Viviamo una vita dettata dal lavoro e da ritmi veloci. Arrivati a sera non c’è spesso la voglia di mettersi davanti ai fornelli per preparare manicaretti degni degli angeli del focolare. Inoltre, vivendo le proprie relazioni sociali spesso fuori casa, tutto ciò che è cibo pronto e confezionato fa proprio al nostro caso. Tante sono le definizioni che il marketing si è studiato per comunicare subito i vantaggi del cibo confezionato per chi in cucina non ci vuole o non ci riesca a stare… ready to cook, ready to use, ready to eat, ready to go…Ma questi cibi tanto funzionali alle nostre esigenze moderne, sono anche sani? Gli alimenti confezionati contengono sostanze nocive per il nostro organismo?

Per sostituire le sostanze nutritive che gli alimenti confezionati industrialmente perdono nelle fasi di lavorazione, vengono utilizzati additivi alimentari, non altrettanto nutrienti e sani però. Conservazione, colore e gusto vengono studiati per catturare l’affamato consumatore! Certo l’occhio vuole la sua parte, ma dove sta l’inghippo? Impariamo a conoscere e capire quali sono le sostanze più contestate da chi si occupa di cibo sano.

Supermercato Etichetta

Additivi alimentari: i più contestati

 

Coloranti artificiali

Utilizzati in quasi tutti gli alimenti trasformati, caramelle, dolciumi, snack, bibite gassate, prodotti per la colazione. Servono a rendere più invitanti i cibi, ma non sono indice di una reale qualità. Dagli studi e valutazioni comunitarie e internazionali dei coloranti alimentari, emergono correlazioni che vanno dalle allergie, a congestione dei seni paranasali, all’iperattività soprattutto nei bambini.

 

Conservanti

Esistono diversi tipi di conservanti, come il TBHQ, i polisorbati 60, 65 e 80, il BHT e  ilBHA, il benzoato di sodio o i solfiti e vengono utilizzati per rallentare oppure impedire il processo di deterioramento degli alimenti causato da batteri, lieviti e muffe. Si ritiene possano causare perdita di calcio e irritazioni intestinali, causare mal di testa e problemi respiratori. Il più additato è forse il nitrito di sodio, utilizzato per mantenere i colori nei derivati della carne, viene considerato potenzialmente cancerogeno.

 

Emulsionanti

Emulsionanti

Utilizzati per ottenere miscele perfette, permettono di unire ingredienti naturalmente non mescolabili. Olio bromurato vegetale, polisorbato 80 e carragenina sono i principali. Si trovano nel latte al cioccolato, nel gelato industriale, nella gelatina e purtroppo anche negli alimenti per la prima infanzia. Sono accusati di diversi effetti collaterali come problemi comportamentali, reazioni cutanee, disturbi digestivi, calcoli alla vescica e ai reni, aumento di peso, infezioni urinarie, cattiva assimilazione del ferro.

 

Antiagglomeranti

Si usano per assorbire l’umidità degli alimenti, impediscono la formazione di grumi nei cibi, di solito si aggiungono ai prodotti in polvere o essiccati. Presenti in sale da cucina,  cacao,  latte in polvere,  lievito in polvere, miscele per torte, formaggio grattugiato, preparati in polvere per le zuppe istantanee, caffè solubile, uova in polvere. Si compongono di fosfato, carbonato, silicato e alluminio. Quest’ultimo noto per la sua tossicità, in quanto può causare danni ai reni e ai muscoli, è considerato una delle cause dell’Alzheimer. Inoltre è stato dimostrato che diversi tipi di antiagglomeranti aumentano la velocità di degradazione della vitamina C eventualmente presente nei prodotti.

 

Grassi idrogenati

surgelati

Conosciuti come grassi trans o idrogenati e parzialmente idrogenati, si trovano tra gli ingredienti di molti alimenti trasformati come biscotti, cibi impanati o surgelati. Si ritiene che possano causare un aumento del colesterolo LDL e una diminuzione quello buono, HDL, quindi vengono collegati a malattie cardiache e diabete.

 

Aromi artificiali

Esistono aromi naturali, artificiali, cioè ottenuti per sintesi chimica, e natural-identici, uguali a quelli naturali ma costruiti in laboratorio per sintesi chimica. Quando l’etichetta riporta solo la dicitura aromi si tratta di sintetici o natural-identici. Sono contenuti ad esempio in dolci, bibite frizzanti e biscotti, per recuperare o migliorare il gusto del cibo trasformato. Si ritiene siano causa di allergie e disturbi del comportamento come l’iperattività.

 

Glutammato monosodico MSG

Patatine

Esaltatore di sapidità presente in molti cibi salati come patatine, alimenti impanati o dadi da cucina e utilizzato al posto del sale comune o cloruro di sodio, si collega all’insorgenza di disturbi quali mal di testa, squilibri ormonali, obesità, fino a danni cerebrali.

 

Edulcoranti artificiali

Queste sostanze aggiunte alle bevande e in generale ai prodotti alimentari consentono di ottenere un sapore dolce. Possono essere naturali o artificiali. Fanno parte di questi ultimi l’aspartame, la saccarina, la taumatina, il ciclammato, l’acelsulfame K, la neosperidina DC, suclarioso.
L’accusa principale agli edulcoranti artificiali è di essere la causa di forme tumorali, anche se non ci sono evidenze scientifiche per l’uomo, mentre è stato pubblicato recentemente uno studio che dimostra come provochino alterazioni metaboliche che si traducono in un aumento della glicemia.

 

BPA o Bisfenolo-A

Un ormone sintetico studiato per i possibili effetti pre e post natali sui bambini e contenuto in materie di vario tipo utilizzate per confezionare alimenti. Riuscirebbe a passare dal contenitore al cibo e quindi attraverso la digestione ad entrare nel nostro organismo, alterando il sistema endocrino e influenzando lo sviluppo e la salute riproduttiva.

 

Ftalati

Altri ormoni sintetici presenti negli alimenti confezionati in lattina e associati dalla ricerca all’insorgere di disturbi neurodegenerativi e a livello dell’apparato riproduttivo, nonché al diabete.
Gli additivi alimentari presenti negli alimenti confezionati sono veramente tanti. Ma non abbandoniamoci all’allarmismo! L’utilizzo di additivi è autorizzato nell’UE e costantemente monitorato dall’EFSA, autorità europea per la sicurezza alimentare. Una sigla numerica preceduta dalla lettera E, come Europa, serve per identificarli, anche se ancora non è obbligatorio inserirli sulle confezioni. Secondo gli esperti ciò che fa la differenza e che può rendere veramente nocive queste sostanze non è la presenza di per sé, ma la quantità.

Voi sapete leggere le confezioni dei prodotti alimentari che acquistate? Conoscevate già tutte queste sostanze?

 

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A proposito dell'autore

Francesca Bono

Nata a Bologna dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo segue le rubriche Tra frigo e dispensaMercato e Trend. Il suo piatto preferito sono gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e funghi perché adoro gli gnocchi che mi ricordano tanto mia nonna. In cucina non può mancare: l'ordine perché se non è tutto a posto non posso cominciare a risporcare.

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