Il 2016 è stato l’anno dei Cammini e il 2017 quello dei Borghi. Per l’anno nuovo, invece, l’Italia mette al centro la sua cultura enogastronomica. “Siamo quello che mangiamo. Per questo il cibo è prima di tutto patrimonio culturale di un popolo” ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali in occasione del lancio del 2018 anno nazionale del cibo italiano.

Si tratta di un’iniziativa interministeriale tra i Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dei beni culturali e del turismo che prevede manifestazioni ed eventi legati alla tradizione del cibo italiano per i prossimi 12 mesi.

Vediamo insieme quali sono gli obiettivi dichiarati e le tematiche protagoniste.

2018 anno nazionale del cibo italiano: un patrimonio straordinario

Quest’estate vi avevamo già anticipato che il Ministro Martina e il Ministro Franceschini avevano proclamato il 2018 anno del cibo italiano, confrontandosi in un dibattito pubblico a Bologna con il patron di Slow Food, Carlo Petrini, e con Massimo Montanari, storico dell’alimentazione.

In quell’occasione il professore aveva sottolineato come la tradizione gastronomica italiana fosse una delle componenti più fortemente identitarie della nostra cultura. Non solo un cibo buono, amato e invidiato in tutto il mondo, ma un patrimonio di saperi, tradizioni locali ed eccellenze alimentari.

Dal pizzaiuolo napoletano alle Langhe del Monferrato: le meraviglie italiane

Proprio le eccellenze alimentari nostrane saranno al centro di molte iniziative dell’anno nazionale del cibo italiano. In particolare, “si punterà sulla valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo come la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiuolo napoletano iscritta di recente”.
Naturalmente non mancheranno anche azioni a sostegno delle candidature già avviate, per il Prosecco e per l’Amatriciana, che il Ministro Martina aveva annunciato essere un obiettivo del 2018 in occasione della cerimonia inaugurale dell’area food di Amatrice, a fine luglio 2017.

Cibo, cultura e paesaggio

mario borgoni treviso

Questi i tre assi sui quali si muoveranno le iniziative del 2018 anno nazionale del cibo italiano e che saranno connotate da un logo ufficiale.

Perché quando si parla di Italia e del suo cibo, non si può certo escludere il patrimonio paesaggistico e artistico che, ancora una volta, ci rende famosi nel mondo. “L’infinita varietà di prodotti tipici, piatti millenari, vini unici fanno dell’Italia l’unico paese al mondo in cui il confine tra arte e cibo non esiste”  ha dichiarato a proposito il Ministro Franceschini.

Tanto che i Musei italiani, hanno inaugurato il 2018 anno nazionale del cibo italiano con una campagna social dedicata ad alimenti e piatti d’autore: #annodelciboitaliano è l’hashtag del mese di gennaio con cui condividere foto delle opere dei musei nazionali in cui il cibo è protagonista.

Per la campagna di gennaio dedicata all’iniziativa, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, condividerà dal proprio account Instagram 50 locandine digitali, “ tra le quali figurano la stele di Karo al Museo Egizio di Torino, la Cena con sponsali di Gherardo delle Notti, la Natura morta con peperoni e uva di Giorgio De Chirico, così come le sculture di Darren Bader al Museo Madre di Napoli e i manifesti pubblicitari conservati al Museo Salce di Treviso. Non potevano poi mancare l’Ultima Cena di Leonardo, gli affreschi di Pompei, le nature morte della Villa Medicea di Poggio a Caiano e i dipinti della Scuola Napoletana”.

Anno del cibo italiano e promozione turistica

cibo italiano

Il 2018 sarà, quindi, anche un’importante occasione di promozione turistica, con iniziative per far conoscere e valorizzare luoghi e filiere. In particolare, come annunciato dai due Dicasteri coinvolti, “lo stretto legame tra cibo, arte e paesaggio sarà inoltre il cuore della strategia di promozione turistica che verrà portata avanti durante tutto il 2018 attraverso l’Enit e la rete delle ambasciate italiane nel mondo e permetterà di evidenziare come il patrimonio enogastronomico faccia parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana”.

Come aveva evidenziato il fondatore di Slow Food in occasione del dibattito bolognese di cui vi abbiamo parlato quest’estate, bisogna rifiutare il protezionismo, ma le economie locali vanno difese: “l’eccellenza italiana sta nel mantenimento delle piccole produzioni, nell’agricoltura di prossimità, portatrice di qualità e valori identitari”, ha dichiarato.
A questa eccellenza è dedicato il 2018 anno nazionale del cibo italiano, durante il quale vi terremo informati su iniziative, campagne e proposte politiche.

E a proposito di eccellenze italiane, può essere utile ricordare che 7 dei 15 formaggi DOP più diffusi in Europa sono italiani e tra questi il Gorgonzola DOP, del cui disciplinare e consorzio di tutela vi abbiamo raccontato poche settimane fa.

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A proposito dell'autore

Elena Rizzo Nervo

Elena è nata a Bologna, dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo si occupa di attualità, nutrizione e alimentazione e illegalità alimentare. Il suo piatto preferito é il Gateau di Patate, "perché unisce gusto e semplicità e conquista tutti". Per lei in cucina non può mancare una bottiglia di vino, "perché se c'è il vino c'è anche la compagnia..."

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