O ti piace o non riesci proprio a berlo. Non ci sono mezze misure con il gin tonic, il cocktail del momento che ha ammaliato i bevitori, e non solo, di tutta Italia. A dire il vero le origini del gin tonic sono ben più antiche del nuovo millennio ma da qualche anno sembra essere alla ribalta nei ristoranti e locali (spesso specializzati) di tutto il paese, declinandosi attraverso numerose etichette di gin 100% italiano.

Noi abbiamo selezionato 5 delle migliori produzioni dello stivale tra realtà appena nate e aziende già conosciute.

 

Gin Italiano: i 5 migliori produttori

 

Be8

Be8

Luigi Iula e Salvatore Romano sono i proprietari del Barz8, uno dei migliori american bar d’Italia. Nel locale si può scegliere tra 160 differenti gin ma i ragazzi avvertivano una mancanza, volevano il centosessantunesimo, il loro gin Be8. È preparato con la tecnica steeping (gli elementi aromatizzanti vengono fatti macerare in alcool puro e quindi si ri-distilla due volte in alambicco di rame discontinuo su base di alcool biologico di grano per ottenere un’alcool estremamente aromatizzato) e i botanici più netti al naso sono il ginepro (toscano), i semi di cardamomo e la cassia. In bocca i semi e la radice di angelica conferiscono una nota terrosa, i semi di coriandolo invece una nota speziata, citrica, il pepe nero ravviva il palato e la radice di liquirizia esalta sul finale i sentori balsamici.

 

Gilbach

Gilbach

Questo gin nasce nel 2014 dalla collaborazione tra Alessandro Gilmozzi, chef patron del Ristorante El Molin di Cavalese, e il suo sous chef Andreas Bachmann, da qui il nome Gil-Bach. Dal principio era chiara la volontà di avere un gin che fosse interamente delle montagne della Val di Fiemme in Trentino; dopo la raccolta dei botanici scelti e le sperimentazioni è stata messa in piedi la collaborazione con la Distilleria Pilzer di Faver che nel 2015 ha dato i suoi frutti con le prime produzioni. Ginepro, sambuco e prugnola selvatica sono raccolti a mano nei boschi. Il buon Gilbach Gin di 40% presenta inizialmente note di tè e mate, poi prugna, ciliegia, nocciola e lievi sentori di limone e sambuco. Ha il balsamico del ginepro, la resina, l’anice, il rosmarino ed molto equilibrato con una lunga persistenza di rosa e fruttato.

 

Gino       

Gino

 

Dieci anni fa è nato il progetto Origine, un laboratorio di trasformazione e in continua evoluzione. L’idea è stata di Alessandro Pancini e Luca Graffo, nel mezzo della Valle Bormida, a Cengio (SV), porta di accesso verso il Piemonte, dove hanno iniziato come liquoristi per poi arrivare nel 2009 a produrre la prima vodka biologica italiana, l’ottima Vodka 0.1. Oggi passione e maestria li hanno portati a realizzare Gino, distillato di grano bio e cinque botanici (Ginepro, Liquirizia, Rosa Damascena, Limone, Salvia) anche loro tutti certificati bio che, insieme all’acqua di fonte Lurisia esprimono il territorio che va dalla Riviera Ligure alle Alpi Marittime. Al naso è il ginepro ad emergere su tutto, corredato da accenti tendenti al sedano e agli agrumi freschi e da note speziate. Anche in bocca si fa nettamente sentire insieme alla liquirizia e la rosa donano note morbide che vanno ad equilibrare i lievi sentori amari della salvia e del limone. Notevole la lunghezza di ogni sorso.

Marconi 46

Marconi 46

Guglielmo Marconi è stato un genio italiano con il premio Nobel per la fisica nel 1909, 46 è la gradazione alcolica, Via Marconi 46 a Schiavon è l’indirizzo delle Poli Distillerie. Da qui il gin Marconi 46, ultimo genito della tradizione distillatoria della famiglia Poli, che dal 1898 distilla eccellenza nel cuore del Veneto. Il Marconi è distillato da Jacopo Poli con Crysopea, il proprio alambicco a bagnomaria sottovuoto, utilizzando come botaniche bacche di ginepro, uva moscato, pino mugo, pino cembro, menta, cardamomo, coriandolo. Al naso il gin si presenta con un intenso aroma di ginepro e con nette sensazioni balsamiche e agrumate con un pronunciato mandarino, in bocca è particolarmente morbido grazie all’uva moscato e la persistenza è affidata alle gradevoli note di cardamomo, coriandolo e radice di liquirizia. L’esperienza si sente tutta in finezza e pulizia.

 

Solo Wild Gin

Solo Wild Gin

Pure Sardinia ha la capacità di produrre liquori e distillati pregni di identità sarda, unici nel loro genere e rappresentati di una stupenda Sardegna. Vodka, vermouth, mirto e lui, il Solo Wild Gin. Un gin selvaggio e puro ottenuto esclusivamente da bacche raccolte a mano di piante di ginepro selvatico cresciute spontaneamente lungo le coste dell’isola, senza nessun altra botanica aggiunta. Il profumo e il gusto sono davvero concentrati e ricchi, l’identità è forte. Viene prodotto tramite infusione per trenta giorni in alcool di cereali con successiva distillazione con metodo discontinuo per circa dieci ore tramite caldaia a vapore e alambicco in rame. Al naso le nuance caratteristiche di bacche di ginepro sarde sono lampanti, così come la resina e gli agrumi. In bocca è avvolgente e caldo, lungo ed espressivo. Altro che sorso di Romagna, una regione nel bicchiere.

E voi conoscevate già questi gin italiani? Avete un vostro gin preferito?

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A proposito dell'autore

Giovanni Angelucci

Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e non solo tra le quali spiccano l'Espresso food&wine e la Gazzetta dello Sport. Il suo piatto preferito sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli Agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barolo Elio Altare).

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