potenziali rischi per la salute delle sostanze contenute nei cibi che mangiamo. E’ l’ultimo nato dell’autorità europea sulla sicurezza alimentare, un database sulla tossicità degli elementi e composti chimici presenti nella catena degli alimenti e dei mangimi: si rivolge a organismi politici, comitati scientifici, aziende, cittadini, ed è in rete dall’inizio dell’anno. In attesa di sciogliere definitivamente nodi importanti, come quelli sul glifosato e gli oli alimentari, l’organismo dell’Unione Europea, che ha la sua sede a Parma, mette ordine nell’enorme mole di pareri e analisi effettuati in 15 anni di lavoro del comitato scientifico: ne viene fuori uno strumento importante, magari non accessibile proprio a tutti, ma prezioso.

Cos’è OpenFoodTox

OpenFoodTox

In tre lustri di lavoro – l’authority è stata creata nel 2002 – l’Efsa ha prodotto valutazioni del rischio su 4000 sostanze in oltre 1650 pareri scientifici, dichiarazioni e conclusioni. Era giunto dunque il momento di fare il punto e mettere ordine, sostanza per sostanza: una sintesi delle valutazioni dei pericoli per la salute umana, quella animale e per l’ambiente è stata dunque raccolta e strutturata con OpenFoodTox.

Di quali sostanze stiamo parlando? “Di quelle appartenenti alle varie aree in cui l’Efsa ha il compito di eseguire la valutazione del rischio chimico” ha spiegato Jean-Lou Dorne, tossicologo responsabile del progetto sul sito dell’ente, ovvero pesticidi, additivi alimentari, aromatizzanti e fonti alimentari, additivi per mangimi e contaminanti sia naturali sia artificiali. Non solo, dunque, informazioni sugli effetti per la salute dell’uomo – come la tossicità per il fegato o la ghiandola mammaria -, ma anche dati riguardanti gli animali da allevamento, quelli domestici e le specie ecologicamente importanti come api e pesci”.

Chi può utilizzare la banca dati Efsa?

Si tratta dunque di uno strumento a suo modo rivoluzionario, accessibile a tutti e di facile uso. A chi si rivolge, in particolare? “La banca dati – afferma Jane Richardson, scienziato dell’Efsa – è uno strumento accessibile con pochi clic, specialmente rivolto a scienziati e organismi politici che abbiano necessità di ricercare informazioni sulla tossicità delle varie sostanze. Anche gli esperti dei gruppi scientifici dell’EFSA e i nostri colleghi del personale interno potranno consultarla, soprattutto per le sostanze che sono soggette a valutazione in più di un ambito scientifico o legislativo. La banca dati potrebbe essere utile inoltre per i gruppi della società civile, gli operatori del settore alimentare e i privati cittadini che vogliono ottenere informazioni più precise sulla valutazione della sicurezza delle sostanze chimiche negli alimenti. Inoltre abbiamo strutturato i dati in modo da renderli compatibili con altre banche dati internazionali”.

La novità di OpenFoodTox

banca dati glifosato

Qual è la vera novità presente nella banca dati Efsa? A spiegarlo è lo stesso Jean-Lou Dorne: “Tutte le informazioni contenute nel database sono già disponibili al pubblico, ma sinora si dovevano controllare oltre 2000 conclusioni e pareri scientifici distinti. OpenFoodTox permette invece un accesso rapido e agevole alle informazioni più importanti contenute in questa enorme mole di informazioni. Fornisce poi in forma sintetica informazioni tossicologiche utilizzate dall’EFSA per le proprie valutazioni del rischio sin dal 2002”. Dopo ben 5 anni di lavoro, dunque, ecco una fonte preziosa, accessibile e trasparente di informazioni fondamentali per un consumo consapevole. E in futuro sarà possibile accedervi anche tramite un’applicazione per smartphone.

L’iniziativa dell’Unione Europea è un segnale importante in un momento in cui l’attenzione verso la composizione degli alimenti e i rischi per la salute umana si è fatta piuttosto alta. Tra i dibattiti in atto segnaliamo quello sul glifosato, di cui abbiamo parlato diffusamente. La contestata sostanza alla base dell’erbicida più venduto al mondo potrebbe essere dichiarata cancerogena e fuorilegge, e dunque il brevetto per la sua commercializzazione ritirato, ma sulla decisione, che sarà presa nel 2018, pesa un parere Efsa che fece discutere: secondo l’autorità sulla sicurezza alimentare la cancerogenicità del composto è improbabile. Analogo polverone suscitò un anno fa il dossier sui contaminanti presenti nei principali oli alimentari: il dossier bocciava l’olio di palma e promuoveva, con riserva, quello di colza. Qualche mese dopo, invece, ecco la marcia indietro su quest’ultimo: potrebbe nuocere ai bambini.

E noi, quante volte siamo veramente informati sull’origine e la tossicità delle sostanze contenute nei cibi che mangiamo? Ora sappiamo che esiste OpenFoodTox, la banca dati Efsa, che potrebbe rivelarsi uno strumento molto utile.

 

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A proposito dell'autore

Renzo Sanna

Sassarese che vive a Bologna. Per il Giornale del Cibo si occupa di agromafia, illegalità alimentari e attualità. Il suo piatto preferito sono le trofie al pesto (con patate e fagiolini, of course...) perché gli ricordano la sua mamma. In cucina non può mai mancare l'angolo bar, perché il cuoco deve avere sempre una seconda possibilità!

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